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Giochi di Guerra

http://www.movieprop.com/tvandmovie/reviews/wargames.jpgMentre giacevo febbricitante durante il finesettimana, una rete televisiva nazionale mi ha ripassato Wargames, di John Badham.
Il film uscì nel 1983.
Io avevo 16 anni, e lo trovai abbastanza fastidioso.
In retrospettiva, credo che a rovinarmi il godimento del film fossero i miei compagni del liceo, con i loro VIC-20, che discutevano di quale dettaglio fosse corretto e dove avessero sbagliato, cosa si potesse fare e cosa non si potesse fare.
Avrebbero dovuto… non avrebbero dovuto…
Un po’ lo stesso atteggiamento che fece fare un buco nell’acqua a Tron.

A ventsei anni di distanza, e complice forse la febbre alta, ho trovato Wargames gradevole.
Certo, sembra un giro in un museo dell’informatica – i floppettoni da 5&1/4, lo schermo a fosfori verdi, il modem sul quale si doveva accoppiare la cornetta…
E quella storica scelta del traduttore: “Accendi la stampatrice”.
La stampatrice.

Ciò che scatenava il dibattito fra i miei amici proto-hacker era, naturalmente, che wargames non è un film sull’informatica, e quindi si limita a darci una visione plausibile dell’uso illegale dei computer dell’epoca.
Plausibile, non corretta.

In una storia di fantascienza, lo scrittore ha il dovere di metterci la scienzae la tecnologia corrette.
O al limite, distorcerle in modo plausibile.
Questo secondo passo pare vada contropelo, negli ultimi tempi, ad alcuni lettori e ad alcuni critici.
Vogliono una narrativa d’immaginazione così hard che non rimanga nulla da immaginare che non sia già stato verificato in laboratorio.

Ma sono ancora troppo malandato per imbarcarmi in una discussione sull’importanza della sospensione dell’incredulità. 

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  1. celiovibenna
    2 Febbraio 2009 alle 5:21 PM | #1

    Ah, ma sei malazzato, allora… ecco perché… auguri, rimettiti in sesto e fatti vivo, quando puoi! (P.S.: ma è poi vero che del ‘politically correct’ non sai che fartene? Io non lo credo… soprattutto leggendo qualche post fa… )

  2. 2 Febbraio 2009 alle 7:05 PM | #2

    Non credo di essermi mai inchinato davanti all’idolo del politicamente corretto.
    Ma come sempre, essendomi esposto in pubblico, sono aperto a correzioni e censure.

  3. 6 Febbraio 2009 alle 1:43 PM | #3

    Davide, è quasi off-topic, ma ieri ho avuto un’illuminazione, un satori zen.
    Senza che pensassi minimamente alla fantascienza mi è improvvisamente venuto in mente un racconto di fantascienza; e senza che me lo domandassi davvero, ho sentito il mio cervello che diceva: “Ecco, sì: è questo il racconto di fantascienza più bello, secondo me”.
    Il racconto in questione è “Specialista” di Robert Sheckley (e io non sapevo neppure fosse morto da tre anni…); ora in merito alla plausibilità o implausibilità della FS non ho un giudizio preciso; ma se quel racconto fa testo nei miei giudizi, temo proprio che la plausibilità non sia un mio must.

  4. 6 Febbraio 2009 alle 5:22 PM | #4

    Sheckley era maledettamente in gamba.
    E se la storia è divertente, la plausibilità può prendere il sedile del passeggero…

  1. 2 Febbraio 2009 alle 7:21 PM | #1