Paura di domani
L’anno in corso ha appena preso una brutta piega.
Prima, tutti i segnali sembrano suggerire che ilcorso in programma per settembre salterà com’è saltato quello di maggio.
Succede, quando il governo usa i soldi per la ricerca per coprire temporaneamente il defici dell’Alitalia, quando una distorta visione dell’orgoglio nazionale prende il sopravvento sul buon senso.
I ricercatori non hanno più i soldi per accendersi il lumino sulla tomba.
Figuriamoci per pagarsi una lunga trasferta al fine di seguire un corso di aggiornamento.
E così svanisce un altro 40% dei miei introiti previsti.
Frattanto, un astuto cliente scompare dopo aver pagato meno della metà del patuito per un lavoro lungo e noioso.
Inutile tentare di far rispettare il contratto – costerebbe di più di quanto potrei recuperare del danaro che il gentiluomo si è tenuto in tasca.
Succede quasi con regolarità, almeno una volta all’anno, ormai – un piccolo committente al primo contratto che brucia un paio di freelancer, sicuro del fatto di aver bruciato una cifra talmente esigua da rendere controproducente qualsiasi azione legale.
Risultato complessivo – considerato che il poco che guadagnato quest’anno è già andao versato per pagare le tasse dell’anno prossimo, ogni giorno di vita da qui ad una data da stabilirsi intaccherà i miei pochi risparmi.
Siamo in zona rossa.
E le nuvole si addensano all’orizzonte – conti da pagare, tasse, impegni.
Tocca trovare una fonte di introito, e alla svelta.
O cominciare a vendere i libri della biblioteca.
Però, che bello avere Robin Hood come ministro dell’economia….
[foto cortesemente fornita da Morguefile]

Tutta la solidarietà possibile e anche quella impossibile.
Tanto per restare sul tema potrei dire che, classicamente, qui non si vende una cippa. Tramite qualche amico apprendo che peggio delle librierie stanno giusto le agenzie di viaggi. Ti consola? A me no. Si possono inventare un sacco di cose, come ben sai, ma se la gente manca del quibus al massimo ti fa i complmenti per l’impegno… Siamo al punto che qualche lettore mi ha ringraziato perché facciamo uscire i tre ALIA separati, così non deve sborsare tutto in una volta. Questo è il clima. ovvero il vento che tira. Non aggiungo altro, ma tutti i miei migliori auguri…
maxciti55
19 Giugno 2008 alle 4:42 PM
Ogni aiuto è beneaccetto… anche gli auguri.
La situazione non mi pare stia migliorando sensibilmente, nonostante le acrobazie di Robin Hood.
Io sto seriamente considerando l’idea di dedicare sei mesi all’anno ad un lavoro da telefonista part-time, in modo da poter sopravvivere i sei mesi che avanzano facendo le mie cose.
Davide
19 Giugno 2008 alle 5:24 PM
Cavolo volevo postare qua una cavolata e mi ritrovo un post del genere… purtroppo situazioni come la tua sono (troppo) estese e guai a fare acquisti sbagliati (io sto ancora pagando un auto che non posso usare perché ho beccato una fregatura e sto cercando, inutilmente, di rivendere) o ci si f…rega con le proprie mani.
Comunque la nota avulsa, insulsa e convulsa la posto comunque, un invito a partecipare a…
http://shamanic-journey.blogspot.com/2008/06/una-riga-di-porno.html
Un salutone,
Matteo
Shamanic Journey
20 Giugno 2008 alle 1:50 PM
Spiacente di aver stimolato una nota malinconica.
La situazione non è disperata come sembra.
Non è mai disperata come sembra.
Grazie comunque per la segnalazione del nuovo concorso.
Inventerò qualcosa di umido e appiciccaticcio.
E turgido.
Davide
20 Giugno 2008 alle 2:28 PM
“Non è mai disperata come sembra”
vero… l’esperienza mi dice che di solito è peggio.
L’assegnino di $102 per i google adsense del mio weblog sarà tutto quel che incasso in questi primi sette mesi dell’anno.
and-
20 Giugno 2008 alle 4:36 PM
Al peggio non c’è mai fine.
Ma cedere alla depressione è inutile.
Dopotutto, nessuno ci ha mai detto che sarebbe stato facile, no?
[anche se certe notti diventano maledettamente lunghe]
Davide
20 Giugno 2008 alle 6:49 PM