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Archive for 20 Gennaio 2008

Scrittori fortunati

20 Gennaio 2008 Davide 22 commenti

E così, alla fine, eccomi sull’orlo del lungo post che avrei voluto evitare.
Eppure…

Asakusa va a sbattere contro Licia Troisi, scopre che la stampa Mondadori e non qualche vanity press da pochi soldi e domanda…

Ma in base a cosa oggi si pubblica?

In base a ciò che l’editore ha fretta di mettere sullo scaffale.

Facciamo un salto indietro.
Nel 1985 l’Editrice Nord stava scivolando sulla china sempre più ripida del collasso finanziario, sostanzialmente dovuta ad una gestione suicida del catalogo – per cui l’editore intervistato ad una convention minimizzava suil valore di autori come Gibson o Bujold – che stampava lui! – descrivendo Guerra Eterna di Haldeman come “un’aventuretta senza pretesa”.
Da lì a pochi anni la casa editrice sarebbe meritatamente finita a gambe all’aria, chiudendo una carriera aperta con edizioni di classe di opere fondamentali, ristampando malamente testi fuori copyright – un espediente degli editori in difficoltà fin dai tempi di Weird Tales.
Venduta, comprata.
Ma nel 1986, la Nord decise di fare il colpaccio, e entrare nel Guinnes dei Primati.
Avrebbe potuto essere una buona manovra pubblicitaria, dopotutto.
Per ottenere questo risultato, bastò pescare da un cassetto un manoscritto di un diciottenne e pubblicarlo.
Et voilà, il romanzo dell’autore di fantascienza più giovane al mondo.
Guinnes.
Si tratta del Cosmo Argento numero 164.
Il libro era Il Sole non Tramonta, di Marco Pensante.
Un mediocre clone di Dune, senza l’intelligenza di Frank Herbert, con una caratterizzazione inesistente e un campionario di cliché e banalità da manuale – vedere alla voce “Cosa evitare”.

“Un’opera ambiziosa per l’ampiezza dello scenario, l’invenzione della vicenda e per lo stile narrativo.”

Lo trovate su eBay a cinque euro.
E non li vale.

Costituisce però, e questo è vero, un importante precedente.
Si tratta del primo romanzo pubblicato nell’ambito della letteratura d’immaginazione italiana – per lo meno a mia memoria – che arrivi alle stampe non per un merito letterario oggettivo o percepito dall’editore (che potrebbe non condividere l’opinione del critico), non per un “semplice” calcio nel sedere da parte di amici potenti, ma essenzialmente per caratteristiche di contorno, che con la letteratura non c’entrano nulla.
L’editore vuole un prodotto con certe caratteristiche esteriori sullo scaffale, e cerca un prodotto che soddisfi tale necessità.

Non importa che sia scritto bene.
Non importa che sia originale.

Secondo la definizione proposta dal sito Gamberi Fantasy per spiegare come Licia Troisi sia arrivata a Mondadori – una definizione sottoscritta dalla stessa Troisi, pare – Marco Pensante fu un autore fortunato.
Oggi fa il traduttore – tristemente noto per aver tradotto ICE come “ghiaccio” in un romanzo di William Gibson, Mona Lisa Overdrive – per Marco Tropea, per Mondadori.
Pare abbia anche tradotto Arkadi e Boris Stugatski.
Se ha scritto qualcos’altro – e ci risulta che lo abbia fatto – non ha fatto un grande rumore.
La fortuna di Pensante è stata di nascere nel 1968 e di avere un manoscritto nel 1986.
Nord aveva bisogno di un ragazzino per cercare di frenare il declino.
Non servì a nulla.

All’alba del nuovo millennio, Mondadori aveva bisogno di un fantasy indifferenziato, seriale, adatto anche ad un pubblico femminile.
Fortunata Licia Troisi.
Più fortunata di Pensante – perché Mondadori non è sull’orlo del collasso, non è governata come un ducato di Barsavia, può spendere denaro per l’artwork e la pubblicità, può contare su un po’ di critici ammaestrati.
Il resto è hype.

Certo, se davvero questo è il meccanismo di selezione, allora il rispetto per il lettore è sotto zero.
Ma se il lettore viene semplicemente percepito come il meccanismo biologico che trasporta le banconote dalla banca alla cassa della libreria, allora rispettarlo è probabilmente uno spreco di tempo.

