strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Clive

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Mi ero rammaricato, tempo addietro, di essermi perso solo due cose, alla Fiera del Libro di Torino.

Poco male… per una almeno c’è rimedio.

La rivista Milanonera pubblica una intervista a Clive Cussler.
Pur non essendo mai riuscito (finora) a leggere un suo libro da copertina a copertina senza provare il forte, fortissimo desiderio di strangolare l’autore, devo ammettere che Cussler mi affascina.
Mi affascina come uomo di mare – categoria nella quale, per interposta persona e con qualche mlione di anni di ritardo, casco più o meno anch’io.
Mi affascina come autore di best-seller.
Mi affascina come macchina di autopromozione.

L’intervista è divertente, pur non approfondendo a morte molti dei punti che sarebbero più intyeressanti.
Cussler è chiaramente uno scrittore a formula – perché non chiedergli di rivelare la struttura della sua formula?
Ovviamente, leggendo i romanzi di Cussler se ne scopre facilissimamente la formula…..

Cosa consiglia ad un giovane autore che vuole scrivere un action thriller?
Consiglio di studiare i libri degli autori di libri di successo nell’ambito dello stesso genere. Contengono tutte le indicazioni necessarie: struttura, stile, trame, caratterizzazione dei personaggi. Tutte queste informazioni si possono utilizzare. Non parlo di plagio, non intendo che si possano copiare le storie scritte da altri, ma piuttosto analizzarne le strutture per trarne informazioni utili. Per esempio se il libro è scritto in prima persona, in terza persona, come sono strutturati i capitoli, la trama, eccetera.

L’enfasi è mia.
Leggere per imparare a scrivere – e non per copiare – pare qualcosa di lontano dal metro di parecchi esordienti – che normalmente scrivono senza aver letto.
E lo ammettono anche.
Ma lasciamo perdere…

La più bella soddisfazione avuta come scrittore?
I soldi! E soprattutto il fatto di non avere nessuno che mi comanda.

Sottoscrivo la seconda, prendo la prima come un augurio.
Ora, la mia domanda è – è sosì moralmente riprovevole e piratesco, da parte di Cussler, ammettere di essersi goduto i quattrini più che ogni altra cosa derivata dal suo lavoro?
Certo ha poca classe.
Ma è peggio del solito “io scrivo per me stesso” fasullo di tanti autori da salotto?

Crede che bisogna scrivere solo di ciò che si conosce oppure no?
Io scrivo di molte cose che non conosco, almeno finché non faccio le
dovute ricerche. Si può studiare un argomento per conoscerlo meglio,
quanto meno nel caso dei libri che scrivo io. Faccio le ricerche
necessarie per approfondire gli aspetti che non conosco a sufficienza.

Altra frase da scolpire su tavole di pietra e distribuire all’atto dell’iscrizione alle scuole di scrittura.
Ma di aspiranti scrittori in biblioteca se ne vedono maledettamente pochi.

E dire che nel mondo esistono agenzie la cui mission è semplicemente mettere insieme il materiale di ricerca per gli autori, sgrossando la bibliografia!

Written by Davide

16 Giugno 2008 a 10:10 AM

Pubblicato in libri, wired world

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