strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Bravi Soldati.

con 12 commenti

Da ragazzo avevo un’armonica a bocca Bravi Alpini.
Ma non c’entra nulla con questo amarissimo pork chop express.

Il fatto è che una mail si è appena aperta la strada nella mia casella postale.
Forward di un forward di un forward, arriva, guarda guarda, da Scienze Geologiche di Torino.
Da un anno non avevo praticamente notizie dall’ateneo torinese – magari i più penseranno sia morto – ed ora mi arriva questo, praticamente un messaggio anonimo arrotolato attorno ad un mattone virtuale e scagliato attraverso la mia virtuale finestra…

Buon pomeriggio a tutti,
l’iniziativa “RICERCAINSTRADA” va avanti, dopo l’incontro con i precari del Politecnico avvenuto questa mattina durante l’assemblea degli studenti di ingegneria.
Sono confermate le date (dal 3 al 5 novembre).Per chi non ne fosse ancora informato, l’iniziativa intende portare in piazzaricercatori precari, dottorandi e ricercatori strutturati di tutto l’ateneo e del CNR con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica
sulle ragioni dellanostra opposizione alla legge 133.
I precari di ciascuna facoltà o Corso di Laurea occuperanno parti ben specifiche del centro cittadino con tavoli, sedie, computer,microscopi e quant’altro. Nel corso della manifestazione, oltre alla normale attivitàdi ricerca, si svolgeranno anche lezioni divulgative e volantinaggio.
Sarebbe auspicabile che ciascun dipartimento o facoltà si organizzasse in maniera indipendente, decidendo in autonomia che tipo di iniziative intraprendere nell’area che occuperanno per quei tre giorni.
Le iniziative emerse per ora comprendono:
1 .Appendere poster di conferenze e pubblicazioni
2 .Organizzare lezioni pubbliche
3. Gli studenti dottorandi di Scienze Geologiche terranno le loro presentazioni annuali di fronte al Consiglio di Corso di Laurea in quella sede, in strada.
4. Attuare una qualche forma di protesta anche su Second Life.
5. Trasmissione dell’evento in diretta streming su internet

A titolo di esempio, ecco che cosa faranno i geologi (oltre alle presentazionidei dottorandi):
· Ricerca in strada dalle 9 alle 17.30
· 17.30-18.00: presentazione pubblica delle ragioni dell’opposizione alla legge 133
· 18.00-20.00: lezioni pubbliche di lunghezzavariabile (da 10 a 45 minuti) su ricerche compiute
Ovviamente c’è la massima flessibilità sui tipi di iniziative da intraprendere. All’interno di questa variabilità, però, sarebbe importante che ogni piccolopresidio riuscisse a garantire una presenza continuativa tra le 9-10 e le17-18.
[...]

Diffondete questa email il più possibile. Riteniamo che questa iniziativa sia
importantissima per fare sentire la voce di noi precari.
Non perdiamo quest’occasione e cerchiamo di sensibilizzare anche quelli meno attivitra di noi.
Grazie,
I precari di Scienze Geologiche

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I precari di scienze geologiche.
Ne conosco alcuni.
Bravi ragazzi, nella maggior parte.
E soprattutto Bravi soldati, come mi spiegò una collega quando mi venne detto che un posto di ricerca per me fra loro non ci sarebbe mai stato.

Qui vogliamo solo dei buoni soldati, gente che esagua gli ordini, che non cerchi l’iniziativa personale, che non voglia fare di testa propria, ma segua alla lettera le istruzioni ricevute dal docente.

Eh, già.
Fra costoro si trovano certamente coloro che definivano vivere di espedienti la mia attività di consulente e ricercatore freelance, e che alla proposta di partecipare ad un corso a contratto rispondevano “preferisco fare un lavoro onesto”.

E adesso?
Adesso scendono in piazza.
Vogliono “Attuare una qualche forma di protesta anche su Second Life”.

Ci sono anche persone in gamba, naturalmente, persone fantastiche, ragazzi e ragazze che hanno buone idee e un coraggio notevole.
E poi ci sono i Bravi Soldati.

