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Orwelliano

30 Luglio 2009 Davide 6 commenti

Mentre noi pensiamo ai disegnatori di fumetti che copiano e tracopiano, nel resto del’universo le cose si fanno sinistre, interessanti, e straordinariamente post-ironiche.
Come accade di solito.

Alcuni utenti di Kindle, l’e-reader di casa Amazon, si sono ritrovati con una curiosa sorpresa accendendo i propri aggeggi nei giorni passati.
Tutti coloro che avevano acquistato una copia di 1984, di George Orwell, nella edizione MobileReference, si sono ritrovati con un libro in meno in memoria, e un rimborso per l’acquisto sulla carta di credito.
Un portavoce di Amazon ha successivamente spiegato che la MobileReference non aveva in effetti il diritto di vendere e-book dell’opera di Orwell, e il titolo era perciò, a tutti gli effetti, piratato.

The Orwell ordeal highlighted two concerns in the virtual world — that a book already paid for and acquired can be revoked by the long arm of an e-tailer (the Kindle operates on a wireless connection that Amazon ultimately controls); and the difficulty of stopping bootlegged texts.

The digital library is rapidly growing, but numerous classic works, from “Catch-22″ to “Lolita,” remain unavailable as e-books. Piracy has been one concern for rights holders, although illegal works have yet to have a measurable impact on sales.

Non è stata la pirateria, ad andare contropelo ai lettori, quanto l’azione di Amazon che, senza avvisare, si è connessa ai Kindle, ha localizzato il testo incriminato e lo ha cancellato.
Senza notificare preventivamente che avrebbe intrapreso certe azioni.

fil_merluzzo2.jpgÈ un po’ come se noi andassimo in un supermercato, acquistassimo una confezione di filetti di merluzzo surgelati e un paio di giorni dopo la direzione del punto vendita, scoprendo che quei filetti erano scaduti, mandasse qualcuno a casa nostra nottetempo, ad aprire il nostro freezer, portandosi via il pesce incriminato e lasciando una banconota da dieci euro sul tavolo della cucina.
E solo nel momento in cui noi ci domandiamo a gran voce “Dove diavolo è finito il merluzzo?! E cosa significano questi soldi?!”, ecco che allora ci squilla il telefono, e il direttore del supermercato ci spiega di averlo fatto per la nostra salute.

Fuor di metafora – esiste una backdoor in Kindle e iPhone, attraverso la quale i produttori dell’hardware possono vedere che uso ne state facendo.
Se tale uso non gli dovesse piacere, hanno il potere di intervenire a distanza sulle vostre attività.
Bello, eh?

I libri elettronici acquistati da Amazon, insomma, rimangono di proprietà di Amazon – che vede dove li avete messi, raccoglie statistiche di lettura, e può decidere di cancellarli come e quando preferisce, senza preavviso.
Questa non è neanche più una questione di copyright.
È una semplice questione di libertà civile.

Già – e se intanto io volessi ricomprarmi 1984?
Beh, posso tornare su Amazon, e selezionare l’unica opzione rimasta – un e-book a 14.95 dollari (lo stesso prezzo dell’edizione di lusso in cartaceo), eccezionalmente ridotta a 9.99.
Comunque più caro di un’ultima novità in paperback – di circa il 30%.

So they pull folks’ copies without warning, give them a refund, and then demand a sawbuck for a book that came out 61 years ago by an author 6 decades dead. This is an electronic copy of an old book; why are we being forced to pay nearly hardcover prices for this book?

Già.

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