E’ tutto qui, il panorama nazionale?
No, naturalmente.
Ci sono vecchi leoni che pubblicano eccellenti raccolte di racconti ma vengono malamente distribuiti in libreria e non vengono recensiti, coraggiose antologie a tema colate a picco dai loro stessi editori, ragazzi in gamba che pubblicano in proprio e scompaiono nella pila di spazzatura che affolla le pagine di Lulu.com e così via.

Senza un editore disposto a rischiare, un distriburtore capillare ed una critica onesta, nessun autore ha una speranza all’inferno.

Categories: libri Tag:,

Qualcosa di mai visto.

20 Gennaio 2008 Davide Lascia un commento

Finora.
Il lato illuminato di Mercurio – gentilmente offerto dalla sonda Messenger della NASA.

“The image shows features as small as six miles in size. Similar to previously mapped portions of Mercury, this hemisphere appears heavily cratered. It also reveals some unique and distinctive features. On the upper right is the giant Caloris basin, including its western portions never before seen by spacecraft. Formed by the impact of a large asteroid or comet, Caloris is one of the largest, and perhaps one of the youngest basins in the solar system.”

Alla Via Così!

Categories: 21° secolo

Meglio se restava sommerso?

20 Gennaio 2008 Davide 5 commenti

In un colpo chiaramente mirato a vendicarsi della mia battuta sugli spaghetti, il malvagio Elvezio Sciallis segnala, nell‘ultimo post sul suo blog, una recensione lunga, articolata e definitiva comparsa sul sapido Gamberi Fantasy, una disamina che fa finalmente giustizia dell’opus della più popolare fantasista italiota sul mercato, Licia Troisi.

Elvezio segnala quel post come “miglior recensione ever” – e io brindo a questo.
Ma ben sa, lo Sciallis, che provocato da una recensione che non si può non condividere (per lo meno nelle sue linee generali), rischio di passare la domenica pomeriggio a martellare sulla tastiera, spacciandomi così l’unico giorno libero della settimana a disquisire per l’ennesima volta, inutilmente, su tutto ciò che nel fantasy nazionale proprio non funziona.

Ma il gioco di Sciallis questa volta va in cortocircuito, e l’angelo che egli serve gli riveli dunque che non solo ho una pila alta così di libri da leggere, ma questo pomeriggio mi aspetta addirittura un triplo spettacolo di Doug McClure.

    The Land that Time Forgot.
    At The Earh’s Core.
    Warlords of Atlantis
    .

Praticamente un piccolo festival della Amicus.

Altro che Mondo Emerso.
Qui ciò che è sommerso rimane tale, e meglio così – tutto considerato.

E poi, perché dovrei dilungarmi?
Che i libri della Troisi siano decisamente al di sotto della media di leggibilità è un dato ormai noto e rilevato da più parti.
A riprova, stralciamo un esempio dello stile descrittivo dell’autrice (neanche il peggiore, a dire il vero)…

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Tutto questo naturalmente è ridicolo, sciocco oltre ogni limite e anche mal scritto (un po’ come in quella vecchia barzelletta, “qui il cibo fa schifo, e ce ne danno anche poco!”).

C’è poco altro da aggiungere. La lunga recensione dei pescatori di gamberi è esaustiva ed estenuante, e riceve la piena approvazione del sottoscritto, giù giù fino al consiglio di leggersi piuttosto Ash, di Mary Gentle, che è un libro con i cojones.

Unico appunto – Troisi pubblicata per fortuna?
La fortuna non esiste.

Il problema è piuttosto un altro.
E’ ammissibile che un autore esordiente pubblichi – per scelte commerciali dell’editore, che ha bisogno di occupare una nicchia di mercato – un’opera prima pessima.
Non è consigliabile, ma è possibile – specie se l’editore non ha un editor degno di questo nome che ripulisca il manoscritto dell’esordiente.
Resta comunque aperta l’opzione di crescere e migliorare con le uscite successive.
Ma quando un più che mediocre esordio viene immediatamente celebrato come vertice inarrivabile (si vedano le reazioni dei fan citate nell’articolo gamberesco), che interesse avrà l’autore a fare un onesto esame del proprio lavoro per definire i problemi e porsi in cerca di una soluzione?

E qui chiudo e vado a guardarmi i film con Doug McClure.