Vita nel 2008
Pubblicato da Davide su Marzo 27, 2008
Sono le 8 del mattino di Martedì 18 novembre 2008, e ti aspetta un incontro di lavoro a 540 chilometri di distanza. Scivoli nel tuocoupé a cuscino d’aria, premi una sequenza di bottoni ed il computer nazionale del traffico annota la tua destinazione, determina l’attuale condizione di traffico, e segnalaalla tua auto di scivolare fuori dal garage. Avendo le mani libere, ti siedi più comodamente e cominci a leggere il giornale dl mattino - che viene inviato sullo schermo televisivo piatto sul cruscotto dell’automobile.
Schiacci un bottone e cambi pagina.
La macchina accelera a 270 chilometri all’ora in periferia, poi raggiunge i 450 nelle aree meno popolose, scivolando sulla plastica lucida della strada.
Superi una serie di città, la maggior parte coperte dalla loro nuova cupola che le mantiene uniformemente climatizzate per tutto l’anno.
E qui fermiamoci.
Il sempre divertente blog di Modern Mechanix ristampa un articolo del 1968 nel quale si cercava di immaginare una giornata tipo da lì a 40 anni - nel 2008, appunto.
Io amo ed odio questo genere di cose.
Le amo, perché da appassionato di fantascienza, apprezzo lo sforzo d’immaginazione e di estrapolazione degli autori, sorrido a certe ingenuità, rimango piacevolmente sorpreso quando ci azzeccano.
E l’articolo di Modern Mechanix ci azzecca su parecchie cose.
A parte le TV a schermo piatto e l’accesso on-line alle notizie, nelle pagine successive troviamo una corretta stima della crescita demografica, la presenza di uncomputer in ogni casa (anche se non domoticamente integrato come quello previsto), le carte di credito e di debito, la diagnostica medica computerizzata…
Li odio perché è troppo facile vedere quelle previsioni che non si sono avverate non per limiti tecnologici o economici, ma per scelte ben precise dei dirigenti politici.
C’è stato un momento - attorno al 1978 - in cui qualcuno ha deciso che certe cose non si sarebbero realizzate.
Lo sviluppo dello spazio nei punti lagrangiani.
La colonizzazione lunare.
La riduzione dellagiornata lavorativa senza ripercussioni negative sul reddito.
L’incremento delle attività culturali, l’allargamento dell’accesso all’istruzione avanzata per tutti.
Non è stata una cospirazione.
Abbiamo semplicemente votato delle persone che, per il nostro bene (o così si dovrebbe poter ipotizzare), hanno deciso che le cose non sarebbero cambiate troppo.
Certo, molte delle ipotesi presentate da Modern Mechanix sono impraticabili.
La più storta è certo quella delle cupole urbane, che sembra ipotizzare che svincolare completamente l’ambiente di vita delle persone dai cicli naturali sia una buona cosa - un’idea già propugnata da Wells nel suo Things to Come, con l’inno alle città sotterranee, climatizzate e illuminate artificialmente, per “liberare l’uomo dai capricci del clima”.
Una sciocchezza colossale.
Veicoli a cuscino d’aria alla velocità del suono su strade di plastica?
Improbabile.
Ma molte altre cose sono state semplicemente negate.



















Teraku Takashi






