Giornata della memoria

Tradizionalmente (?) nella Giornata della Memoria strategie evolutive pubblica uno spezzone di un film comico.
Resto fermamente convinto che una risata sia l’arma migliore contro il totalitarismo.

L’anno passato, avevamo linkato un brano di To Be or Not To be di Ernst Lubitsch (guardatelo guardatelo guardatelo – in italiano si intitola Vogliamo Vivere e lo trovate tutto su YouTube).

Quest’anno, qualcosa che conoscete già… ma fa sempre bene ricordare…

Categories: 21° secolo, film, wired world | Tags: , , | 11 commenti

Parlando di evoluzione con Hugh Jackman

Ed eccoci alla seconda parte della discussione sul nostro hardwiring genetico, la parte dedicata alle signore, quella in cui di solito gli animi si accendono… o si infiammano maggiormente, in base alla mia esperienza.

Ma vediamo di ricapitolare – ciò che abbiamo detto fin qui è che esiste un set di parametri, ereditati attraverso decine di generazioni fin dai tempi degli ominidi, che influenzano certi comportamenti.
Attenzione, i comportamenti, non le scelte.
Dati alcuni commenti al post precedente, non vorrei che si arrivasse alla conclusione che io stia proponendo un modello per cui le scelte maschili, quando si tratta di partner, siano esclusivamente o anche solo preferenzialmente legate a certi comportamenti ereditati.
Il fatto che istintivamente si guardino le gambe alle ragazze non significa che poi questo sia l’unico parametro nella scelta del partner.
Non significa neanche che si sia giustificati a farlo (“Ah, io alle donne guardo solo il culo, ma cosa vuoi farci, è l’hardwiring ereditario…”).
Nulla di ciò che stiamo discutendo sospende o delegittima l’intelligenza e la sensibilità che, esattamente come l’hardwiring, sono frutto della nostra evoluzione.

Ma bando alle ciance, è ora di cercare una risposta alla domanda che da 200.000 anni tutti gli uomini si pongono con una certa regolarità.

Ma le donne, cosa vogliono?

Per aiutarci, ci potremo avvalere del sempre disponibile Hugh Jackman. Read more »

Categories: pork chop express, Sasquatch, Uncategorized | Tags: , , , , | 30 commenti

Moriarty! (e Moran!)

Uno dei migliori autori attualmente sulla piazza.

Kim Newman detiene un primato assoluto, nella mia esperienza di lettore – il suo Anno Dracula, letto sul tram tornando a casa dall’università, riuscì a farmi saltare la fermata.
Ad un certo punto alzai gli occhi dalla pagna e mi resi conto che il tram era fermo al capolinea, ed io non me ne ero assolutamente accorto.
Questo è per me un criterio un po’ empirico ma infallibile per identificare un buon libro ed un buon autore.
Anche se mi è capitato una volta sola.
E Anno Dracula è un eccellente libro, scritto da un autore eccellente.

Inutile dire che dopo Anno Dracula mi procurai un sacco di cose scritte da Newman, non solo in ambito narrativo, ma anche in ambito saggistico – il BFI Companion to Horror, che Newman curò negli anni ’90, resta un tomo meraviglioso e indispensabile –  trovando ripetute conferme al fatto che, sì, avevo beccato un vincente.

Ed ecco che ora mi capita questo strano romanzo, che fin dal titolo mi promette le meraviglie che mi aspetto dall’autore londinese.

Professor Moriarty, The Hound of the Durbervilles è un romanzo ad episodi, in effetti il prodotto di un fix-up di alcune storie comparse su riviste e antologie, con circa un 50% di materiale nuovo, a formare una narrativa coerente.
Il testo è inquadrato con un classico framing device – in seguito alla crisi economica, il fallimento di una banca-canaglia porta alla luce un manoscritto che si direbbe stilato da Sebastian “Basher” Moran in persona. Una curatrice un po’ snob viene ingaggiate e praticamente obbligata col ricatto a curarne l’edizione, che è poi ciò che abbiamo fra le mani.

Il manoscritto di Moran narra le sue imprese al servizio del terribile Professor Moriarty, il Napoleone del Crimine, negli anni che precedono il confronto fra Moriarty e Holmes alle cascate di Reichenbach.

Non siamo tuttavia nel territorio del semplice pastiche holmesiano.
Le storie di Moriarty & Moran sono avventure fantastiche, con una abbondante dose di commedia, una spolverata di steampunk (*), ed una profonda propensione per l’eclettica cultura letteraria.
Ogni storia, narrata da Moran – che non manca di divagare – si affianca ad una storia del canone Holmesiano, presenta in altra luce un personaggio dell’opera di Conan Doyle, ma fa soprattutto riferimento ad almeno un romanzo o racconto derivato dal canone della letteratura vittoriana.
(e la curatrice non manca di segnalarci questi riferimenti nelle dotte annotazioni)
Newman si diverte, evidentemente , senza dimenticare di inserire, quando possibile, personaggi presi dalla narrativa d’appendice – primo fra tutti il cinese Signore delle Strane Morti (alias Fu Manchu), fornitore preferenziale degli animali esotici che Moriarty usa per alcuni dei suoi piani più ingegnosi.

