L’avvio me lo dà il blog Tutta Casa & Scuola (lo trovate nel blogroll).
Faccio unpaio di ricerche con Google e scopro che…
Venti milioni e 300mila persone (il 37% della popolazione di 6 anni e più), non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista.
L’ISTAT ha sfornato una panoramica sulla lettura nel 2006, parte del progetto “Essere Lettori nel XXI Secolo”.
E l’immagine – lo avrete immaginato – è sconfortante.
Quasi quattro italiani su dieci non leggono.
I motivi?
La noia della lettura è la motivazione principale (29,8%); seguono la mancanza di tempo libero (25,2%), il preferire altri svaghi (19,6%)
La noia della lettura?
Ma che libri leggete, imbecilli?
Un’alta concentrazione di persone tra i 25-54 anni (quelle più coinvolte nel mondo del lavoro) ha dichiarato di non avere tempo libero per leggere(con valori che superano il 40%)
Questi li abbiamo conosciuti tutti.
Quelli che all’università li invitavia farsi una pizza e ti rispondevano “Sai, devo preparare un esame” oppure “devo lavorare alla tesi”, e oggi quando li inviti al cinema ti rispondono “Sai, domani devo andare al lavoro”.
Come se fossero gli unici.
Tesi – se fai unlavoro che non ti lascia tempo libero, forse stai sbagliando qualcosa.
Ma evitiamo le polemiche – magari di questa gente ne parleremo poi.
La domanda che sarebbe logico porsi a questo punto è – il lettore è una specie in via di estinzione?
Non necessariamente, stando al rapporto ISTAT.
I cosiddetti lettori forti, che leggono addirittura tutti i giorni (urka! Ma come faranno?) sono una percentuale stabile…
La quota più consistente di lettori è quella dei lettori nel tempo libero (30,4%). Segue la tipologia “mista” dei lettori (sia nel tempo libero sia per motivi professionali e/o scolastici-13,4%) e infine quella lettori per motivi esclusivamente professionali e/o scolastici (solo il 4% della popolazione).
Insomma, quelli che lo fanno per scelta, quelli obbligati ma che in fondo gli piace, e quelli che leggono perché proprio devono, ma poi, ah, basta così, vogliamo scherzare?
Ai quali si aggiunge una curiosa ulteriore categoria…
le persone che, pur non dichiarandosi lettori di libri, hanno in realtà letto uno o più libri nel corso dell’anno. Tali lettori, definiti morbidi, sono nel 2006 circa 7 milioni di persone pari al 12,8% della popolazione di 6 anni e più
Quelli che lo fanno e non lo dicono.
O, peggio, quelli che lo fanno e neppure se ne accorgono.
Oppure se ne scordano.
La statistica pubblicata dall’ISTAT solleva alcuni problemi – e fornirà parecchio materiale per le mie future lezioni.
Di sicuro sembrano emergere, per lo meno nell’esposizione dei dati, alcuni pregiudizi che potrebbero aver deviato l’interpretazione.
Di sicuro, ciò che emerge è una nazione che ha un pessimo rapporto col libro e con la lettura.
Una nazione di lettori occasionali e disordinati, abbastanza svegli da cercare un alibi per ciò che percepiscono come una mancanza, ma non abbastanza svegli da inventarsi un alibi credibile…
E’ interessante, inoltre, notare che l’8,3% dei non lettori (pari a 1 milione e 700mila persone) dichiara come motivazione di “non lettura” il non saper leggere o il leggere male
Oh, mamma.
Altrettanto interessante è, certamente, il fatto che nessuno rilevi l’elevato costo dei libri
Vengono scarsamente indicate motivazioni quali il costo eccessivo dei libri (5,5%), la complessità del linguaggio contenuto nei testi (4,2%), il non avere un posto tranquillo dove mettersi a leggere (0,7%) o l’assenza di librerie ed edicole vicino casa (0,8%) o di biblioteche (0,7%).
Ipocriti, o rassegnati?
Certo è poi strano, che noi si sia la nazione col maggior numero di aspiranti scrittori al mondo.
Insomma, il panorama è grigio, ma mentre gli illetterati proliferano, i lettori forti prosperano.
Lenta e inesorabile si avvicina la lunga notte dell’analfabetismo per motivi voluttuari (leggere non è cool), ma l’orchestra continua a suonare e c’è ghiaccio per i drink di ogni passeggero del Titanic.
Ma se non siamo parte della soluzione siamoparte del problema.
Regalate libri.
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