strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Popolare come Topolino

con 2 commenti

Non si può mai sapere dove si scova un buon libro.

Oggi, ad esempio, ero al cinema per vedere Hellboy II.
Avendo mezz’ora da ammazzare, mi sono infilato nel più vicino negozio dotato di aria condizionata.
Una libreria.
No, davvero, è stato un caso.
http://images.amazon.com/images/P/3822826197.01.LZZZZZZZ.jpg
E in fondo, nella sezione libri d’arte, ho trovato la rastrelliera con i libri della Taschen, che quest’anno festeggia i venticinque anni di attività mettendo sul mercato edizioni speciali dei propri best-seller.
Un paio li avevo già arpionati nei mesi passati, ma oggi a sorridermi dallo scaffale c’era nientemeno che Mao Tse Tung, dalla copertina dell’imprescindibile Chinese Propaganda Posters, di Michael Wolf.
Un libro con le dimensioni di una tavola da surf.
9 euro e 99 centesimi.

Mi sono portato il libro al cinema.

Il volume raccoglie in 300 tavole a colori altrettanti poster di propaganda cinesi dei…beh, ok, dei tempi d’oro.
Propaganda politica, sociale, culturale.
Mao Tse Tung (o Mao Zedong, se preferite), in tutte le salse, che sorirde compiaciuto, si fa una bevuta coi proletari, guida il partito alla vittoria.
E poi lavoratori seri e felici, ragazzine sorridenti, bambinelli paffuti.
Come Disneyland, ma con la pena di morte (non è mia, è di William Gibson).

Mao come Topolino, amico di grandi e piccini, fortunello che se la cava sempre in qualsiasi situazione e sconfigge il perfido Gambadilegno del capitalismo reazionario e controrivoluzionario.

Una delle più colossali opere fantasy di tutti i tempi, un offuscamento sistematico e criminale della realtà attraverso la proiezione di sogni e speranze di tanti che ci credevano, o si sforzavano di crederci, o ci avevano creduto prima.
Una buona idea andata a male come vanno dis olito a male le buone idee quando tocca imporle con la forza.

Mi piacciono i poster di propaganda cinese, è noto.
Opere kitsch e naif allo stesso tempo, che si prestano con innocenza ai più selvaggi detournement situazionisti – ed è per questo che mi piacciono.
E per il fatto che sono, in tutta la loro falsità, immagini sincere.
Non so come sia possibili – forse il mio amico Dal saprà spiegarmelo.
Sono immagini fondamentali come quelle di Frank Frazetta o dei Pre-Rafaelliti.
Un monumento a qualcosa che, di fatto, non è mai esistito.

Written by Davide

16 Luglio 2008 a 4:52 PM

2 Risposte

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  1. Mi pare sia sempre della Taschen un bel libretto sui poster pubblicitari nipponici di prima della grande guerra.
    A proposito, com’e’ Hellboy II? Ci stavo facendo un pensierino…

    Massimo

    16 Luglio 2008 alle 6:47 PM

  2. Taschen è colossale.
    Mi risulta una collezione di poster nipponici del secondo dopoguerra – ma certamente se c’è sul catalogo è riportato.

    Hellboy II è buono – inferiore al primo come ritmo, ma recupera un paio di idee dal fumetto che lo rendono impagabile.

    Davide

    16 Luglio 2008 alle 7:09 PM


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