strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Richard Fortey & il NHM

Pubblicato da Davide su Marzo 30, 2008

Credo di aver già sproloquiato a lungo sulla mia ammirazione per i testi inglesi di divulgazione.
Belli, divertenti, ben scritti, senza trombonismi ed egocentrismo.
Da paleontologo, leggo volentieri i libri scritti da paleontologi e su paleontologi.
E talvolta ne scrivo (il mio libro sui dinosauri cresce lentamente ma inesorabilmente).

//www.nhm.ac.uk/research-curation/staff-directory/palaeontology/rf.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Più che Stephen Jay Gould o Richard Dawkins, comunque ben rappresentati sul mio scaffale, è stato Richard Fortey, paleontologo del British Museum e divulgatore geniale, a convincermi con il suo Trilobite che si può scrivere unlibro di paleontologia divetente e istruttivo al contempo.
Da allora ho letto molto di ciò che Fortey ha pubblicato.
Il colossale Earth - an Intimate History, libro consigliatissimo.//test.easyentertainment.co.uk/ProductImages/Books/New_180/97800072/9780007209880.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Ed ora la nuova uscita, acquistata in rilegato rigido extralusso grazie ad una promozione assassina di Amazon.uk.
Intitolato Dry Store Room no.1, è una storia del British Museum - meglio noto come Natural History Museum - attraverso le esperienze di Fortey medesimo, che vi ha trascorso una parte consistente della propria esistenza di ricercatore.
Tra il divulgativo e l’aneddotico - incendi, ricercatori pazzi, faide… - il libro è tanto sul museo quanto sulle persone che lo hanno fatto quanto sulla scienza che lo ha informato.
Tre elementi apparentemente inestricabili, narrati con un certo divertimento dall’autore.

http://images.barnesandnoble.com/images/19710000/19716914.JPGNon si tratta del primo libro che mi capita fra le mani dedicato alla storia (e non necessariamente alla visita) di un museo - il succoso ma più episodico Dinosaurs in the Attic dedicato all’American Museum of Natural History della Smithsonian Institution dal ricercatore e narratore Douglas J. Preston mi aveva già affascinato alquanto in passato.

Peccato che non esista nulla di simile per il torinese Museo Regionale di Scienze Naturali, altra istituzione scientifica con alle spalle una lunga storia avventurosa.
Un testo del genere invoglierebbe le persone alla visita, e magari alzerebbe un paio di eurocent per finanziare il mantenimento e l’ampliamento della struttura.
Ma a chi farlo scrivere?
O se un paleontologo allo stato brado (uno a caso, che magari sia anche un autore pubblicato) decidesse di volersi cimentare con una cosa del bgenere, a chi proporre il progetto?

Lascia una Risposta

Devi essere collegato per postare un commento.