Una città dannatamente solitaria
Una delle cose che ho riportato con me da Parigi e che non c’entra nulla con il Giappone – e popchino anche con Parigi – è Gee Whiz But This Is a Lonesome Town, opera prima dei misteriosi – ma neanche poi molto – Moriarty.
La band suonerà all’Olympia in autunno, e sta ricevendo una buona copertura da giornali e radio francesi.
Frequente il paragone – meno che azzeccato – con i più popolari (oltralpe) Paris Combo.
A parte certe indubbie somiglianze nella composizione della band, le due formazioni divergono per genere e atteggiamneto.
Jazz manuche per i Combo, gruppo decisamente pimpante, country-blues kerouachiano pre-1962 quello dei Moriarty, con toni melancolici e piuttosto cupi, e testi surreali ben presentati dalla cantante, forse l’elemento di forza del gruppo.
La track-list
1. Jimmy
2. Lovelinesse
3. Private Lily
4. Motel
5. Animals Can’t Laugh
6. (…)
7. Cottonflower
8. White Man’s Ballad
9. Tagone-Ura
10. Fireday
11. Oshkosh Bend
12. Jaywalker (Song for Beryl)
Molto indipendenti senza scivolare nel cow-punk, i Moriarty potrebbero prendersi i due terzi del catalogo dei vecchi 10.000 Maniacs – e sarebbe probabilmente un bel duello, anche se forse ai più giovani mancherebbero le forze a mezza corsa.
O potrebbero attingere al canone di canti degli Appalachi incisi anni addietro dal soprano Custer Larue, facendone qualcosa di meno colto, più sporco, più immediato.
Ma nel complesso non sono male, sono originali e ben affiatati, e se le sere d’estate mal si adattano ai toni fumosi e autunnali dei Moriarty, le notti dei priossimi mesi avranno certamente una nuova colonna sonora.
Attendiamo ulteriori uscite, che speriamo portino una maggior sicurezza.
E meno malinconia.






Commenti Recenti