Ho scoperto Bernard Werber perché recentemente ha tenuto una conferenza-lezione presso l’Istituto di Oceanografia di Parigi.
Una conferenza-lezione sul processo della creazione letteraria.
Sul suo blog, Werber stesso fa notare come certe iniziative non siano poi così popolari o frequenti in Francia – e sappiano di mondo anglosassone.
Per noi, qui in Italia, certe iniziative sono quasi improponibili – e quindi già la Francia, col suo seminario sulla creazione letteraria per oceanografi ci pare un mondo molto lontano.
Potremmo mai farlo, da noi?
Perché Bernard Werber, oltre che giornalista, è anche esoprattutto uno scrittore di fantascienza.
Non esageratamente prolifico, negli ultimi quindici anni ha spostato qualcosa come sei milioni di copie solo in Francia (si parla di dieci milioni di copie nel mondo), e gode in Francia dello stesso profilo che in Gran Bretagna può avere un Iain M. Banks o un Ken MacLeod.
Diavolo, lo invitano a tener lezioni all’Istituto Oceanografico di Parigi…!
In Italia risultano stampati solo tre suoi romanzi, Il Viaggiatore delle Stelle (Barbera Editore, 2007), Omicidio in Paradiso (Mondadori, 2005) e il suo romanzo d’esordio – Formiche (Tea 1995, Longanesi, 1992).
Roba da cacciatori di remainders, da Indiana Jones della bancarella.
Autore che mescla volentieri riflessioni sociologiche, scienza d’avanguardia e idee molto molto insolite, Werber ha anche all’attivo un testo “di consultazione” – L’Encyclopedie du Savoir Relatif et Absolu, della quale è appena uscita una sontuosa terza edizione che viaggia a 20 euro, pubblicata da Albin Michel (da Fnac ve la procurano).
Io ho il tascabilino da 5 euro, seconda edizione.
Ed è un testo formidabile.
Straordinaria collezione di minuzie, stranezze, eccentricità, saperi perduti o rimossi, l’Encyclopedie raccoglie tutti i brani documentari che Werber ha utilizzato negli anni per farcire i propri romanzi, che spesso hanno la forma di un dossier.
C’è di tutto – dall’archeologia alla cucina casereccia al misticismo, passando per alcune leggi universali poco note.
Una meraviglia, una miniera d’oro.
Ogni pagina potrebbe essere uno spunto per un racconto, o per un romanzo.
Bello.
Mi toccherà prima o poi cercare una copia della terza edizione.
E ringraziare ancora il cielo di masticare abbastanza francese da poterla leggere.
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