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Economia reale?

14 Ottobre 2008 Davide 2 commenti

Chissà se questo conta come instant-blogging?
http://www.scacchetti.it/citofoni/citofono19.jpg
Il fatto è che, per due volte, una decina di minuti or sono, qualcuno mi ha suonato al campanello di casa.
Insolito, la sera del martedì.
E infatti, sollevato il ricevitore del citofono, ecco il coro dei coinquilini – qualche idiota ha schiacciato tutti i pulsanti del condominio.
La seconda volta, nonostante l’aria frizzante e la salute malandata, esco sul balcone per poter vedere questo capolavoro di ingegno che per divertirsi, alle otto di sera, viene a suonarmi alla porta.
Troppa grazia…

Sono tre – ragazzino, mamma, nonna.
E il cane, povera bestia.
Zompettando all’intorno, il ragazzino torna alla carica e nuovamente smanaccia la pulsantiera, per poi allontanarsi di corsa.
La madre, che ha osservato l’intera faccenda, lo scrolla per un braccio come se fosse un cencio, strillando che se lo dovesse rifare, gliela farà vedere lei.
La nonna fa da seconda voce, domandandogli dove abbia imparato a fare certe cose.
Da Andrea, dice il ragazzino.
E la madre, non ti avevo forse detto che non devi fare quello che fa Andrea?
Una spallucciata, perché è un str**zo, dice il ragazzino.
La nonna trasecola. Non si dicono certe cose!
E la madre, perché, non è forse vero che Andrea è uno str**zo?!
Il ragazzino, ormai dimenticato, si allontana barcollando come un semiparalitico.
La madre e la nonna, frattanto, cominciano a litigare.
La nonna non capisce perché sua figlia sia così nervosa.
E la donna, con un frasario da angiporto, le spiega concisamente, ma in dettaglio, che da tre settimane è in attesa di un pagamento, che non ha ricevuto neanche ancora un acconto, e perciò ha finito i soldi.
Ecco perché è nervosa.
Seguono opinioni irriferibili su colleghi, datori di lavoro, creditori.
Intanto, il ragazzino per attirare la sua attenzione, la prende a calci negli stinchi.
Poi, non avendo ottenuto reazione alcuna dalla donna urlante, barcolla nuovamente fino alla siepe del giardino e, con tutto il fiato che ha in corpo, tentando di sovrastare la voce della madre che parla a mitraglia, strilla alla notte di essere il capitano Jack Sparrow.
Ecco perché barcollava.
Il cane ulula solitario.
Poi si avviano tutti e tre (quattro) nella notte.
Mi pare il caso di rientrare in casa.
Ma non sono sicuro che i brividi siano dovuti al freddo, o all’influenza.

Il nobel a Krugman

14 Ottobre 2008 Davide 3 commenti

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Il nobel per l’economia a Paul Krugman è stato accolto con poco meno di una spallucciata indifferente da gran parte di coloro che non si occupano di economia a livello professionale.
Ce ne occupiamo invece noi, qui, oggi, ricordando che Krugman pubblicò a suo tempo (nel 1978) un interessante articolo, disponibile ora in rete come pdf, intitolato The Theory of Interstellar Trade.

Abstract: This paper extends interplanetary trade theory to an interstellar setting. It is chiefly concerned with the following question: how should interest charges on goods in transit be computed when the goods travel at close to the speed of light? This is a problem because the time taken in transit will appear less to an observer travelling with the goods than to a stationary observer. A solution is derived from economic theory, and two useless but true theorems are proved.

“Analisi seria di un problema ridicolo – l’esatto opposto di ciò che fa normalmente l’economia”, osserva sardonico il buon Krugman, che è infatti un vecchio appassionato di fantascienza, tanto da aver pubblicamente ammesso di aver intrapreso la strada degli studi economici non essendo disponibile (per il momento) una laurea in psicostoria.

Someday there will exist a unified social science of the kind that Asimov imagined, but for the time being economics is as close to psychohistory as you can get.

Krugman è anche un blogger piuttosto attivo, che ha annunciato ai suoi lettori la vittoria del Nobel con la frase

Stamani mi è capitata una cosa curiosa…

In attesa del prossimo lavoro di Krugman – una analisi dell’econmia e della società nell’opera di Charles Stross – potremmo meditare a lungo sul fatto che leggere (o scrivere) fantascienza non è poi esattamente una certificazione di deficienza come certuni vorrebbero farci credere.
Anzi.