Si fa presto a dire Ciccio…
Pubblicato da Davide su Ottobre 26, 2007
Mentre aspettiamo il 21 di dicembre e la calata di Ciccio and the Comets sulla rete mondiale, possiamo svagarci con un paio di dischi italiani che non sfigurano se paragonati alla produzione internazionale.
Solo oggi ho scoperto Alta Infedeltà, di Alfredo Rey e la sua Orchestra.
Quando uscì nel 2004 una certa stampa non fu tenera…
Anche qui, come in altri casi, siamo di fronte alla disperata rincorsa da parte delle major di un fenomeno straniero, che però, come sempre, ha tutta l’aria di essere un ‘one-shot’, cioè un successo isolato.
Siamo alle solite.
Somigli a qualcuno? Sei un clone italiano di <inserire nome o etichetta>
Sei perfettamente originale? E chi l’ha mai sentita, sta roba…?
Alta Infedeltà è piacevole.
Mi ricorda i perduti Happy End, che swingavano le canzoni di propaganda maoista, o i Manhattan Transfer che jazzavano l’injazzabile.
E’ musica fatta da gente che si sta divertendo - e si sente.
E mi fa venire in mente tutti quegli italiani che fanno letteratura “americana” (fantascienza, horror, hard-boiled) o cinema “di genere” senza pierini e dottoresse, e vengono snobbati da pubblico e bempensanti.
Ma bando alle polemiche - questa è la track list
1. Balla balla ballerino
2. Non m’annoio
3. Fotoromanza
4. Albachiara
5. Il tempo di morire
6. E penso a te
7. Bacco, tabacco e venere
8. Heidi
9. Rose rosse
10. Xdono
11. Serenata ad Afrodite
12. Non dimenticar le mie parole
13. Transylvania 6
14. 5000
15. Ore d’amore
16. Tuxedo junction (voodoo swing remix)
Si, fanno anche Heidi.
Quella Heidi.
Vale la pena.




















Teraku Takashi