E così, paradossalmente, se da una parte ci saranno dei ragazzi maledettamente in gamba in piazza a difendere una università zoppa e disonesta da una riforma (una finanziaria, in effetti) che riuscirebbe a peggiorarla (!), con loro si schiereranno anche i Bravi Soldati, e forte è il dubbio che ci si prepari all’ennesima guerra di successione.

E se da una parte ho una mezza idea di passare in dipartimento ed offrire il mio aiuto, perché come diceva Mao Tse Tung, Ribellarsi è Giusto, dall’altra la voglia proprio non ce l’ho, perché sono anni che mi ribello alla palude nella quale i Bravi Soldati hanno accettato di farsi schierare, e che ora vogliono difendere.
Chi ci sarà, mi domando, a dar man forte ai precari di scienze geologiche, a quelli in gamba, a quelli tosti e giustamente incacchiatii?
Ci sarà quel docente che passò dieci minuti a camminare sulle fotocopie dei suoi appunti che mi erano scivolate a terra durante una lezione?
Ci sarà forse quello che istruiva i giovani colleghi dicendo “Considerate tutti i vostri laureati come potenziali concorrenti”?
O quell’altro che disse candidamente “No, il programma del corso è sempre lo stesso, abbiamo solo aggiunto ‘Applicata’ al titolo perché le direttive sono di privilegiare i corsi applicativi”?
O quello che sosteneva che l’unica cosa che valga la pena di imparare nella vita è che “ogni mattina si deve ingoiare una cucchiaiata di merda”?

Passerò in dipartimento, credo.
E mi porterò dietro la macchina fotografica.
Vediamo cosa succede, ora che i Bravi Soldati si sono schierati sul campo.

Written by Davide

24 Ottobre 2008 a 7:41 PM

12 Risposte

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  1. Non la suono da qualcosa come 15 anni, ma la mia “Bravi Alpini” è ancora qui, in un cassetto.
    Può sempre rivelarsi utile.

    and-

    25 Ottobre 2008 alle 12:41 AM

  2. Anche le persone in gamba, all’Università, devono essere (almeno un po’) Bravi Soldati. Quelli con buone idee e più coraggio degli altri, hanno solo avuto la fortuna di avere un mentore più umano e/o lungimirante. Ma devi obbedire.

    E se con il tuo comportamento metti a repentaglio questa “clessidra feudale” (dato il numero degli ordinari, parlare di piramide mi sembra improprio), il sistema tenterà in tutti i modi di espellerti.

    Se fossi stata un Bravo Soldato, avrei vinto il dottorato subito dopo la laurea e adesso sarei tra quei ricercatori che sono in piazza a fare lezione.

    Se fossi un Bravo Soldato, non identificherei (come ormai faccio con salutare autoironia) quello che sarebbe dovuto essere il periodo sabbatico in cui studiare senza perdere (troppo) sonno e tempo libero, nella “Quaresima della mia vita”.

    Immaginati poi che effetto fa, in ambito accademico, una “maestra” che pretende di avere un pensiero proprio, con delle pubblicazioni “proprie” (nel senso che non deve/vuole elemosinare un po’ di spazio gentilmente concesso dal mentore di turno) e che rifiuta l’attività di segretariato.

    Però – anche se senza certezza alcuna sull’esito della decisione – percorrerò fino in fondo questa strada perché sono il granello che fa scricchiolare l’ingranaggio, la falla di un sistema che sembra fatto apposta per uccidere tutti i “corpi estranei”, idee nuove comprese.

