strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Felicità è un verme colossale

con 5 commenti

Due buoni colpi nella stessa giornata.
Ah, i miei soldi…. e poi, avrò mai il tempo di legere tutti i libri che si stanno accumulando sui miei scaffali e oltre, su mobili, sedie, pavimento…?

Però…

David Gerrold è forse l’autore dal quale ho imparato di più, in termini di tecnica cruda – il suo Worlds of Wonder rimane a mio parere uno dei migliori testi di scrittura creativa specifici per il genere fantascientifico.
Certo, Damon Knight è più tecnico, la gente della Horror Guild coprono tutte le possibilità – dal raconto brevealla narrativa orrifica per ragazzi – e naturalmente nessuno batte la pratica e la lettura di “quelli in gamba” – Leiber, Cordwainer Smith, Fredric Brown…

Ma David Gerrold è stato il primo che io abbia letto.

c1-150E’ quindi con un gorgoglio giocondo che ho arraffato una copia del colossale La Guerra contro gli Chtorr, di David Gerrold, Oscar Mondadori dell’ottobre scorso – 18 euro ben spesi.

Il volumone riunisce i quattro romanzi scritti da gerrold a cavallo fra anni ‘80 e ‘90 nei quali un’umanità sfiancata dalla crisi ecologica si ritrova improvvisamente a doverfronteggiare un’invasione aliena con tutti i crismi. Gli invasori sono gli Chtorr, colossali bruchi venuti dallo spazio, ed hanno studiato i classici – esattamente come i Marziani di H.G. Wells prima di loro, infatti, gli Cthorr si portano dietro il proprio ambiente, la propria ecologia – e la loro conquista del nostro mondo significa letteralmente la trasformazione del nostro pianetain una copia del loro mondo.
L’ecologia come arma.
Fantascienza avventurosa ma al contempo “hard” (molto ben studiata la biologia aliena), militare ma non militarista e priva di retorica, quella di Gerrold è forse la miglior serie su un’invasione aliena pubblicata in tanti anni.

Il volume da 1500 e rotte pagine non è proprio user-friendly.
Come tutti gli Oscar ha una copertina mediocre (copiata da quella altrettanto mediocre del primo volume americano), di cartoncino leggero, ed è stampato su carta da pizza – ma questa volta va bene così: viaggerà nella mia borsa e acquisirà col tempo una personalità, malandato e storto, sfregiato e storpio, un sopravvissuto comei personaggi che ne percorronole pagine.

Ma oggi dev’essere la giornata dei vermi giganti.
51AQR71BZlLContemporaneamente al mio incontro fortuito con gli Chtorr, parte da un paese lontano (ma non troppo) alla volta della mia biblioteca una copia a buonissimo mercato di Dune, di Frank Herbert.
Versione originale, anastatica della prima edizione, copertina rigida.
Dune rischia di essere uno dei dieci… dei tre migliori romanzi di fantascienza mai scritti.
Dico “rischia” perché i sequel non sono all’altezza del primo volume, e gli apocrifi cucinati dall’orrida coppia Anderson & Herbert Jr. sono inammissibili, se non altro per la loro palese natura commerciale.
Da dimenticare il film di Lynch – o per lo meno troppo lontano dall’originale.
Ma il primo romanzo del ciclo di Dune è definitivo.
Nonostante il romanzo sia in fondo la storia dell’ascesa al grado di divinità di un personaggio francamente antipatico, Frank Herbert è un killer, tanto che scriva di vasti deserti senza vita o che scriva dialoghi a più livelli, intricati e letali come duelli.
Ecco… un buon autore da studiare per imparare a scrivere un buon dialogo, Herbert.

La fluidità della prosa e l’ingannevole semplicità della trama ci fanno scordare i difetti caratteriali del protagonista principale, e Herbert descrive un mondo ed un universo così sontuosamente detagliati, che molti ne sono stati catturati, e non ne sono più usciti -facendo la fortuna di sequel e apocrifi.
Sarà bello leggerlo finalmente nell’originale, ed averne una copia che possa durare nei secoli.

