strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Nippon no Rock Band

Pubblicato da Davide su Marzo 7, 2008

Finesettimana.
È un po’ che non parlo di musica.

Nel giugno 2005, i Southern all Stars, storico gruppo giapponese (anche noti come SAS o Sazan All Stars), ripresentarono sul mercato, in 44 CD rimasterizzati, i loro 44 singoli - da Katte ni Simbad,che molti avevano considerato una canzoncina-gadget, una cosa stile Elio & le Storie Tese, a Itoshi no Eri, che era stata rifatta da Ray Charles, fino al nuovo singolo Tsunami, che ad oggi ha venduto tre milioni di copie.
Come risultato, fino all’autunno successivo, la Top 50 giapponese venne presa in ostaggio dai SAS - con una media di trenta titoli su quarantaquatto costantemente in classifica, una settimana dopo l’altra.
Alla faccia del marketing.

Il fatto è che non era solo marketing - i SAS sono dannatamente in gamba.
Suonano benissimo canzoni straordinariamente orecchiabili.
E dopo trent’anni esatti dal loro esordio, questi “ragazzi” sono ancora la band numero uno nella classifica delle cento band migliori del Giappone compilata da HMV - che i dischi li vende.
Sorprendente, considerando il loro esordio…

http://it.youtube.com/watch?v=DJFOexoVSQ8

L’estate passata, li ho scoperti proprio attraverso la loro riedizione di singoli e il front-man della band, Kuwata Keisuke, è entrato immediatamente nel mio piccolo olimpo privato di idoli - là con Donald Fagen & Walter Becker, Bill Elliot, Ray Davies.
Multistrumentista (chitarra, basso, batteria e tastiere), cantante, autore, regista cinematografico e compositore di colonne sonore, Kuwata è cresciuto a Chigasaki, una cittadina di mare (e forse per questo ha compostotante canzoni sull’oceano), coltivando una passione malsana ma condivisibilissima per Lowell George e i Little Feat.

Ecco ad esempio la sua versione del classico Dixie Chicken

http://it.youtube.com/watch?v=juBsUdIw1GQ

Nei dischi dei SAS. Kuwata ha toccato tutti i generi, con brani sospesi fra blues e rock classico, alternati a cover di Pink Floyd, Jimi Hendrix, Creedence Clearwater Revival, The Band, Deep Purple, Sam Cooke.
E qui ve lo beccate che rifà Donald Fagen - I.G.Y.
Due dei miei idoli al prezzo di uno.
Grandissimo.

http://it.youtube.com/watch?v=66eys6qv6-o

Un asso nel soffiare i riff alla concorrenza, con una voce riconoscibilissima (pochi mesi prima di darsi alla carriera di rockettaro, aveva vinto il premio Yamaha come miglior vocalist), spesso censurato per i testi espliciti (inclusa una canzone in cui figurava - orrore - la parola “motel”) e le copertine zeppe di donnine, Kuwata ha anche una solida carriera da solista, ed un numero di gruppi collaterali, inclusa la Kuwata Band.
Con la quale ha inciso appunto Nippon no Rock Band.
Tutto in inglese.
Del 1986.
Appena uscito in un colossale remaster.
Ed ora a quanto pare Kuwat-san ha iniziato a pubblicare raccolte di standard jazz.

Ma noi chiudiamno con Highway Star dei Deep Purple, che piacerà al mio amico Fabrizio…

http://it.youtube.com/watch?v=b-ZxlxTvjI8

Inarrivabile.

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