strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un (ennesimo) libro usato

Pubblicato da Davide su Maggio 20, 2008

book cover of </p> <p>Saraband of Lost Time </p> <p>by</p> <p>Richard GrantSaraband of Lost Time, opera prima dell’americano Richard Grant è stato a lungo sulla mia lista dei desiderata - fin da quando ne vidi la copertina dell’edizione Avon riprodotta in un volume dell’illustratore Jim Burns.

Brutta cosa giudicare i libri dalle copertine, certo - ma la copertina deve anche destare la curiosità del lettore.
È lo strumento del primo contatto, il primo segnale.
E la copertina di Saraband di sicuro cattura l’immaginazione del lettore.
OK, la mia - fatemi causa.

Ci sono voluti una decina d’anni, ma alla fine sono riuscito a trovarne una copia per un centesimo di euro - ok farsi affascinare dalle copertine, ma perché rischiare? - disponibile in tempi brevi.

Zero rischi - se scoprissi di aver bruciato un intero centesimo (argh!) per una ciofeca, potrei sempre usarla per accendere la stufa (o regalarla).

E invece è stato un buon colpo.
Ottimo, invero.
Un romanzo fortemente atipico, che affianca elicotteri e quest per misteriosi artefatti, fantascienza e fantasy, in un mondo che è il riflesso alieno del nostro, con un cast ampio e variegato ed una buona tensione drammatica.
Il romanzo fu finalista al premio P.K. Dick del 1985 - non male per un esordiente.

Il mio volume, poverino, è conciato proprio male - la costola disintegrata e storta, le pagine ingiallite e macchiate che scappano da tutte le parti - toccherà farlo rilegare ex-novo.
E sì che è un volume del 1985.
Ho libri degli anni ‘30, con alle spalle uno storia molto più variegata e aventurosa di questo piccolo paperback, e che reggono i segni e le offese del tempo con aplomb infinitamente maggiore.

La possibilità di acquisire ottimi testi in condizioni mediocri a prezzi inesistenti rimane una delle grandi potenzialità della rete - specie per chi si occupa di narrativa di genere, per la quale la scomparsa dal catalogo è spesso endemica, e le macine del riciclatore sono sempre dietro l’angolo.

Credo che d’ora in poi dedicherò una fenice (cinque euro) ogni mese all’acquisto/salvataggio di questi poveri naufraghi degli scaffali delle librerie.
Molto spesso si scoprono gemme dimenticate.

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