strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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comunicazione di servizio

Ah, ma allora è un vizio!
S’era detto che chiudeva!
Lo dicevo io che era tutto un trucco per aumentare le visite!

No.

La questione, in breve – negli ultimi giorni ho ricevuto una ventina di richieste di accesso ai miei vecchi post.
È vero che il blog è chiuso, ma molti desiderano ancora accedere ai contenuti in archivio.
Un genere di richiesta che non può che farmi piacere, naturalmente.

Certo, sarebbe possibile operare ad personam e rilasciare la password su richiesta e previa approvazione – ma insomma, cerchiamo di conservare il senso del ridicolo: fare selezione all’ingresso?
Forza, questo è il mio blog, non uno di quei posti dove entrano solo quelli giusti.

clubline

E l’idea di trasferire su un altro contenitore i post più richiesti in modo da renderli accessibili e commentabili altrove - bootlegging the bootleggers, come avrebbe detto Johnny Thunders – semplicemente richiede troppo lavoro e genera troppa confusione.

La cosa più semplice è riaprire i cancelli.

Quindi, strategie torna pubblico – pur restando on indefinite hiatus, per usare l’espressione anglosassone – e i contenuti sono accessibili, usate la finestra di ricerca qui di fianco per trovare ciò che state cercando*.

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* Questo dovrebbe anche risolvere le crisi d’ansia di coloro che nel weekend hanno ossessivamente setacciato gli archivi de Il Futuro è Tornato – se serve qualche buona idea, potete tornare a servirvi dove vi siete sempre serviti.
Per quanto ci siano certamente anche delle idee eccellenti su IFET.


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0.10 x 450 x 365

Ma come, non aveva detto che chiudeva?!!

No, no, tranquilli, l’ho detto che non torno sulla mia decisione.
Però siamo ancora entro i limiti, ed è emersa una cosa che mi permette di fare un discorso che credo valga la pena di fare, e che forse è una chiusura un po’ più in levare, per strategie evolutive, rispetto a una pizza margherita.
Chiudiamo con un pork chop express.

Allora, uno dei motivi che mi hanno spinto a chiudere strategie evolutive – non il motivo principale, di quello parleremo fra un attimo, ma uno dei motivi – è che il tempo che dedico al blog posso dedicarlo a una attività che mi permetta di pagarmi i conti.

Come certamente sapete, da febbraio sono a spasso, avendo chiuso la mia collaborazione con l’Università di Urbino, e dopo sette mesi di nulla, la situazione comincia a farsi davvero difficile.
Otto ore alla settimana dedicate a un paio di articoli che posso provare a vendere o a fare una traduzione che magari qualcuno potrebbe pagare sono meglio di otto ore alla settimana dedicate a sette articoli per il blog che fondamentalmente chissenefrega.
Potrei riuscire a pagarmici la cena.
Tocca lavorare duro, ma magari ci si pagano i conti.

Ora, ieri, nella quantità di messaggi e comunicazioni pubbliche e private relativi alla chiusura di strategie, c’è stato chi mi ha contattato e mi ha suggerito di mettere il blog a pagamento.

I conti sono presto fatti.
Ho quattrocento e cinquanta lettori fissi.
Se ciascuno pagasse un abbonamento di dieci centesimi al giorno

0,10 x 450 x 365 = 16425

Incasserei, pagate le tasse, circa mille euro al mese.
Potrei vivere di ciò che scrivo qui su questo blog – potrei vivere facendo ciò che ho fatto per buona parte di sette anni.

Il problema naturalmente è che i miei 450 lettori fissi, dieci centesimi al giorno non li pagherebbero MAI. Continua a leggere


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Come vincere una pizza margherita

Giovedì notte, davanti alla generale indifferenza suscitata dal mio post su High Sierra, ho fatto una scommessa con mio fratello.

Ho scommesso che avrei fatto più visite e più commenti postando cinque paragrafi di Lorem Ipsum e un’immagine neutra, che non con 1000 e rotte parole ed una mezza dozzina di fotografie su un buon vecchio film.

