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Dennis

31 Agosto 2008 Davide 2 commenti

Un annetto fa ho scritto un racconto, intitolato La Quarta Scimmietta (comparso sull’ultimo Fata Morgana), riversandoci dentro un bel pizzico delle mie ossessioni musicali.
Cose che non interessano nessuno, o sollevano la preoccupazione dei miei amici, che le vedono come pericolose eccentricità, l’anticamera della follia senile in cui così spesso sprofondano i paleontologi ed i flautisti.
Ma il racconto è stato ben accolto.
Qualcuno ha suggerito di espanderlo e farne un romanzo.
Dici niente.
Si vedrà.
http://www.pacificoceanblue.net/images/dennis_wilson_pacific_ocean_blue.jpg
Ne La Quarta Scimmietta, che riscrive una fetta sostanziosa della storia della musica negli anni ‘60 e ‘70, la Family di Charles Manson uccide Dennis Wilson.
I due si conoscevano.
Come risultato… beh, ok, fra i molti risultati del mio interferire con la storia, Pacific Ocean Blue, album solista di Dennis Wilson e prima opera solista di uno dei Beach Boys non vede mai la luce.
Gioco facile, quando misi giù la storia – chi se lo ricordava, Pacific Ocean Blue?

La mia storia era in fase di editing che la Legacy (Sony) annunciò l’uscita di una Legacy Edition dell’album, irreperibile da anni.
Ieri, trovandone una copia a buon mercato, l’ho acquistato e portato a casa.
Il remastering digitale suona un milione di volte meglio del vecchio nastro impolverato sul mio scaffale.
Legacy ha lavorato bene – c’è tutto il disco originale, più una fetta consistente di outtakes, più un secondo CD sul quale viene racolto il materiale che avrebbe dovuto formare il secondo album di Wilson, Bambu.
E poi libretto illustratissimo, extra in formato digitale…

L’album è lontano da certe sonorità dei Beach Boys ma fatica comunque a staccarsene.
L’impianto vocale di Wilson non è eccelso, ma la voce sporca, stanca, si adatta bene a certe canzoni.
E certe canzoni sollevano dei dubbi, rimescolano le mie ossessioni.
Quanto c’è di Manson in Holy Man?
Quali e quante delle canzoni d’amore sono dedicate a, ispirate da Christie McVie?

Strano – questa versione espansa e arricchita da una trentina di inediti mai sentiti prima sembra davvero un pezzo del mio racconto, dell’universo parallelo inventato l’anno passato, in qualche modo arrivato fra le mie mani, e sul mio lettore CD.
Un disco malinconico, adatto al mare in autunno, tra l’alba e l’ora di colazione.