Moran, narratore inaffidabile, assomiglia moltissimo, per tono e atteggiamenti, al mio vecchio amico Sir Harry Flashman – ma come fa notare lo stesso Newman nella postilla, Moran per lo meno le medaglie se le è guadagnate seriamente, e se Flashman resta un vigliacco fortunato, Moran è piuttosto un maniaco dell’adrenalina piuttosto sfortunato.
Irto di opinioni irripetibili su bambini, cani, stranieri, donne, omosessuali, poliziotti, cittadini britannici, militari, cocchieri di piazza, contadini, intellettuali, politici e praticamente ogni creatura che respiri sulla superficie del pianeta (a cominciare dal suo datore di lavoro Moriarty), il colonnello Moran, il cacciatore di tigri che ha sparato a qualsiasi cosa gli sia capitato a tiro, sempre disperatamente alla ricerca di un guadagno, di una scorciatoia o di una sottana è un personaggio che è bello odiare, e che ci strappa dei sorrisi amarissimi.

Poiché dove mi trovo ora non ci sono tram, non posso sottoporre questo volume al test della fermata di casa.
Posso tuttavia portare un altro fenomeno a sostegno della qualità del romanzo – ad un certo punto, a circa un terzo del tomo, una battuta su Nietsche mi ha fatto ridere tanto a lungo e tanto forte, che i vicini si sono preoccupati (il fatto che sia accaduto alle due di notte spiega forse parte della loro preoccupazione).

Grande, solidissimo, intelligente intrattenimento.
Ce ne saranno altri.
Non possiamo che augurarci di sì.

(*) I padroni nazionali del vapore probabilmente lo odieranno, un po’ perché piace a me, un po’ perché è troppo intelligente, un po’ perché non potranno sfuggire all’impressione che Kim Newman sberleffi il genere con estrema allegria.

Categories: fantascienza, libri | Tags: , , , , , | 17 commenti

Parlando di evoluzione con Charlize Theron

OK, se ne era accennato nei giorni passati, qui ed altrove – questo post è una spece di condensato (piuttosto semplificato) di un “numero” che faccio di solito alle conferenze sull’evoluzione che mi capita occasionalmente di tenere.
Si tratta della parte che di solito mi garantisce che ci sarà un po’ di vita nell’ultima mezz’ora, quella in cui il pubblico è invitato a fare delle domande.
Di solito ci sono fra gli astanti una manciata di persone (solitamente donne) abbastanza infuriate ed offese da volere la mia pelle, e quindi la discussione si anima.
Credetemi, il silenzio glaciale che fa seguito a “Ci sono domande?” è infinitamente peggio di una infuocata discussione con serissime madame infuriate.

L’indignazione di alcuni elementi fra il pubblico è d’altra parte comprensibile.
Si parla di evoluzione e di comportamenti quotidiani nostri e dei nostri simili.
È molto bello e divertente parlare di evoluzione, di delfini e pescecani, di celacanti e coccodrilli, di fringuelli e farfalle, di leoni e gazzelle.
Ma quando si applica il pensiero evolutivo alle persone… eh, lì cominciano i problemi. Specie quando si applica il pensiero evolutivo a quei fattori che le persone considerano soggettivi, espressioni del se, personali e legati (Dio ce ne scampi) all’anima.

Il che ci porta, per vie molto traverse, a Charlize Theron… Read more »

Categories: progetti personali, Sasquatch | Tags: , , , , , , | 52 commenti

Fenomeni

Un grande seduttore

Anni addietro una classifica dei più grandi seduttori della storia risultò dominata da tre personaggi meno che prevedibili.
King Kong.
Dracula.
Il Mostro della Laguna Nera.

Contemporaneamente, per la dannazione di tutti i grandi della letteratura e dei loro tomi dai titoli memorabili, una classifica dei personaggi più popolari ed immediatamente riconoscibili dal pubblico, in tutto il mondo indicò ai primi posti… Sherlock Holmes e Tarzan.
E qui, ok , potete dirmi che si tratta di una ricaduta cinematografica, che in effetti non è merito di Conan Doyle o di E. R. Burroughs, ma di Johnny Weismuller e Basil Rathbone… ma ciò non toglie che lassù sulla vetta ci siano due personaggi popolari, e non, per dire Nikolaj Vsevolodovič Stavrogin.
C’han fatto i film è una povera scusa.
Il fatto che c’abbiano fatto i film è indicativo che qualcosa, una scintilla, un extra, c’era.

