Ancora Kindle
Povera Amazon.
Prima Seth Godin dice che lui i libri su Kindle, il nuovo lettore, ce li mette ma solo gratis.
Poi Guy Kawasaki osserva che Kindle è proprio cool, ma certo non per leggerci narrativa (hey! Io e Guy Kawasaki la pensiamo allo stesso modo! E scriviamo le stesse cose sui nostri blog!)
Però sarebbe bello averci sopra il Chicago Manual of Style.
Ora la gente di Valleywag giustizia sommariamente il nuovo lettore.
The Kindle — supposedly named after the “crackling ignition of knowledge” — holds 200 books, each downloadable for $10 over a works-anywhere-sort-of EVDO data connection, fetches the New York Times for $13 a month, and generously allows you to pay a subscription fee to have blogs like Huffington Post and TechCrunch pushed to your Kindle. That’s all well and good, but how does it stack up to the book? You know, the thing that Amazon has made billions of dollars shipping to you? Our easy-to-read chart is after the jump — and you don’t have to pay $2 a month to read it.
Definitivo.
La tabella, poi, è un vero e proprio killer.
Noi per ora restiamo fedeli al cartaceo.

Non ho nulla contro un lettore di ebook per leggerci narrativa. Quando facevo il pendolare casa – università mi avrebbe fatto piacere avere uno di questi aggeggi riempito con i miei romanzi preferiti, da spulciare in quelle infinite trasferte ferroviarie. Il fatto è che, tra i modelli fin qui proposti, non ce n’è uno che mi attiri minimamente, perché:
1- costano troppo.
2- sono brutti.
3- Hanno una capacità di memoria ridicola se paragonata ad altri dispositivi portatili. E’ vero che un ebook non dovrebbe occupare come un divx, è vero che c’e’ lo slot per espanderli, ma con quello che costano…
3- costano troppo.
4- l’ho già detto che sono brutti?
Se perlomeno abbassassero il prezzo al livello dei lettori mp3, magari ci farei un pensierino. Per il momento, nein.
thedigger
21 Novembre 2007 alle 1:51 PM
E poi c’è da dire che sono brutti, specie considerando quanto costano.
L’unica cosa che avevo visto che pareva potabile – m acredo fosse unprototipo – aveva lo stesso esatto formato di un tascabile, la copertina di gomma, e svariati giga di memoria.
Da lontano sembrava un libro di ferro.
NO, resto sulla carta finché il MediaLab non rilascia l’e-paper…
Davide
21 Novembre 2007 alle 1:57 PM