Niente più Polaroid
Pubblicato da Davide su Marzo 19, 2008
La Polaroid ha annunciato che dall’anno prossimo interromperà la produzione di pellicole a sviluppo istantaneo per la fotocamera Polaroid.
È l’ennesima cancellazione nel panorama della fotografia analogica davanti all’avanzata del digitale.
La mia prima macchina fotografica è stata una Polaroid SquareShooter, parte di una strenna natalizia dell’azienda per cui lavorava mio padre negli anni ‘70.
È ancora qui da qualche parte - un catafalco di plastica nera spaventosamente ingombrante, per nulla tascabile, con una rudimentale messa a fuoco manuale, che non mancò mai di suscitare l’ilarità ed il disprezzo dei miei compagni delle elementari durante le gite.
Quando però poi si strappava via la linguetta e si mostrava la fotografia sviluppata…
Ah!
Pura magia.
Le cartucce costavano un patrimonio, e permettevano di scattare solo otto fotografie.
Fu per questo motivo soprattutto - e per la scarsa praticità di trasporto - che finii con l’abbandonare la Polaroid.
Impossibile d’altra parte non osservare come la Polaroid abbia una sua estetica - sia nel design delle macchine, che nel formato delle fotografie - quuadrate, con quel margine bianco…
[Per chi volesse ritrovarlo, esistono servizi on-line - come Instantizer - che possono trasformarein Polaroid le vostre immagini digitali.]
Negli anni successivi, con modelli pieghevoli più facilmente accessibili (esistevano dal ‘70 almeno, ma erano stati fino ad allora molto di nicchia) la Polaroid divenne una specie di strano oggetto di culto.
Si organizzavano Polaroid Party, in cui a ciascun ospite veniva rifilata una camera istantanea con un paio di cartucce, ed a fine serata si premiavano gli scatti migliori.
Molto cool.
Io ad una festa del genere non ci sono mai stato invitato, comunque.
Altrove, la Polaroid divene la macchina perfetta per i periti assicurativi in campo automobilistico - niente di meglio per documentare carrozzerie ammaccate e parabrezza sfondati.
E un paio d’anni or sono, mio fratello, nell’organizzare una delle sue serate, propose al gestore di un locale dilasciare libere per la pista una mezza dozzina di giovani donne armate di Polaroid, per documentare il successo dell’evento e coinvolgere maggiormente i partecipanti.
Il gestore non ne volle sapere per paura di chissà quale restrizione sulla privacy.
Ora la Polaroid è avviata all’estinzione - Photojojo pubblica un buon servizio su come rendere quest’ultimo anno indimenticabile.
Chissà, qualche azienda Cinese potrebbe riprendere la produzione di pellicole, ma nell’era del digitale è molto improbabile.
Per chi ama la foto da strada usa-e-getta, le camere (relativamente) a basso costo, l’avventura attraverso l’obiettivo, la filosofia dello “scatto ma non so esattamente cosa succederà”, rimangono solo le Holga, fotocamere russe destinate nel delirio del loro inventore a monopolizzare il mercato cinese, oggi vero oggetto di culto.
E tuttavia, la Holga è una cosa diversa.
Ci mancherà, la Polaroid.




















Teraku Takashi






