strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Exit poll

Pubblicato da Davide su Aprile 14, 2008

http://www.emich.edu/ois/statistics.gifÈ più forte di me.
Sento tutta ’sta gente che statisticola in TV, e mi vergogno di essere in qualche maniera coinvolto con gli studi statistici.

La statistica politica squalifica tutta la categoria, e rinforza l’immagine dello statistico come venditore di fumo.
Oltretutto asservito al potere.

Sarebbe così bello poter parlare di realtà e non di numeri essenzialmente a caso.

La cosa curiosa è che apparentemente nessuno applichi metodi bayesiani - il meglio, in una situazione del genere - e tutti continuino con la solita stupida analisi frequenzialista.
Strana gente.

Interrompiamo qui la discussione.
Vediamo cosa ci riserva la realtà - o una stretta approssimazione di questa.

3 Risposte a “Exit poll”

  1. alladr Dice:

    cos’è l’analisi frequenzialista? sapevo dei filtri bayesiani per la posta elettronica (basato sul peso delle parole sostantive sulle parole grammaticali, se non ricordo male), ma non riesco proprio ad immaginare come applicarli alle persone.

    illumina!

  2. Davide Dice:

    L’uso del termine “frequenzialista” o “frequentista” è vagamente derogatorio.
    Vedi frasi del tipo “Ma d’altra parte, si tratta dei risultati di una elementare analisi frequenzialista…”
    Usandolo, dichiaro in che capo mi schiero :-)

    La statistica frequenzialista è quella classica - quella dei dadi e del lancio delle monete.
    Presuppone che i fenomeni osservati abbiano una distribuzione di frequenze che segue una curva a campana, e lavora confrontando la curva empirica (le distribuzioni osservate) con la curva teorica.
    Il problema è che il comportamento delle persone (o delle faine, o dei moti atmosferici o della realtà in genere) non è così univoco e meccanico da poter essere modellizzato accuratamente con questo tipo di analisi - a meno che non si usino campioni enormi, le piccole variazioni vanno perdute.

    Per contro, la statistica bayesiana, che emula il classico tipo di ragionamento inferenziale, pur partendo da assunti più soggettivi, sembra più adatta a creare modelli in cui le variabili sono molto numerose.

    In pratica, nel caso degli exit poll, i due approcci sono…

    Frequenzialista - le persone intervistate dicono 35% Partito X, allora il 35% degli italiani, +/- un 4% (margine derivato matematicamente), hanno votato X

    Bayesiano - le persone intervistate dicono 35% Partito X.
    Poiché mi trovo in una regione normalmente a tendenza X, considerando il tipo di target della campagna del partito X e del calo di immagine subito dal partito Y (eccetera eccetera… aggiungi tute le variabili che puoi), ritengo ragionevole immaginare che qui, circa il 42% voti X, mentre la media nazionale sarà circa 32%.

    Di solito, se gli assunti sono fatti a ragion veduta, l’analisi bayesiana risulta più precisa.

  3. alladr Dice:

    ok, grazie mille.

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