Se avessi vinto, lui mi avrebbe pagato una pizza margherita, e poi io avrei chiuso il blog. Continua a leggere


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Lorem Ipsum

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High Sierra (1941)

Un post estemporaneo, ispirato a un paio di battute scambiate un paio di notti or sono con la mia amica Lucia.
Si parlava di Ida Lupino.

Ora, io personalmente provo un brivido di disgusto all’idea che ci siano persone là fuori che non hanno idea di chi fosse Ida Lupino.
Erede di una famiglia di attori attiva in Inghilterra dal 17° secolo, Ida Lupino non fu solo uno dei volti fondamentali del cinema noir*. Fu anche un’attrice capace di tener testa agli studios, ed una delle prime registe e produttrici di Hollywood, dove contribuì a scardinare l’idea che i film li potessero dirigere solo gli uomini.
Fu anche un’apprezzata fotografa ed una sceneggiatrice.
Una delle donne più importanti e influenti della storia di Hollywood.

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E fu l’interprete di High Sierra, che è poi il film del quale vorrei parlare adesso. Continua a leggere


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Qualche nota sui launch parties virtuali

Le feste per il lancio dei libri si sono sempre fatte – in piccolo, organizzate a casa dell’autore per bersi un bicchiere con gli amici e fare festa perché sì, alla fine il libro è uscito, o in grande, a Cannes, a spese dell’editore, che ha anche ingaggiato una band emergente e un po’ di glitterati, e preparato un press-kit di lusso.

Da questi due estremi – la festa casereccia e l’evento sociale ultra-strutturato – emergono i due obiettivi principali di un launch party.
E che sia un launch party virtuale cambia poco le cose.

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Ora, quando io ero un ragazzino e andavo alle elementari, c’erano questi tizi, fuori dalle scuole, che distribuivano biglietti gratis per il cinema.
Ricordo una volta – la possibilità di andare in due a vedere gratis L’Isola Misteriosa e il Capitano Nemo, il film del ’73.
Ci andai, e vidi metà del film.
Perché nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo un tizio salì sul palco antistante lo schermo, e per due ore – non dico unnumero a caso, due ore d’orologio – cercò di convincere i genitori che avevano accompagnato noi ragazzi ad acquistare una enciclopedia.
Finito il malaugurato e sfortunatissimo tentativo di vendita, ci venne detto che il cinema doveva chiudere – niente secondo tempo.
Racconto questo aneddoto perché capisco la diffidenza del pubblico nazionale davanti a una iniziativa come un launch party virtuale – che non è che si faccia tutto i giorni.
Eccolo qui, questo vuole venderci i suoi libri!

Ma l’idea non è questa.

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Indietro di cottura

spam_tastieraPork chop express.
Avete presente quelle segnalazioni automatiche che vi arrivano attraverso la rete – spam, a modo suo?

Beh, l’altro giorno, mentre ero qui che scrivevo, mi sono arrivati a ridosso due segnalazioni.

Una era per un sito italiano con tutte le informazioni chemi servono per diventare il fidanzato ideale.
Un blog tanto ironico e tanto spiritoso su come conquistare la vostra lei.

L’altra… Continua a leggere


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Il Demone, l’Avvocato e il Ciccione

aaSiamo alle solite – sono al terzo titolo della serie di dieci romanzi che costituiscono il mio scaffale ideale, quelli che mi porto dietro nonostante tutto, e già comincio a barare – e parlo di due titoli anziché uno solo.

Nel 1975 Arthur Byron Cover aveva un racconto scritto per una antologia che era morta prima di vedere la luce. Allora lui allungò quella storia, ne fece un romanzo di circa 40.000 parole, e poi non sapendo cosa fare, lo portò ad Harlan Ellison.

The Autumn Angels venne pubblicato nella collana Harlan Ellison Discover – e nelle parole dell’autore “a parte poche persone che davvero lo odiarono, tutti gli altri rimasero indifferenti.”
Però venne nominato per un premio Nebula. Continua a leggere

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