Caterina
Dopo il silenzio del giorno di Pasqua, un po’ di musica per Pasquetta.
Uno degli aspetti più divertenti dell’essersi appassionati fin da ragazzini alle incisioni più misteriose ritrovate negli anfratti più bui del negozio di dischi è che, proseguendo su questa strada, ci si ritrova a sentirsi un po’ come Indiana Jones.
Si ritrovano tesori perduti da tempo, si incespica su strane cospirazioni del silenzio, e se i nostri amici ci riservano occhiate spente e commenti sferzanti, la musica da sola è spesso una ricompensa più che soddisfacente.
Considerate ad esempio Caterina Valente.
Artista italiana nata a Parigi.
Performer, sarebbe l’etichetta più corretta.
Un catalogo di 1500 brani incisi in dodici lingue (sei parlate fluentemente).
Recita a fianco di Vittorio De Sica.
Lavora in TV con Dean Martin e Danny Kaye negli Stati Uniti.
Un suo show viene usato per lanciare il secondo canale RAI nel 1961.
Duetta con Chet Baker, Louis Armstrong, Buddy Rich, Ella Fitzgerald.
Lavora con Count Basie, Tommy Dorsey e Woody Herman.
In italia duetta com Mina facendole fare la figura della dignitosa seconda voce.
Il suo album più recente è del 2001.
Senza contare i bootleg, le raccolte (colossali cofanettoni da otto-nove CD), le ristampe filologiche.
Eppure, stranamente, appare completamente rimossa dal nostro panorama musicale.
I tedeschi la idolatrano.
I francesi vendono i suoi dischi a peso d’oro.
In America è schedata fra le dieci migliori voci del jazz.
Da noi se la ricordano in pochi.
Pochissimi.
Io ammetto di essere arrivato tardi a Caterina Valente, complice questo disco: Sweet Beat – the Legendary ’60s Pop Sessions.
La track list:
- We can Work it Out
- You’ve Got Your Troubles
- Fascinathing Rhythm
- Music to Watch Girls By
- Ol’ Man River
- San Francisco
- Blueberry Hill
- Don’t Sleep in the Subway
- C’Est Si Bon
- Waterloo Sunset
- Terrible Feeling
- I Dig Rock and Roll Music
- Happy Together
Si, c’è Waterloo Sunset.
Ne devo avere una dozzina di versioni diverse, e l’ho sentita fare da un sacco di gente.
Da Ray Davies, naturalmente, da Billy Bragg e da David Bowie.
Caterina non ha nulla da invidiare a nessuno di loro.
Inutile dire che i prossimi mesi vedranno la comparsa di molti altri dischi della signora Valente sul mio scaffale, vicino all’ampia sezione dedicata ad Anita O’Day.
Ma io parlo, e voi non ci credete.
Allora beccatevi questa…






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