Tutto questo per introdurre un pezzo del piano bar del fantastico, lievemente atipico, che parte da un post su un blog contiguo, e vedremo dove andrà a finire.
Parliamo di fenomeni. Read more »

Categories: libri, piano-bar del fantastico, wired world | Tags: , , , | 14 commenti

La faccia delle donne

Potrei cominciare questo post cercando di ragionare sulle strane routine che animano la ricerca di immagini in Google.
Perché parte della questione nasce da lì.
O potrei partire dall’abitudine di alcuni ospiti del Blocco C della blogsfera, di segnalare sulle proprie pagine delle bellezze mediatiche quali numi tutelari di blog, siti e quant’altro.
Perché è dalla collisione di questi due fatti che nasce questa specie di pork chop express domenicale.
procediamo con ordine.

Cercavo una fotografia di Helen Mirren.
Mi piace Helen Mirren.
L’ho vista la prima volta, credo, al fianco di Bob Hoskins in The Long Good Friday (quello è un film, maledizione!), moglie di un gangster londinese che crede di poter tener testa all’IRA.
E poi naturalmente Morgaine in Excalibur.
Prospero, ne La Tempesta!
E decine di altri film straordinari.
Comunque, per motivi miei, mi serviva una foto di Dama Helen Mirren.
Nella fattispecie, mi interessava una foto dell’attrice scattata da qualche parte alla fine degli anni ’80.

Io l'adoro questa donna

E Google non me la concede.
Attraverso i suoi filtri, trovo solo o foto recenti (l’attrice è nata nel 45), o fotografie giovanili, scattate nei primi anni ’70.
Non UNA fotografia reperibile di 2010, ad esempio – neanche specificando il titolo del film
Google, nella sua infinita saggezza, quando digito la chiave di ricerca “Helen Mirren” nella finestrella, mi offre alcune opzioni alternative:

helen mirren caligola
helen mirren calendar
helen mirren young
helen mirren hot

Cosa diavolo sta accadendo? Read more »

Categories: 21° secolo, neofeudalesimo, pork chop express, wired world | Tags: , , , , , | 32 commenti

Sul Confine con MacDonald Fraser

Tre libri in un solo post.
Magari quattro.
O cinque.

George MacDonald Fraser è stato un autore di romanzi storici di razza, con una sorprendente e variegata formazione.
Studente di medicina come voleva la tradizione di famiglia, sottufficiale dell’esercito britannico in Birmania, poi giornalista e sceneggiatore.
Nel 1969, seduto al tavolo della cucina, scrisse in un mese il primo romanzo della serie dedicata a Sir Harry Flashman (del quale ho parlato fin troppo estesamente), diventando autore di successo.

La passione per la storia che informa tutta la narrativa di Fraser ebbe anche due uscite nell’ambito della saggistica.
Uno dei due volumi è l’eccellente The Hollywood History of the World, curiosa collezione di titoli di film che si concentra su quelle pellicole che hanno rispettato, per sceneggiatura e casting, la realtà storica.
Un caso unico, fra tanti volumi che si concentrano sugli svarioni e le brutture.
Il volume è anche giustamente famoso per il tranciante giudizio dell’autore su Rambo “troppo volatile per essere un buon soldato e poi, uno che gira per la giungla senza camicia è uno che i guai se li vuole cercare.”
Read more »

Categories: libri | Tags: , , , , | 9 commenti

Con Thomas Jefferson attraverso la Crisi

Sto diventando un fan di Thomas Jefferson.
E non perché il rivoluzionario e terzo presidente degli Stati Uniti fu anche un naturalista ed un collezionista di fossili – the Mammoth President of the USA – e commissionò la spedizione di Lewis & Clarck nella speranza di trovare ancora qualche mandria di mastodonti allo stato brado.

No, è che ho letto un sacco di cose scritte dal buon TJ negli ultimi giorni, e mi pare fosse un tipo con le idee piuttosto chiare.

Il futuro che ci stanno preparando. Bello, eh?

Complice la non proprio rilassata situazione economica e politica del paese e del continente in cui stiamo seduti, ho messo le mani su un interessante libriccino, ed è stata una lettura divertente e terrificante, che ha impegnato le mie ultime serate.

Non so, dev’essere cominciato tutto con l’ossessionante, continuo martellamento, nelle ultime settimane, sulle reti RAI di documentari e servizi sull’emigrazione italiana nel ventesimo secolo.
Come se volessero renderci familiare e in un certo senso appetibile l’idea di mettere i nostri quattro stracci in una valigia e andare altrove.
A lavorare in miniera.
Perchè, come mi ha detto con una spallucciata un settantenne qualche giorno fa, tanto quello è il futuro

Grazie, vecchio mio, ma anche no, eh?

