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Archive for 9 Ottobre 2007

Cosa non va nel fantasy italiano?

9 Ottobre 2007 Davide 4 commenti

Un blog poco lontano dal nostro ha iniziato a pubblicare una serie di post sui principali errori nella narrativa fantasy.

Ho specificato iun un commento al primo post della serie come, a mio parere, il primo “errore” segnalato sia in realtà un falso problema.

Eppure è un bene che dei difetti del nostro campo si dibatta – anche quando vengono sostenute opinioni diverse dalle nostre.

Perciò ora, avendo criticato l’opinione altrui, mi pare il minimo farmi avanti ed esporre la mia opinione, affinché altri la possano criticare.

Tutto nel più amichevole spirito della discussione.

Io credo, e sono fortemente convinto, che il principale problema di molti autori italiani sia una certa miopia, derivata dal fatto che essi traggono ispirazione, essenzialmente, solo dai romanzi di genere che hanno letto.

Gli scrittori di fantasy hanno letto prevalentemente fantasy.
Gli scrittori di fantascienza hanno letto prevalentemente fantascienza.
Gli scrittori di horror hanno letto prevalentemente horror.

Spesso limitandosi ai titoli disponibili nella libreria in franchise del centro, e magari l’ultima manciata di Urania.

Il risultato è una profonda miopia, appunto – o se preferite ignoranza.
Un amico col quale spesso discuto animatamente di queste cose parla di una mancanza di consapevolezza.

Certo, leggere inostri predecessori ed i nostri colleghi ci insegna molte cose.
Possiamo studiare la loro tecnica, disassemblare ogni frase ed ogni paragrafo, leggere ad alta voce il dialogo per sentirne il ritmo, il suono, la poesia.
Possiamo evitare i loro errori – se ne hanno fatti.

Ma questo non basta.

Bisogna avere una buona idea di come funzioni un buon romanzo – al di fuori del genere.
E unabuona idea di come funzioni il mondo.

Come è possibile sperare di scrivere una storia di amicizia ed avventura senza aver letto Dumas, una storia di guerra senza aver letto O’Brien.
Si può descrivere il rapporto con una cultura aliena senza aver letto Kipling?
Si può descrivere un mondo diverso dal nostro senza aver letto Rachel Carson?

E poi avanti.

Storia, folklore, antiche leggende, scienza e filosofia, viaggi…
Aver letto Dune non signiifca conoscere il deserto.
Aver letto Amber non significa sapere come sia essere un dio.

Ci si prepara al lavoro di scrittore come a qualsiasi altro lavoro.

Serve talento, e quello lo si deve risvegliare con mezzi proprii.
Serve disciplina, e quella è solo una questione di volontà.
Servono strumenti adatti al nostro stile, e quelli li possiamo imparare da un manuale.
E poi servono, per dipingere il nostro affresco, i colori più brillanti possibili – e quelli li troviamo sui nostri scaffali, ma non solo nei libri di genere, non solo nei sedici romanzi fantasy che abbiamo riletto tre volte prima di convincerci che noi, diamine, possiamo fare di meglio.

Ma la maggior parte da quell’orecchio non ci sente.
Hanno letto tutto Tolkien, tutto Brooks, tutto Asimov.
Hanno visto tutto Star Trek.
E pensano che francamente Lovecraft sia abbastanza barboso.

I risultati si vedono – basta leggere i loro blog.

Categories: libri, pork chop express

Nuove chiacchiere

9 Ottobre 2007 Davide 5 commenti

Questo è un Cat Blog Post se mai ce n’è stato uno.

Complici la mia salute malferma e la lettura del già citato volume di Iain Sinclair – e non senza un incoraggiamento da parte dell’amico Max Soumaré – ho deciso di dare una forma compiuta alle mie osservazioni durante le passeggiate terapeutiche che – per una media di sei ore la settimana, impegneranno i prossimi sei mesi.

Ho quindi messo inpiedi un bloggarello – su piattaforma Blogger – intitolato solo me ne vo per la città, dall’incipit di una vecchia canzone jazzoide di un’epoca ormai lontana.

Su quelle pagine occasionali mi occuperò quasi esclusivamente di psicogeografia torinese e di esplorazione urbana.

Salvo l’occasionale cross-post, solo me ne vo e strategie evolutive resteranno quindi due voci separate.

Voi però fateci un salto.
Per ora c’è pochino, ma chissà che no si gettino le basi per un libro, in un lontano futuro…

In Controtempo

9 Ottobre 2007 Davide 6 commenti

Ora tocca a me.

Questo post è dedicato a In Controtempo, antologia di racconti di Massimo Citi, CS_libri 2007, 14 euro.

controtempoPerché qui, perché adesso.
Il volume è già stato recensito – e bene – su altri siti, su altri blog.
Ne ha scritto Massimo Soumaré, ne ha scritto Elvezio Sciallis.
Ne parla frequentemente e volentieri Alessandro DeFilippi.

E allora perché riprendere qualcosa di già fatto?
Per il semplice motivo che quelle recensioni, su quei blog, su quei siti, sono passate -dovete andarvele a cercare, per leggerle.
E DeFilippi dovete avere la fortuna – perché di fortuna si tratta – di incontrarlo di persona, e godere della sua compagnia.

Questa recensione rimarrà in vista per circa una settimana, al ritmo di aggirnamento del mio blog, e darà ancora un po’ più di visibilità, per qualche giorno, ad un libro che merita di essere letto.

Ora, com’è il libro di Citi?
Beh, ragazzi, scucite i quattordici euro e leggetevelo.
E’ molto tascabile, piacevole al tatto, facilmente ottenibile on-line.
E’ meglio di un Urania, e non rischia di sfaldarsi per l’umidità.
E’ meglio dei due terzi della narrativa che si pubblica nel nostro paese – ad esser conservativi nella stima.
E cosa sono, ormai, quattordici euro?

Se però volete sapere com’è leggere il libro di Citi…. ah, allora il discorso è diverso.

Cercate di ricordare, se ci riuscite, la prima volta che avete letto Ballard.
O Jack Vance.
O H.P. Lovecraft.
O Haruki Murakami.

Badate bene, con questo non voglio dire che la scrittura di Citi assomigli in alcun modo – per forma o temi – a quella di Ballard, Vance o Lovecraft, o Murakami.
Massimo Citi è un autore maturo, con unproprio stile.
Come la Coca Cola è The Real Thing.
Ma la sensazione che si prova nel leggere queste storie è la stessa che si prova nel leggere l’opera di uno di quei colossi.
L’impressione, fortissima, di trovarsi davanti a qualcosa di radicalmente nuovo e diverso da ciò che si è letto finora.
Qualcosa che diverrà un termine di paragone, un punto di riferimento.

E cosa si può desiderare di più dalla lettura, se non incontrare una prospettiva diversa.

Il libro si intitola In Controtempo.
Massimo Citi.
CS_libri.
Quattordici euro.
Sono otto raconti, ciascuno illustrato dalle fotografie di Cettina Calabrò, più una prefazione di Alessandro De Filippi, note e ringraziamenti.

Il mio volume ha anche una dedica di suo pugno dell’autore, ma che volete, appartenere al fantasmatico/fantomatico Gruppo Alia comporta qualche privilegio.

Categories: libri Tag:, ,

Si avvicina il giorno

9 Ottobre 2007 Davide Lascia un commento

E’ ora di darsi da fare

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