Anno nuovo swing
Le poste si dimostrano ancora una volta esemplari nello smarrire i miei pacchi o nel ritardarne la consegna in maniera patologica, investite come ogni anno dall’”Emergenza Natale”
Poverelli, i vertici del servizio postale nazionale non sapevano fino all’ultimo che Natale sarebbe arrivato anche quest’anno, ed a fine novembre la conferma della festività li ha colti comprensibilmente impreparati.
Se le esperienze degli anni passati sono una buona base per delle previsioni, un terzo di ciò che sto aspettando scomparirà per sempre, mentre il resto verrà spalmato in consegne a sorpresa tra qui e marzo.
E la sindrome da festività inaspettata coglie ora anche i servizi di corriere – da una settimana i dipendenti della SDA si dimostrano incapaci di trovare il numero 24 di Corso Traiano, una delle arterie a maggior traffico di Torino, e si sballottano così un pacchetto che avrebbe dovuto essere qui il 24 di dicembre.
Indirizzo sconosciuto, segnalano sul parcel tracking system del loro sito.
Eh, già.
Idioti.
In questa desolazione – niente libri, niente film e dischi, peggio, niente regali per amici e familiari, un solo album ha attraversato l’oceano e le Alpi per arrivare, stremato ma integro, sul mio lettore – The Rise and Fall of Ruby Woo, ultima fatica delle Puppini Sisters.
Gruppo vocale a cappella stile Andrews Sisters con all’attivo una interessante selezione di brani storici riarrangiati in swing anni ‘40, le tre polpose signorine (due inglesi e un’italiana) non sono esattamente roba da strapparsi i capelli, ma fanno il loro lavoro più che degnamente, e possiedono una tecnica notevole.
In Gran Bretagna hanno all’attivo un gran numero di apparizioni live, e pare che dal vivo rendano molto di più che su disco – ma non si può forse dire lo stesso di qualsiasi artista?
Figura anomala nel panorama dello swing revival, le tre sorelle Puppini hanno fatto comunque un disco piacevole per i pomeriggi festivi, per tenere a bada il freddo e il deserto mediatico.
In attesa dell’anno nuovo.
