Hokusai copiava i fumetti
Pubblicato da Davide su Aprile 5, 2008
Mi sento vecchio.
Il fatto è che, vedete, io da ragazzino non mi perdevo un episodio di Lou Grant.
Ve lo ricordate?
La serie (del 1977!) sul capocronaca del Los Angeles Tribune, con i suoi giornalisti e fotografi a caccia di scoop…
Dice Wikipedia…
The format of the episodes generally consisted of Lou assigning Rossi and Billie to cover news stories, and the episodes revealed the problems of the people covered in the stories as well as the frustrations and challenges the reporters went through to get the stories. The series frequently delved into serious societal issues,
such as nuclear proliferation, mental illness, prostitution, and chemical waste, in addition to demonstrating coverage of breaking news stories, such as fires, earthquakes, and accidents of all kind. The series also took serious examination of ethical questions in journalism, including plagiarism, checkbook journalism, entrapment of sources, staging news photos, and conflicts of interest that journalists encounter in their work. There were also glimpses into the personal lives of the Tribune staff.
Diavolo, uno vedeva Lou Grant e voleva fare il giornalista, mica storie.
Ecco, oggi, quando mi cascano in grembo cose pubblicate dalla stampa del tipo…
Con il brand «Planet Manga» da maggio il fumetto nipponico, che tanto ispirò Hokusai, approda, con la promozione di Vivalibri, per la prima volta in libreria.
… io a Lou Grant ci ripenso.
Ci sarà un suo equivalente negli uffici de La Stampa?
Uno che è come unpadre per i redattori ma che è anche capace di prenderli a calci in culo come meritano quando pubblicano simili idiozie?
O c’è semplicemente un tipo sciapo e stracco, che usa parole come “brand” e che chiama dal suo sottoscala qualche spaurito pubblicista e gli dice di mettere insieme un po’ di roba per quelli che Tuttolibri lo leggono ancora, se vuole gli accrediti per potersi iscrivere all’albo.
“Una marchetta per la Panini,” gli dice. “Facci quattro colonne, e mi raccomando, cita i fumetti di Ronaldinho Gaucho…”
Forse la seconda.
Se per lo meno uno la stampa non la pagasse denaro corrente.
Patacca per patacca, perché non ce lo lasciano pagare coi soldi del Monopoli?




















Teraku Takashi







Aprile 5, 2008 a 11:33 pm
Devastante!
Non meno comunque di scrittori morti da piu’ di cinquantanni e che nel 2007 scrivono recensioni positive per autori contemporanei. Alla faccia dello “spirito” critico…
Comunque l’articolo e’ di una banalita’ ed ignoranza sconcertante. Ogni ulteriore commento e’ superfluo!
Aprile 7, 2008 a 7:36 pm
Basta non legegre la stampa. Io, di regola, se proprio ne sento l’impellente necessità, cerco un luogo appartato e, evitando di essere scorto dai passanti, leggo quella del giorno prima raccattandola nel cestino della monnezza. Tanto, che volete? trovare articoli di Addison, di Baretti (o, se è per questo, di Cecchi o di Montanelli, con tutti i difetti che gli si poteva imputare)? A morire d’inedia, tutti ’sti gazzettieri cialtroni, vil razza dannata…
Aprile 8, 2008 a 12:17 am
Come diceva un saggio (mi pare tedesco), “Non è sempre caviale”.
Anch’io vorrei solo leggere le pagine della BBC, ma per l’informazione locale (nel senso di regione e provincia) ci rimane poco fuorché la Stampa.
E la si prende cum grano salis.
Anzi, con tutto un pacchetto da un chilo, di sale.
Poi, quando ci si imbatte in simili porcherie, si cerca di riderne, e di far ridere anche gli amici…