(Ancora) un libro usato
Non è solo che sono tirchio.
E che certe cose, nuove non si trovano più.
Tocca battere le bancarelle, i rivenditori specializzati, i mercanti di remainders.
E poi, al limite, come fanno altri, ricorrere ai mezzi occulti – nightgaunt, byakhee, altre cose ancor meno piacevoli a maneggiarsi.
Ci vuole tempo, pazienza, un po’ di coraggio (la fregatura è in agguato) ma a volte si recupera qualcosa di degno in cambio di poche piastre.
Come nel caso di The Blue Star, di Fletcher Pratt, romanzo fantasy atipico di un autore meglio noto per le storie umoristiche scritte in combutta con Lyon Sprague De Camp, che proprio oggi, in una busta anonima, è stato infilato nella mia buca delle lettere da un misterioso orientale.
Si tratta di un romanzo del 1952 che ancora oggi conserva una certa fama nell’ambiente come uno dei migliori esempi di “world-building” del secolo scorso.
Fantasy di conversazione e non di colpi d’ascia, si è detto, ambientato in un 1700 parallelo nel quale la stregoneria funziona.
Non avendo mai letto l’edizione italiana – comparsa in un oscuro Omnibus Mondadori del 1990 stando al Catalogo Vegetti – l’unica è rifarsi con questo volumino della Ballantine-DelRey, nella collana Adult Fantasy curata dal compianto Lin Carter.
Il volume vecchio di oltre venticinque anni è in eccellenti condizioni, e lo si può leggere senza rischiare di sbriciolarlo.
