Interrompo momentaneamente il mio macinamento di numeri – che riprenderà attorno ai giorni dei morti – per inviare un breve applauso ai nostri amici delle Poste.
Stamani l’ufficio postale mi ha consegnato il pacco malandato con la mia copia-autore del volume di saggi su Fritz Leiber.
Sorvolerò sul fatto che apparentemente qualcuno abbia preso a calci il pacchetto – e a lungo.
Sorvolerò sul fatto che io abbia dovuto trascinarmi fino all’ufficio postale per recuperarlo – anche se sono solo balle, io sono sempre stato a casa al mattino la settimana passata, com’è che non mi avete trovato?
Ciò su cui non intendo sorvolare sono i sei euro e settantadue centesimi che ho dovuto scucire per recuperare il pacchetto (per il quale era già stata pagata l’afrancatura di 16.95 dollari australiani.
Perché 6.72€?
Beh… 2.50€ sono per la presentazione in dogana.
Il pacco va aperto.
Il fatto che il pacco abbia la forma e il peso di un libro, che sopra ci sia scritto che contiene un libro e che il talloncino doganale australiano confermi che si, in effetti è proprio un libro, non conta nulla.
E così, l’apertura e lo smanacciamento il mio libro da parte di estranei malfidenti, mi costa quanto cappuccino e brioches.
[poteva andar peggio - un cappello acquistato per corrispondenza mi è stato restituito appallottolato, dal simpatico doganiere]
Poi ci sono 3.00€ di spese postali – perché dopo aver fermato il mio pacchetto ed averlo controllato, mi fanno pagare la spedizione!
I quasi diciassette dollari di francobollo – sorpresa sorpresa – pagano il viaggio dall’ufficio postale del mio editor fino alla stanzetta del doganiere. Da lì in poi, se voglio il libro, devo pagare.
E poi ci mettiamo il 4% di iva sui 30.47€ di valore stimato del libro (35 dollari al pubblico) – fa 1.22€.
Totale 6.72 euro rubati.
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