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Cinque cose che non vi servono per essere scrittori

21 Ottobre 2007 Davide 8 commenti

Un lungo e sapido post sul blog di Elvezio Sciallis mi dischiude un insospettato panorama letterario, mi infligge filmati orribili ma soprattutto mi dà il la per un post in puro stile pork chop express.

Fin qui abbiao parlato di cosa ci sia che funziona o che non funziona nella letteratura fantastica nazionale – ne parleremo ancora, non dubitate – su chi valga la pena dileggere, ora concentriamoci sull’altra faccia della professione autorale.

Concentriamoci su cosa non vi serve – e non vi servirà mai – per essere scrittori.

ist2 2892202 tweed jackettubino-neroUna giacca di tweed.
Ora non fraintendetemi. Mi piacciono le giacche di tweed ma se sperate che la vostra giacca vi renda autori migliori, dovrete rivedere alla base le vostre priorità.
Può essere importante, estremamente importante, avere un’immagine personale, ma deve essere, appunto, personale – se vi rendete conto che state per vestirvi “da scrittori”, tornate a jeans e t-shirt.
Per le signore stesso discorso vale per il tubino nero.
Anche qui, nulla di personale - ho in passato apprezzato signore in tubino nero.
Ma le avrei apprezzate anche senza.
Perciò ripetete con me, “Non sono Holly Golightly. Non sono Holly Golightly. Non sono Holly Golightly…. “
Lo stile bisogna averlo, al limite crearselo.
Mai copiarlo.

eh1800 f18Una macchina per scrivere Remington.
Altra cosa verso la quale non ho nulla in linea di principio – ed anzi mi piacerebbe avere in casa lo spazio per tenerne una.
E magari i soldi per potermela permettere.
Ma anche qui, il solo fatto che la usasse Hemingway non vuol dire che rovinarvi le dita sui tasti della Remington vi farà scrivere meglio. Trovate il vostro strumento di scrittura – che sia una biro, che sia un computer – e non vergognatevi ad usarlo.

tesseraUna tessera di partito.
Liberissimi di aderire all’ideologia che preferite, liberissimi (e probabilmente obbligati) a riversare un po’ di questa ideologia in ciò che scrivete.
Niente di male.
Ma come cantava Al Stewart, If it doesn’t come naturally leave it.

Bayer Heroin 2Una dipendenza da sostanze.
Scordatevi Philip K. Dick. La sua bibliografia dimostra chiaramente che le idee al fulmicotone gli venivano anche quando si limitava a strudel e dischi di Bach.
E Hemingway era un asso anche da sobrio.
Se è vero che l’alcoolismo e la dipendenza da sostanze sono endemiche nel mondo della letteratura, consolatevi riflettendo che anche la promiscuità sessuale è piuttosto diffusa – e con le debite precauzioni, molto meno costosa, meno pericolosa e infinitamente più divertente.

babsijonesvideo1La vostra foto su riviste che non parlano di libri.
Magari in tubino nero, il viso stravolto (abuso di sostanze?), di fianco ad un articolo che descrive come sulla vostra Remington voi abbiate rinnovato la letteratura del terzo millennio (facile, ci sono solo sette anni di libri accumulati).
E’ tutto assolutamente falso, e l’articolo ve l’hanno fatto solo perché avete una tessera di partito.
Se il vostro libro ha bisogno della vostra faccia e del vostro “personaggio” per vendere, allora è una porcheria.
Staccate la spina e ricordatevi – fare intrattenimento non vuol dire dare spettacolo.

I cinque precetti qui sopra si possono anche riassumere più brevemente, come fece negli anni ‘60 lo scrittore John Braine.

Se davero volete essere scrittori, smettetela di fare i cretini e cominciate a scrivere.

Categories: libri, pork chop express