Book trailer
Dovendo trovare un punto d’avvio, parto da una affermazione stralciata dall’ultimo post di Elvezio Sciallis…
Caro è stato in ibernazione per una decina di anni e non si è accorto di cosa sia accaduto alla fantascienza tutta, tramutatasi da un insieme ben compartimentato e rigidamente strutturato a un amorfo e vitale blob transmediatico nel quale il fumetto ruba ai film per poi essere depredato dai videogiochi che vengono a loro volta contaminati dalle serie televisive e così via, in un crescendo che ha precisi dettami estetici e contenutistici che sarebbe meglio conoscere prima di smontare e rimontare.
La commistione/contaminazione di temi e di tecnologie non ha lasciato indietro, come potrebbero pensare alcuni, il libro – che da qualche tempo ha preso ad avvalersi di strumenti rubati al cinema per promuoversi.
Contemporaneamente al post di Sciallis, David Brin scrive…
Movie trailers for novels? Wow. Suddenly, they’re all over the place!
E ne segnala uno, che con piacere rigiriamo al nostro ancora inconsapevole pubblico…
Ora, non possiamo giudicare dal trailer la qualità del libro.
Ma dobbiamo ammettere che genera una certa curiosità, e dimostra come, per poche lire, si potrebbero agganciare più lettori aggirando le loro barriere concettuali ed i loro pregiudizi.
Un book trailer fatto bene può aiutare le vendite, specie per piccole edizioni che – con quattro lire e qualche ora di lavoro al computer – possono montare qualcosa di dignitoso, ed uscire dall’anonimato.
Certo, ci vuole la faccia, ed è necessario da una parte sfuggire ad un certo elitarismo che vede l’autore come artista che a malincuore vende il proprio lavoro, e dall’altra dall’atteggiamento modaiolo che vuole il book-trailer perché oggi tutti fanno il book-trailer.
Tocca lavorare a ragion veduta, insomma..
E bisogna saperlo fare – abbiamo visto in passato cose orribili.
Ma il potenziale esiste.






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