strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Solo il titolo

Pubblicato da Davide su Maggio 19, 2008

Sono stato due volte preso a scudisciate verbali come punizione per aver (ipoteticamente) recensito unlibro senza averlo letto.
Il che oltretutto non corrisponde a verità - come ampiamente spiegato alle scudisciatrici in entrambe le occasioni - il mio pezzo essendo casomai una critica al modo in cui il libro ancora impubblicato era stato presentato dal suo editore.
Una critica al marketing, quindi, non allo storytelling.

Ma tant’è, giù scudisciate.

Proviamo allora questo.
Ciò che sto per fare non è recensire un disco dei Chumbawamba che non ho ancora sentito.
No.
Intendo solo segnalarne il titolo.
Per il resto, fate voi.

Il disco si intitola

The boy bands have won, and all the copyists and the tribute bands and the TV talent show producers have won, if we allow our culture to be shaped by mimicry, whether from lack of ideas or from exaggerated respect. You should never try to freeze culture. What you can do is recycle that culture. Take your older brother’s hand-me-down jacket and re-style it, re-fashion it to the point where it becomes your own. But don’t just regurgitate creative history, or hold art and music and literature as fixed, untouchable and kept under glass. The people who try to ‘guard’ any particular form of music are, like the copyists and manufactured bands, doing it the worst disservice, because the only thing that you can do to music that will damage it is not change it, not make it your own. Because then it dies, then it’s over, then it’s done, and the boy bands have won.

Che in italiano farebbe

Le boy-band hanno vinto, e tutti i copisti e le tribute band e i produttori di talent show televisivi hanno vinto, se permettiamo alla nostra cultura di essere plasmata dall’imitazione, che sia per mancanza di idee o per esagerato rispetto. Non si dovrebbe mai cercare di congelare la cultura. Ciò che si può fareè riciclare la cultura. Prendi la giacca usata di tuo fratello maggiore e ridisegnala, ricreala fino al punto incui non diventa tua. Ma non limitarti a rigurgitare la storia creativa, o a considerare arte e musica e letteratura come fisse, intoccabili e conservate sottovetro. Le persone che tentano di “fare la guardia” a qualsiasi forma di musica, come i copisti e le band fatte in serie, stanno facendo il peggior disservizio alla musica, perché l’unica cosa che si possa fare alla musica che la possa danneggiare è non cambiarla, non farla diventare propria. Perché a quel punto muore, ed è finita, ed è fatta, e le boy band hanno vinto.

E credo che qui ci vorrebbe davvero un Amen!

Siamo tutti stufi, io credo, di musica, di letteratura, e di arte impagliata.
È ora forse di cominciare a dirlo ad alta voce.
Magari cantando.

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