    E, anche se con difficoltà, continuerò ad alzare la voce anche per difendere l’Università, come patrimonio e conquista di tutti noi. Ma l’amaro in bocca è tanto…

    Maria Grazia

    25 Ottobre 2008 alle 4:41 AM

  3. ne parliamo a voce, prima o poi. Per il resto, no comment. O almeno non in pubblico.

    celiovibenna

    25 Ottobre 2008 alle 12:01 PM

  4. Sapete bene come la penso…

    Massimo

    25 Ottobre 2008 alle 12:12 PM

  5. Laconici, eh, ragazzi.
    Cosa c’è?
    Paura di Cossiga?

    Per i disinformati:
    http://speculummaius.wordpress.com/2008/10/25/lesperienza-insegna/

    Davide

    25 Ottobre 2008 alle 7:11 PM

  6. ho letto, ho letto. Sono più che basito. :-(

    In ogni caso, l’università italiana — non dico la scuola nel suo complesso, non la conosco abbastanza bene — non credo meriti nulla di meglio di questi ministri-birbanti. inutile preoccuparsi, in ogni caso: vedrete, i soliti simpatici figli-di-papà (ordinario come minimo, se non già emerito) riusciranno senza meno a insediarsi come associati al primo concorso, bloccando ogni possibile avanzamento di numerosi colleghi ‘meno blasonati’ — o con minori diritti di sangue — per decenni ancora. Per non parlare naturalmente di chi, per le medesime ragioni, all’università non entrerà mai. Che c’entra in tutto questo la Gelmini e la finanziaria attuale? Pochino, se non nulla. E neppure Kossiga stesso, se è per questo… è un sistema connaturato al mondo accademico…

    celiovibenna

    25 Ottobre 2008 alle 8:44 PM

  7. OK, sottoscrivo la ricostruzione.
    I tagli proposti in finanziaria avranna probabilmente il solo effetto di azzerare i pochissimi fondi per la “gente qualsiasi”, lasciando il 100% del rimanente in mano ai baroni ed ai loro pedoni.

    I cambiamenti necessari sono altri, e nessuno finora sembra interessato a proporli, figuriamoci a metterli in atto.

    A questo punto, che scelte ci rimangono?
    Andarsene o adeguarsi?
    E chi andarsene non può ed adeguarsi non ci riesce?

    Come sempre, riconoscere l’esistenza di un problema senza fare nulla per risolverlo significa contribuire al problema.
    Per questo farò comunque un salto in dipartimento.
    Non per unirmi alla rivolta e dare alle fiamme un MacDonald, ma per vedere cosa si può salvare, se lo si può salvare, e come.
    Perché paradossalmente, salvando una istituzione claudicante e corrotta che non mi vuole e non mi ha mai voluto, salvo anche me stesso.

    Davide

    25 Ottobre 2008 alle 9:35 PM

  8. non so, ma da lontano (e quindi con informazioni limitate e poco polso della situazione) mi sembra che al di la` di certa retorica della rivolta, almeno qualcuno stia cercando di risvegliarsi dall`apnea chiamata Itaglia….

    artaud

    26 Ottobre 2008 alle 1:47 AM

  9. @Davide: “Perché paradossalmente, salvando una istituzione claudicante e corrotta che non mi vuole e non mi ha mai voluto, salvo anche me stesso”.

    Beh, se mi consenti un poco di franchezza, io avrei sostituito l’avverbio ‘paradossalmente’ con ‘misticamente’ … D’altra parte, posso capire: anche voi scientisti avete bisogno di un po’ d’irrazionalità, ogni tanto ;-)

    Peraltro, peraltro… “E chi andarsene non può ed adeguarsi non ci riesce?”: mah, so bene che è dura da digerire, però… tertiumne datur? La logica classica rispondeva di no. Ahimè.

    celiovibenna

    26 Ottobre 2008 alle 9:26 AM

  10. Scientista, mi dispiace, proprio no.
    Scienziato sì.

    E se si campa – divertendosi – con corsi di aggiornamento per post-laureati, si desidera che i laureati siano svegli, curiosi, aperti alla novità e dotati di fondi abbondanti per pagare i corsi.
    Ben poco di mistico, amico mio, salvo la pancia vuota.

    Davide

    26 Ottobre 2008 alle 10:06 AM

  11. :-)

    Maria Grazia

    27 Ottobre 2008 alle 10:19 AM


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