Narrative scientifiche
No, non intendo parlare di fantascienza.
Non oggi, per lo meno.
Quando ho cominciato a tenere i miei corsi, poiché nulla nella mia carriera universitaria mi aveva preparato ad insegnare (salvo forse parte del corso di Regional Geology del Birkbeck College), spulciai un po’ di letteratura a riguardo – e poiché i miei migliori insegnanti erano stati anglosassoni (oltre che per ilfatto che sono un anglofilo), mi buttai sui manuali degli inglesi.
Phil Race rimane un mio idolo.
In uno di quei manuali – non ricordo quale, ma escludo che si trattasse di Race – trovai il suggerimento di avere sempre pronta una “underdog story” relativa alle mie esperienze nell’applicare ciò che stavo insegnando.
Un aneddoto in cui le mie capacità, la mia cultura e tutto il mio hardwaree software non fossero serviti a nulla.
La storia di una figuraccia.
La cronaca di un disastro.
Perché inquel modo, più che presentandosi come i supereroi della materia, riusciamo a conquistarci la simpatia dei partecipanti al corso.
Fortunatamente, di storiacce in cui tutte le mie migliori intenzioni servirono solo a sortire effetti catastrofici, ne ho un lungo elenco.
Il problema è che la “underdog story”, nel campo della letteratura scientifica, è diventata a quanto pare uno strumento ideologico.
O così sostiene, in maniera abbastanza convincente, Michael White, nel recensire uno degli articoli pubblicati nel recente 2007, Best American Science and Nature Writing (eccellente collana di divulgazione che copre tutto lo spettro delle scienze, una manna per chi fa scienza… e fantascienza).
Ciò che White sostiene è che è ormai stata sviluppata una narrativa standard, una vera e propria struttura retorica, che ha questo aspetto
1. The famous, brilliant scientist So-and-so hypothesized that X was true.
2. X, forever after, became dogma among scientists, simply by virtue of the brilliance and fame of Dr. So-and-so.
3. This dogmatic assent continues unchallenged until an intrepid, underdog scientist comes forward with a dramatic new theory, completely overturning X, in spite of sustained, hostile opposition by the dogmatic scientific establishment.
La classica storia dell’uomo solo contro l’establishment per il trionfo della verità.
Molto hollywoodiano.
E piuttosto discordante dalla realtà.
Ma il punto, come sottolinea White nel suo pezzo, non è se davvero la scienza sia rallentata dall’accettazione di dogmi e rivoluzionata da sfigati coraggiosi, quanto piuttosto il fatto che l’adozione di questa struttura narrativa – che suscita immediatamente la simpatia del lettore verso una partepiuttosto che l’altra,
Primo – lascia supporre che esista una contrapposizione, una lotta, un Noi contro Loro nella ricerca scientifica.
Il che è falso poiché la scienza è collaborativa, e il progresso avviene normalmente attraverso lo smantellamento di ipotesi precedenti e lo sviluppo di nuove teorie, e se sul momento può far male, vedere una propria tesi confutata, dall’altra la confutazione di una tesi spalanca nuove opportunità di ricerca.
Le nuove teorie vengono affrontate con scetticismo dalla comunità, ma questo scetticismo è lo strumento di veriofica delle teorie, non una dimostrazione di ostilità al nuovo.
Ed alla fine, nessuno vince o perde.
Secondo, e più importante – permette a molti autori di cavarsela senza fornire prove scientifiche delle proprie affermazioni.
Si tratat di pura retorica – mi basta convincere il letore che le teorie normalmente accettate sono dogmi dettati da vecchi parrucconi, ed ecco che qualunque storia io tiri fuori verrà ammantata della luce dell’eroica ribellione all’establishment.
Si tratta di una captatio benevolentiae che poco ha a che vedere con il dibattito scientifico.
What gets lost is the scientific method, the idea that novel proposals need to be thoroughly vetted and tested, no matter how intuitively attractive they are. That vetting process is done by a dynamic community of smart, educated, competitive people, who care passionately about science. It’s a community where everyone wants to come up with the next big theory that overturns long-held beliefs. But that’s hard to do, especially in fields where all the low-hanging fruit has been picked over by really talented people for decades or centuries. If a new theory is being presented in the media as the centerpiece of an underdog narrative, you can bet the farm that this theory is not yet sufficiently substantiated by the evidence. That doesn’t mean it’s wrong necessarily, but it does mean that the hypothesis has not yet met the rigorous standards of evidence that have served science well for centuries.
È un po’ diverso dal conquistarsi la simpatia della classe con un aneddoto buffo.
Io si.





Commenti Recenti