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Autori difficili

19 Ottobre 2007 Davide 7 commenti

Ho appena sostenuto che esistono autori competenti ma “leggeri” che i nostri editori riversano sul pubblico, che li gradisce alquanto, ma così perdendo l’abitudine a quel piccolo sforzo di immaginazione che rende il fantastico migliore tanto stimolante.
E quindi, confrontandosi con autori complicati, il pubblico, il suo gusto ormai viziato, rimane incapace di affrontare i grandi autori.
Quelli che fanno letteratura.
E che sono i più stimolanti.

Perché – questa è la mia tesi – la letteratura d’immaginazione deve suscitare nel lettore il vecchio sense of wonder, la meraviglia vitale che stimola il lettore a metterci del suo, a proseguire da solo sul cammino tracciato dall’autore.

In questo (tra le altre cose), io credo, falliscono le colossali saghe in trenta volumi – sono costruite per soddisfare il desiderio del lettore di rinnovare l’emozione provata nel leggere un romanzo, e sono costruite per soddisfarlo non con una spinta verso l’esterno, ma verso l’interno – un nuovo volume del ciclo, una nuova sfaccettatura del mondo esplorata, una cosa nuova perfettamente identica alla precedente.
All’immaginazione, all’intelligenza del lettore non viene lasciato nulla.
Ed i muscoli inutilizzati si atrofizzano.

Come diceva Samuel Delany (cito a braccio) se io scrivo “angelo”, il lettore deve essere stimolato a pensare a quell’area, fra le scapole della creatura, in cui la pelle liscia, perfettamente umana, lascia il posto alle piume.

Un rapido (e ovviamente incompleto) elenco di autori “difficili” e per questo motivo considerati “noiosi” dai bottom feeders del mercato fantastico, e trascurati dagli editori negli ultimi anni…

gene-wolfe-1Gene Wolfe – i suoi romanzi sono fortissimamente strutturati (gli eventi vengono richiamati cento, duecento pagine dopo che si sonoverificati, e il collegamento non è mai esplicito), e scritti dal punto di vista di narratori inaffidabili (ciò che ci viene raccontato nel primo capitolo, potrebbe rivelarsi una menzogna nel settimo); la narrativa si rifà a modelli rinascimentali, con idee estratte dalla letteratura del gnosticismo. Il linguaggio ha derivazioni antiche – Shakespeare, la commedia dell’arte. Da noi è uscito Il Libro del Nuovo Sole, cinque romanzi, ma è solo la punta dell’iceberg. Ha disorientato i più, ed era forse la sua cosa più semplice.

Mary-GentleMary Gentle – si rifà strettamente a modelli avventurosi ottocenteschi, specie Dumas. Ha una lista di accrediti accademici come esperta in storia e tecniche militari rinascimentali lunga un braccio; ha una prosa ellittica, e tende a non dare spiegazioni riguardo agli elementi nuovi che inserisce in paesaggi abituali (bussole con cinque punti cardinali disposti tutti e cuinque perpendicolarmente fra loro). Ash, pubblicato anche in Italia, è un romanzo di fantascienza che, poiché si svolge in epoca rinascimentale, è stato scambiato per un fantasy.

09Fletcher Pratt – compare di Lyon Sprague De Camp in decine di scorribande comiche attraverso il fantastico, scrisse due serissimi romanzi, il più famoso dei quali rimane The Well of the Unicorn, uscito anche in Italia. Pratt è interessato alle conseguenze morali delle scelte dei propri personaggi, specie per ciò che riguarda la presa o ammissione di responsabilità. La sua prosa è quanto di più spoglio e diretto possibile – niente grandi descrizioni epiche, solo una oggettiva esposizione dei fatti.

handJohn Crowley – narratore, critico e poeta, ha creato in Little, Big il più grande fantasy del ventesimo secolo, e poi col ciclo di Aegypt ha superato se stesso. Autore al contempo politico, ironico e colto, segue modelli vittoriani e sfrutta fino a fondo tutte le ambiguità del linguaggio – i nomi dei suoi personaggi sono sempre qualcosa di più di ciò che sembra, ad esempio. In Italia non sarà deluso chi rintraccerà una copia di E la Bestia sorse dall’Abisso, mentre è più facilmente reperibile La Traduttrice, un bel romanzo mainstream.

skiffy paulCordwainer Smith – ha scritto un solo romanzo ed un volume di racconti (oltre a gettare le basi della teoria per la guerra psicologica negli anni della Guerra Fredda). La sua è fantascienza crudele e non consolatoria, costruita usando i modelli della narrativa popolare cinese. Il primo racconto del suo ciclo della Strumentalità si svolge alcune migliaia di anni nel futuro. Le opere restanti seguono in ordine cronologico, fino agli abissi di un futuro in cui l’umanità lotta per restare se stessa…

mjharrisonM. John Harrison – non ha mai fatto nulla di facile. Se la ride di distinzioni di genere e classe (tanto che ha “sfondato” con un romanzo la selezione per un premio normalmente riservato ai saggi); ironico, serissimo, colto, ricercato, si legge benissimo ad alta voce. Usa il fantastico per boicottare dall’interno la necessità innata dell’uomo di sfuggire alla realtà. Mal tradotto da noi – il ciclo di Viriconium è comparso e scomparso, poi trent’anni dopo Light è stato tradotto in Urania. Il suo sito internet è indicativo della sua personalità.

Sei, scelti praticamente a caso.

Ogni buon lettore ne può elencare altrettanti.

E sarebbe così difficile, chiedere ai nostri perpetratori di fantasy, di buttare Paolini e provare a imitare China Mieville?
Diavolo, sarebbe un modello di tutto rispetto.
O Thomas Ligotti.
Ma i dattilografi del fantastico italiano China Mieville e Thomas Ligotti non li conoscono neppure – troppo impegnati a leggere Weis & Hickman o R.A. Salvatore….

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