Socrate una volta derise i propri colleghi filosofi perché insegnavano in cambio di volgare danaro. Questo, disse, sviliva la loro filosofia. Quando Protagora sentì delle ristrettezze in cui si trovava il collega, osservò che non conosceva ragione per cui i filosofi non avessero il diritto di mangiare come tutti gli altri.
Lo stesso si applica agli scrittori.
Alla fine ci si ritrova a genuflettersi sempre davanti agli stessi altari.
Un rivenditore che preferisce rimanere nell’ombra mi ha appena procurato per una cifra irrisoria (circa cinque euro inclusa la spedizione) una copia in eccellenti condizioni, datata 1975 di Science Fiction Handbook, Revised, di Lyon Sprague De Camp.
Editore, McGraw – hill
Sottotitolo, How to Write and Sell Imaginative Stories.
Tipico di Lyon Sprague De Camp, quel sottotitolo.
Ho già sacrificato primogeniti sull’altare di Sprague De Camp in passato – curioso, tutto considerato.
Come con altri autori – come con tutti gli autori che preferisco tranne forse Fritz Leiber e Jack vance – dopo una fase di primo giovanile entusiasmo mi trovai a prendere un po’ in uggia Sprague De Camp.
Troppo maledettamente positivista, troppo pragmatico, troppo ingegnere…
Si tratta probabilmente di una naturale reazione al primo entusiasmo che si prova nell’incontrare un autore davvero grande – Howard, Lovecraft, Burroughs…
Poi si ritrova l’equilibrio.
Il manuale di fantascienza è semplicemente colossale.
Ci sono una dozzina abbondante di manuali di scrittura creativa sul mio scaffale – la maggior parte focalizzati sulla letteratura di genere.
Questo, però….
Un’occhiata all’indice…
- Prefazione
- Il mondo della narrativa d’immaginazione
- La moderna narrativa d’immaginazione
- Editor e Case Editrici
- Lettori e Scrittori
- Come ci si prepara ad una carriera nella fantascienza
- Quelle folli idee
- Come si struttura una storia d’immaginazione
- Come si scive una storia di immaginazione
- Come si vende una storia d’immaginazione
- Il lato commerciale della scrittura
- E quando siete arrivati…
- Note, Bibliografia, Indice
Il tutto in neanche duecentoventi pagine in formato tascabile.
Ora, parliamoci chiaro.
Difetti – pragmatico (l’ha scritto un ingegnere), datato (è uscito trentadue anni or sono).
Pregi – questa è la Via, la Verità e la Luce. Questo libro contiene idee e consigli che da cinquant’anni, per qualche motivo, ben pochi hanno ripreso nei propri manuali.
E’ sottile, certo, esile e leggerino.
Ma non c’è una parola sprecata.
Non c’è una farneticazione pseudofilosofica, un atteggiamento vuotamente artistoide, un singolo momento di posturing.
Sprague De Camp non usa la prefazione per convincerci di essere il Tarzan della giungla cartacea.
C’è invece un certo umorismo…
Anni fa, all’epoca eravamo sposi novelli, Catherine invitò una coppia di amici a cena nel nostro appartamento, e Sprague si dispose ad essere cortese nei confronti degli amici della moglie. Mentre le donne erano occupate in cucina, mostrò all’ospite alcune recenti riviste che contenevano dei suoi racconti. L’uomò gettò un’occhiata in una delle copie e chiese: “C’è della gente che davvero legge qquesto genere di roba?”
Qualcuno evidentemente deve. La domanda è chi…
Un buon incipit per un capitolo sul rapporto fra lo scrittore e il suo pubblico – cosa scrivi, chi legge ciò che scrivi.
Non ho visto coperto quell’argomento in molti manuali, di recente.
Sarà per questo che tanti aspiranti scrittori scrivono racconti assolutamente solipsistici e, pertanto, impubblicabili?
Il proverbio raccomanda di imparare l’arte e metterla da parte.
I bempensanti ci ripetono quotidianamente che l’arte non si può insegnare.
Se è vero che per scrivere (disegnare, suonare, comporre, scolpire, recitare, cucinare) è necessario entrare in contatto con una parte della nostra intelligenza che normalmente rimane sopita (ma che tutti possediamo), è anche vero che, per parafrasare una vecchia pubblicità, la potenza è nulla senza disciplina.
Una conoscenza degli strumenti, delle tecniche, dell’arte in senso di base dell’opera artigianale, è imprescindibile.
La si apprende con la pratica.
Con la frequentazione delle opere di chi è venuto prima di noi.
E raramente, molto raramente, leggendo manuali come questo.
Si può imparare a scrivere, o è qualcosa di innato, genetico, glandolare, che non migliorerà a dispetto dell’istruzione ricevuta? Si e no. L’abilità di scrivere è una miscela di due componenti, entrabi assolutamente necessari. Si tratta di Talento e Tecnica.
Comincio a pensare che non mi dispiacerebbe invecchiare e diventare come Lyon Sprague De Camp.
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