L’Ultimo Bacio
Mentre continua la discussione sulla facenda dei fumetti tracopiati, mi accorgo che nessuno ha avuto l’ardire di citare Last Kiss – se non altro per mettere un po’ di ordine in certi concetti che sono stati utilizzati a caso nelle ultime settimane.
Last Kiss è il prodotto forse più noto dello sceneggiatore di fumetti John Lustig.
Da sempre interessato ai fumetti romantici degli anni ‘50, da qualche tempo Lustig ha acquisito i diritti di una serie intitolata First Kiss, e ne propone una rielaborazione in chiave situazionista/debordiana.
Il gioco consiste nel sovvertire il fumetto sostituendo i testi nei balloon, senza per altro alterare la grafica della vignetta.
Il risultato è un detournement (sensu Debord) dell’opera – che non svolge più la sua funzione originaria, ma acquisisce significati e temi radicalmente diversi.

Ora, nessuno ha mai accusato John Lustig di essere un plagiaro.
E sebbene le sue vignette siano palesemente copiate, l’autore americano viene di solito lodato per la qualità post.-moderna della sua opera, e non accusato di aver perso la testa e abusato di Photoshop.
E in effetti, il lavoro di Lustig è degno di nota (anche se io preferivo i dirottamenti semantici di Terry & The Pirates fatti dalla cricca di Debord).
Cos’è che rende lecita l’operazione di Lustig?
Primo (trascurabile a livello del lettore) – Lustig ha acquisitoi i diritti sull’artwork che sta utilizzando. Esattamente come un musicista che prepari un remix di un brano musicale altrui, si è premurato di ottenere il permesso di farlo (che non è legalismo di stampo confuciano, è semplicemente cortesia)
Secondo – sappiamo che sta copiando. È parte del gioco, se non fossimo pienamente informati che quelle vignettesono uscite davvero negli anni ‘50, parte del divertimento verrebbe a mancare.
Terzo – sappiamo che questo non è un fumetto romantico; in altre parole, Lustig non sta vendendo il proprio dirottamento di First Kiss allo stesso pubblico che acquistava First Kiss, come possibile alternativa a First Kiss.
Quarto – le vignette di Last Kiss funzionerebbero altrettanto bene con un disegno originale, ma allora si perderebbe una parte consistente dell’intera operazione. Last Kiss ha un senso perché è un dirottamento di un’opera diversa. È dichiaratamente parte del progetto.
Più in generale, a nessuna persona sana di mente può capitare di credere che Lustig stia clonando un fumetto romantico. Qui si sta facendo qualcosa di ben diverso, le regole del gioco sono chiare, non c’è spazio per dubbi o fraintendimenti.
Il diverso atteggiamento, ed il diverso credito concesso allo sceneggiatore americano, deriva dal fatto che nel suo caso tutto è dichiarato e scoperto.
Il contratto è chiaro: in cambio della nostra complicità, verremo divertiti e colti di sorpresa.
Dalle vignette che ci narrano la storia del progetto, al sito dell’artista, ai diversi editori che ci vendono Last Kiss, nessuno si sognerebbe mai di nascondere ciò chesta al nucleo dell’intera faccenda – che c’era un originale, e che è stato copiato.
L’artista non si attribuisce meriti che non sono suoi – né lascia che la vaghezza della situazione possa generare dubbi su chi ha fatto cosa.
Il pubblico non viene visto come soggetto da ingannare, o come soggetto passivo che subisce delle scelte sulle quali non ha informazioni, ma come complice, che ha tutte le informazioni in mano fin dal principio, e può solo domandarsi in quale direzione salterà lo sceneggiatore al prossimo giro.
E spesso, ammettiamolo, Lustig salta in direzioni inquietanti…
Stop Undressing Me

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Immaginiamo, per amor di discussione, che esista un contratto fra noi (i fruitori) e loro (i creatori).






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