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Aspettando il 2009

12 Ottobre 2008 Davide Lascia un commento

Crisi globale.
Lavoro che vacilla.
Caos.
Il neofeudalesimo che avanza…

C’è per lo meno un buon motivo per aspettare il 2009.
Charles Ardai, l’ex bimbo d’oro della new economy che si è abilmente saputo riciclare nell’editoria popolare varando la Hard Case Crime, ha annunciato per l’anno a venire illancio di una nuova collana, ispirata ai vecchi pulp avventurosi per i quali- dovrebbe ormai essere noto – ho sempre avuto un debole.

These books are for anyone who grew up reading H. Rider Haggard and Edgar Rice Burroughs or watching Harrison Ford wield his bullwhip at the movies. We’re talking classic adventure fiction, complete with horses, snakes, shovels, pickaxes, torches, traps, bottomless pits, barroom brawls, jungles, jewels, and just about everything else that’s ever made your heart beat faster.

La serie verterà sulle avventure di un tale Gabriel Hunt, esarà composta di romanzi scritti da autori diversi ma che – fedelmente al cliché della vecchia scuola – verranno pubblicati anonimamente, e l’unico nome sulla copertina sarà appunto quello di Hunt.

Il lavoro di scrittura verrà comunque affidato ad una lista piuttosto succosa di autori – Christa Faust, David J Schow, James Reasoner, Nicholas Kauffman e Charles Ardai medesimo (che ha spazzolato alcuni premi come autore – sia col proprio nome che sotto pseudonimo).
Considerati gli standard qualitativi fin qui mantenuti da Hard Case, si può tranquillamente credere che anche il prossimo progetto soddisferà le aspettative dei fan.
Certo la copertina in preview promette molto bene.

Gabriel Hunt’s initial adventures are expected to take him to Borneo, Guatemala, Turkey, Egypt, Antarctica, and the Kalahari Desert. He is currently getting his shots.

Non ci resta a questo punto che aspettare l’anno che verrà.
Con fiducia.

Ted Chiang

12 Ottobre 2008 Davide 3 commenti

http://www.asimovs.com/_issue_0307/Art/storiesofyourlife.jpgTed Chiang (classe 1967) proviene dall’industria del software ed è maledettamente in gamba.
No, davvero, è uno di quegli autori talmente maledettamente in gamba che ti fanno andar via la voglia di scrivere.
Perché non sarai mai in gamba come Ted Chiang.

OK, mi dicono i miei amici, quanto sarà in gamba ’sto tizio?
Ah!
Volete un’idea di quanto sia in gamba Ted Chiang?

Ted Chiang è abbastanza in gamba da allineare sul proprio scaffale 4 premi Nebula, due premi Hugo, un John W. Campbell Award, un Theodore Sturgeon Memorial Award, un Sideways Award e un Locus Award per la sua produzione.
Che si limita, al momento, a dieci racconti brevi.
Fate voi due conti…

Ted Chiang è abbastanza in gamba da aver rinunciato alla candidatura ad un Hugo perché la storia nominata per il premio, pubblicata di fretta, non era conforme ai suoi standard qualitativi.

Ted Chiang è abbastanza in gamba da pubblicare i propri racconti su Nature.

Di più – Ted Chiang è talmente in gamba che persino in Italia ce ne siamo accorti, ed i lettori italiani hanno avuto modo di leggere

La Torre di Babilonia (tre volte da Mondadori)
La Storia della Tua Vita
(una volta da Nord ed una da Mondadori)
L’Inferno è l’assenza di Dio (Nord)
Settantadue Lettere (Mondadori)

Per il piacere dei suoi affezionati lettori – e ancora di più per il piacere dei lettori che non l’hano mai conosciuto – Ted Chiang ci ha concesso i diritti di pubblicazione sul suo racconto comparso su Nature.
Si intitola Cosa ci si aspetta da noi.
Esce sul prossimo Alia Anglosfera.

Perché anche noi siamo dannatamente in gamba.