Read more »

Categories: 21° secolo, libri, neofeudalesimo | Tags: , , , , , , | 13 commenti

L’illusione del risparmio

Ok, qualcosa di completamente diverso.

L'importante è crederci, vero?

Due sere or sono, durante il telegiornale regionale, un simpatico (ma neanche poi tanto) rappresentante di una finanziaria mi ha spiegato che nell’ultimo semestre le spese medie delle famiglie piemontesi sono calate di un 7-14%.
La cosa, a detta del gentiluomo, è rassicurante.

In questi tempi di crisi, il calo delle spese indica chiaramente che le famiglie piemontesi sono tornate a dare valore al risparmio.

Nel senso che stanno tornando a mettere da parte un piccolo gruzzolo, invece di bruciarsi i soldi in sciocchezze superflue come facevano prima.
Il che, alla luce di fatti che ciascuno di noi può agevolmente constatare giorno per giorno, è talmente sbagliato… meglio, è talmente falso, da lasciare assolutamente allibiti.

Il punto, infatti, è che il taglio alle spese non corrisponde affatto ad un accaparramento, ad un accumulo di ricchezza, bensì al fatto che i quattrini non bastano più per coprire tutte le spese, e quindi si taglia tutto il tagliabile, e si prega che le cose migliorino.
Nessuno sta salvando nulla – e chi aveva un gruzzolo da parte lo ha già dilapidato, o si trova ormai agli sgoccioli.

Ed è estremamente preoccupante che a livello istituzionale la situazione venga letta in maniera tanto irrealistica.

Sarebbe sufficiente parlare con un po’ di persone all’uscita dal supermercato per annullare qualsiasi illusione – ma la versione ufficiale torna a reiterare la leggenda dell’italiano risparmiatore, unica difesa contro la crisi.

Ed è vero – i risparmi degli italiani hanno dato fiato alla nostra economia… finché son durati.

Il mercato del lavoro è involuto, sclerotico e vecchio di un secolo.
I figli laureati vivono a spese dei genitori pensionati… e non è per pigrizia, bamboccionismo o chissà che altro, ma semplicemente perché chi avrebbe dovuto (politica ed economia) non ha sviluppato il mercato del lavoro abbastanza per accomodare persone con una preparazione superiore.
Sarebbe stato logico spostarsi in avanti, passare alle alte tecnologie, alla ricerca ed allo sviluppo, lasciando la manifattura ordinaria a paesi meno sviluppat, con un mercato del lavoro meno evoluto. Invece si è preferito mantenere lo status quo, abbassando i salari in modo da cercare disperatamente di rendere l’operaio non specializzato italiano competitivo con il lavoratore a cottimo cinese.
Che per di più, poverello, viene dipinto come una specie di orco.
L’avidità ci ha congelati da qualche parte a cavallo fra ’800 e ’900.
India e Brasile oggi sono nazioni all’avanguardia nell’hi-tech – noi esortiamo gli ingegneri a fare gli idraulici, o i ciabattini, o offramo loro contratti che non coprono le psese minime di sopravvivenza di un adulto.

Noi il treno ce lo siamo perso...

Si deve compensare col risparmio.
Ed ora i soldi – sempre meno, sempre più difficili da guadagnare – stanno finendo.

Sentimenti condivisibili

L’atteggiamento del gentiluomo in TV è particolarmente preoccupante, poiché è impossibile non ricordare quelle economie che crollarono miseramente, nella seconda metà del ventesimo secolo, poiché non solo la leadership aveva falsato le analisi economiche, ma poi aveva agito sulla base delle proprie false affermazioni.
È comprensibile, certo, se non giustificabile, che si tenti tutto il possibile per mantenere l’ordine e la tranquillità della popolazione, ma come recenti fatti di cronaca hanno dimostrato, abbandonare i cittadin a se stessi, e poi inventarsi delle scuse puerili per aver disatteso i propri obblighi, non è una politica vincente.

E mentre i posti di lavoro si fanno sempre più difficili da reperire, le aziende collassano e gli stipendi si volatilizzano, riprende a circolare la voce odiosa secondo la quale il lavoro c’è, e in abbondanza.
Sono solo i cittadini, come al solito, che non hanno voglia di lavorare.

Il mio amico Angelo Benuzzi, che sta tre celle più in giù lungo questo corridoio, e che in campo economico è molto più ferrato di me, dice che le cose devono cambiare.
Io temo la prima scintilla, poiché prevedo una terribile conflagrazione.

Categories: 21° secolo, neofeudalesimo, pork chop express | Tags: , , , | 13 commenti

Blog su WordPress.com. Theme: Adventure Journal by Contexture International.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 537 other followers