Affari pericolosi
E così, mentre il mondo giocavaa pallone, una rete televisiva di seconda classe mi ha passato Risky Business, quello con Tom Cruise.
E con Rebecca De Mornay.
Il Laureato della mia generazione, se volete.
Il film uscì quand’ero al liceo – al primo anno, credo – e mi rimase impresso nella memoria per tre fattori.
Il primo, naturalmente, è Rebecca De Mornay da giovane, prima che anni, alcool e decine di brividelli televisivi di serie Z la trasformassero in una caricatura di se stessa.
Era splendida.
OK, fatemi causa.
Il secondo è che, a differenza di TUTTI i miei compagni di scuola, io conoscevo già quella canzone – quella sulla quale il piccolo Tom balla in mutande.
Old Time Rock’n'Roll, di Bob Seger.
Da Stranger in Town, del ‘78.
Il disco che permise a me e a Kevin Sorbo di sopravvivere alle scuole superiori (o così dice lui).
Quindi quando uscì il film e tutti si misero alla ricerca di quella canzone da mettere alle feste, io ce l’avevo già pronta.
Non mi invitarono ugualmente alle feste, ma io la canzone la conoscevo.
Terzo, si tratta certamente del primo film che io ricordi nel quale il protagonista sogni di diventare un imprenditore.
Era l’alba degli anni ‘80, certo, e da lì a pochi anni l’imprenditorialità si sarebbe fatta strada nella nostra cultura fino a diventare uin valore dominante.
Ma nel 1983/84?
A quell’epoca, uno che avesse messo in piedi una fabbrichetta di profilati d’alluminio, sarebbe stato “uno che fa profilati d’alluminio”.
Non “un imprenditore”.
Perché imprenditore è neutro – non ti dice esattamente di cosa si occupi il soggetto.
Qualche mese addietro, con una mia buona amica, si parlava di una nostra ex compagna di scuola.
“Si è sposata,” mi dice lei. “Il marito è un imprenditore, hanno una villa enorme, due bambini bellissimi…”
Ma imprenditore di che?, chiedo io.
Farmaci salvavita o mine antiuomo?
La mia amica non lo sa.
Però dalla sua sintassi si deduce che accoppiarsi con un imprenditore porti alla generazione di figli bellissimi.
![]()
Di sicuro, la prima volta che il termine è comparso sui miei radar è stato con Risky Business.
Che è naturalmente un fantasy (lasciamo al lettore, come esercizio per il week-end, la dimostrazione o la confutazione di questa affermazione).
E che racconta la storia di un ragazzino che per diventare imprenditore mette su un giro di prostituzione mentre i genitori sono in vacanza.
Che entra in una università prestigiosa servendo sesso gratis al suo esaminatore.
Che – o così la pellicola suggerisce – si manterrà agli studi facendo il gigolò.
E che ha successo solo nel momento in cui infrange tutte le regole, butta a mare la prudenza, trasforma i suoi amici in clienti.
Non si fa credito.
Interessante pedigree, per una figura che è entrata così prepotentemente nel nostro immaginario, non credete?

Hai lasciato aperto un tag italic nel post più sotto “in a moment”… il resto del blog è diventato tutto italic!!!! O sarà mica un effetto voluto dal sottile significato sociale? mah…
Shamanic Journey
26 Giugno 2008 alle 11:43 AM
In realtà non era Italic, era emphasis, e non ce l’avevo messo io.
Non so ancora se si sia trattato di un problema di WordPress (qui rimescolano le carte con una certa frequenza) o se qualcuno mi abbia hackerato le pagine.
Comunque ora sembra tornato alla normalità…
Grazie comunque per l’informazione – temevo di essere l’unico a vederlo (= problema di browser)
Davide
26 Giugno 2008 alle 12:17 PM