Tutto quel che serve
Il volume 30 Steps to Becoming a Writer, di Scott Edelstein, è il genere di cosa che i tuoi amici in vacanza trovano su una bancarella e decidono di comperarti come “simpatico scherzo”.
Dopotutto è una vita che scrivi, è ora che impari come si fà, giusto?
Che valanga di risate i tuoi amici, eh?
Ma questa volta l’imprevisto era in agguato.
Perché non solo Scott Edelstein è considerato l’avatara della scrittura creativa negli Stati Uniti, ma anche e soprattutto perché 30 Steps to Becoming a Writer è certamente il miglior manuale di scrittura creativa che mi sia capitato fra le mani.
Da sempre.
Breve, conciso, preciso, privo di risvolti misticheggianti e strane panzane, senza l’insopportabile “ora vi faccio vedere un mio racconto come esempio di come si fà”.
Se la scrittura è, come sostengo da sempre, una forma di raffinatissimo artigianato, allora questo volume è la cassetta degli attrezzi ideale, senza imbottiture, doppioni o giocattoli inutili.
Edelstein è un giornlista freelance, autore e ghostwriter americano che riesce a scucire fino a 250 dollari l’ora per la propria scrittura, segno che non è esattamente uno sprovveduto – scrive bene e conosce la tecnica.
In questo senso, come opara di un freelancer, il manuale offenderà tutti coloro che credono nell’ispirazione e nel talento infuso – ma che probabilmente non leggeranno mai un manuale del genere, visto che per loro scrivere è “un atto naturale, come uno sternuto”.
Evviva le metafore di classe.
Per tutti gli altri, 30 Steps è il genere di libro del quale si dice “Se acquisterete un solo nmanuale di scrittura, acquistate questo!”
L’appendice Writer’s Reality Check da sola vale il prezzo di copertina – una serie di tabelle con tutte le forme di censura (autoinflitta o cortesemente servita da insegnanti amici e aspiranti editor) che rischiano di ammazzare il nostro lavoro prima che veda la luce.
Cose del tipo… “Solo una persona frustrata e rabbiosa scriverebbe cose del genere” oppure “Perché non scrivi un bel bestseller, come Stephen Kingh?”
L’appendice non dice nulla sugli amici che ti regalano manuali di scrittura, ma si tratta probabilmente di una omissione voluta.
I trenta passi sono sequenziali – dal mettere insieme il materiale necessario al trovare il luogo ed il tempo per scrivere, al mettere le parole una dopo l’altra su carta.
Nulla è scolpito nella roccia, e vengono offerte alternative per personalità dell’autore, genere, forma.
Del volume esiste anche una versione aggiornata inclusa nel Complete Writer’s Kit, in cui si aggiungono un lussouoso cofanetto, un mazzo di carte che riporopongono in maniera non lineare le basi del volume Scrivere Zen di Natalie Goldberg, un secondo manuale di Edelstein dedicato a come gestire i propri rapporti con gli editori ed uno stupido cartello da attaccare alla porta “Non disturbare – Scrittore al lavoro”.
In entrambe le forme, il manuale di Edelstein è decisamente una piacevole scoperta.
Era ora che imparassi un paio di questi trucchi…






>Nulla è scolpito nella roccia, e vengono offerte >alternative per personalità dell’autore, genere, >forma.
Punto molto interessante!
E molto utile!
Di fatto, non esistono due autori uguali per carattere, interessi, intenti e quant’altro.
Addirittura il semplice come, dove e quando ti siedi a scrivere differenzia il mio lavoro dal tuo.
Perciò, strumenti flessibili.
È anche molto interessante il capitolo su “come farsi un bagaglio di esperienze” sul quale basare la propria scrittura.
Mi sia permesso citare un classico intramontabile, oh scrittori e aspiranti tali, che mi pare ancora assai convenevole leggere (e commentare, se così vi piaccia):
A: pizzichi niente di letterato ?
B. Eccellenza , posso dire che da che vivo non ho fatto altro che studiare , tanto che questo m’ha indebolita e guasta la complessione e la salute del corpo.
A. Male malone. Hai sprecato il tempo, la fatica e la spesa. Tutto lo studio fa conto d’averlo gittato, e il danno che ti resta lo porterai gratis per amore del diavolo. Non riprendo che vogli professar dottrina e letteratura, e procacciarti onore e fama con questo mezzo. [...] Ma non si conseguisce mica per via dello studio, anzi non ci bisogna studio, se non pochissimo. Senti quello che farai per l’avanti. Stringerai conoscenza e amicizia con una buona quantità di letterati, non importa che sieno veri o falsi : basta che abbiano un certo nome. Qualunque te ne capiti, sia pur meschinissimo, non lo trascurare, e fattelo subito amico, perchè il gran chiasso non lo può fare altro che la moltitudine delle persone. Loderai pubblicamente le opere loro, a oggetto ch’essi ti rendano il contraccambio : e di questo non aver dubbio, perchè la repubblica letteraria è più giusta assai di tutte le altre repubbliche o reggimenti della terra , e non si governa a un dipresso con altre leggi che di retribuzione. Ti farai scrivere a quante accademie potrai, e da principio farai mostra dè titoli onorifici, nel frontespizio dè tuoi libri, e comunque ti si darà la congiuntura: poi quando tutti gli avranno imparati a memoria gli tralascerai facendo vista di non curargli e nascondergli, acciò che gli altri t’abbiano per magnanimo. Scrivendo e stampando, scriverai cose che piacciono alle donne, ai cavalieri, [...] e le stamperai splendidamente in bella carta e caratteri, con figurine incise, legature galanti, e cose tali [...]
A. Ma, Eccellenza , tutti dicono che questi artifizi e queste frodi, sono rifugi dell’ ignoranza, e del poco merito… e che questo non è il modo di arrivare alla fama…
B. Gaglioffo, non sai che altro è quello che si dice, altro quello che si fa? E da lunghissimo tempo non c’è memoria di persona che abbia conformato i fatti alle parole? Governati com’io ti dico, e non cercar altro. Quanto ai premi che propongono le accademie, ti racconterò una storiella antica. Quando Alessandro Macedone stava in punto di morte, vennero i suoi Generali e gli domandarono a chi lasciasse il regno. Rispose Alessandro, al più forte. La stessa cosa fanno tutte le accademie, e tutti coloro che propongono premi letterati. Sicchè, volendo concorrere a qualche premio, non guardare se tu sei più degno degli altri, ma più forte. Se non sei più forte, quando anche fossi una musa, non venire in competenza nemmeno colle ranocchie, perchè tu sarai fischiato, e le ranocchie andranno intorno colla medaglia. Con questa considerazione ti dovrai regolare in qualunque altra concorrenza letteraria. Questo sia detto in ordine alla letteratura.
Fine citazione (in tutti i sensi, no?, e peropportuna). Sarei un terrorista se non vi dicessi quale autore abbia compulsato per trovar questa perla? Via, inoltre non siamo — ancora: sarà la settimana prossima, <-( che noja! — in sede d’esame… E’ il buon vecchio Giacomo conte Leopardi da Recanati. E ora, quanto a premi e onorificenze, guai a chi mi dia della ranocchia per la menzion d’onore riportata a un convegno di latinisti beoni…