Written by Davide

17 Novembre 2007 a 12:53 AM

Pubblicato in libri

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5 Risposte

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  1. Sai che su Dune io sono di una parzialità fanatica da “hooligan”, eppure continuo ad adoare il film di Linch che sebbene abbia i suoi limiti non ho mai trovato troppo distante dal romanzo.
    E adoro Paul poprio perchè “antipatico”.
    Ma lo sai io ho una simpatia per i “Messiah” ^^.
    Forse se gli avessero lasciato più spazio.
    Orribile la versione tv con i fondali dipinti copiati da Petra e il sole “obliquo”. Harkonnen da dopolavoro della ferrotubi.
    Navigatori figli di ET.
    Quanto ai prequel romanzati, ho sempre sostenuto che i grandi scrittori ( come Herbert appunto ) dovessero essere sterilizzati. Niente figli, niente incapaci che campano sul genio paterno.

    dalmazio

    17 Novembre 2007 alle 6:58 AM

  2. Amico uligano,
    io ho sempre considerato il film di Lynch un’occasione mancata (etichetta che si può appiccicare a tutte le produzioni fantascientifiche DeLaurentiis – da Flash Gordon a King Kong e ritorno).
    Mi pare uno di quei casi in cui il tutto è inferiore alla somma delle parti (idem).
    I costumi? Splendidi.
    Le scenografie? Azzeccatissime.
    I protagonisti? Scelte impeccabili, soprattutto i personaggi secondari.
    Il dialogo? Geniale, finché non deviano dall’originale di Herbert.
    E lì sta il problema, credo – perchése si fossero limitati a mettere sullo schermo ciò che Herbert ha scritto, sarebbe stato il più grande film di fantascienza mai girato.
    Ma… il modulo estraniante? E che è il modulo estraniante?
    E perché far fare la colonna sonora ai Toto? Ai Toto?!
    E così tante altre sciocchezze.

    La miniserie è debole sugli effetti perché avevano pochi soldi, ma per certi versi è più fedele all’originale; è fallata, ma in un’altra maniera.
    Forse davvero Dune è infilmabile.
    Chissà come sarebbe stato il film fatto da Jodorowskii….
    La sola idea di Salvador Dalì nellaparte dell’imperatore – che terrorizzò DeLaurentiis – è stimolante, a modo suo…

    Davide

    17 Novembre 2007 alle 9:10 AM

  3. Eh lo so, il “Modulo Estraniante”…lo so. Credo volessero contrastare le “spade laser”. Dovevano avere “arma fine ti monto”.
    Lo so, d’accordo.
    Però quando ho visto quegli “scudi” così, non lo so, semplicemente BELLI!!!
    La colonna sonora a me non è dispiaciuta però.
    Vero la miniserie è più fedele però e moscia.
    Non credo sia “infilmabile” credo però che renderlo pienamente necessiti veramente un genio altrettanto geniale quanto il suo creatore scrittore.

    dalmazio

    17 Novembre 2007 alle 9:05 PM

  4. Geniale e ossessivo.
    Jodorovskii avrebe potuto farcela – considerando che avrebbe fatto fare l’art direction a Moebius…

    Il modulo estraniante (insensato fin dal nome – estraniante da che?)
    Curiosa, vero, l’idea dei nostri eroi che forniscono armi e addestramento ai ribelli nel deserto?
    Dune di Lynch dev’essere uscito proprio nel periodo in cui gli americani cominciavano a finanziare i talebani.
    Una coincidenza, certo.
    Però…

    Davide

    17 Novembre 2007 alle 9:31 PM

  5. Non credo alle coincidenze nè al caso ^^

    dalmazio

    18 Novembre 2007 alle 7:37 PM


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