Home > film > I Fratelli Bloom

I Fratelli Bloom

brothers_bloom_ver2.jpgHo appena rivisto per la seconda volta l’eccellente, eccellentissimo The Brothers Bloom, di Rian Johnson.
Grande film.
Impossibile riassumere la trama senza inserire massicci spoiler.
Adrien Brody e Mark Ruffalo sono Bloom e Stephen, coppia di fratelli bidonisti – malinconico e romantico il primo, cinico e genialoide il secondo.
Stephen pianifica, Bloom esegue.
Ma ora Bloom vuole smettere.
Rachel Weisz è il bersaglio della loro ultima truffa – ed è bravissima.
Ma l’intero cast brilla per naturalezza e capacità interpretative – e personalmente avrò sempre un posto nel mio cuore per Bang Bang, la “spalla” giapponese dei fratelli Bloom, interpretata da una fantastica Rinko Kikuchi.
Il dialogo è meravigliosamente scritto e la musica, un misto di rock alla maniera dei The Band e suggestioni kletzmer/manuche filtrate da Nino Rota è uno spettacolo nello spettacolo.

Secondo Wikipedia, il film è una “commedia postmoderna”, ma è impossibile non rilevare alcuni elementi surreali, ed una certa cura nei costumi, nelle location e nella tecnologia  che spostano l’azione quasi nel territorio del dieselpunk.
E il finale non è esattamente da commedia.
Film alla maniera degli americani girato alla maniera degli europei, The Brothers Bloom è un ottimo esempio di un film che lavora su due livelli – uno quello del caper movie, l’altro quello della storia esistenziale – posso guardarlo die volte, scegliendo con quale marcia viaggiare.

Peccato che la pellicola abbia finora criminalmente latitato sui nostri schermi.
Un vero peccato.

Trattandosi di un caper movie – insoma, di una storia di truffe – alcuni elementi della trama sono standardizzati e, per certi versi, prevedibili. Per chi frequenta il genere (ok, prossimamente una Top Five) , il finale apparirà telefonato fin dalla prima scena.
Ma questo è normale, ed è bene.
Fedelmente al principio di C.S. Lewis, infatti, qui non abbiamo tanto una strana avventura di gente qualunque, quanto un cast di eccentrici che non possono che vivere – e dar vita – ad una storia in fondo “normale”, rendendola unica.

Fra le molte gemme che costellano questa pellicola, impossibile non menzionare i sette minuti di apertura, che costruiscono l’intera premessa per la pellicola, la parata di hobbies della protagonista, Praga sospesa fra attrazione per turisti e relitto del Blocco Orientale, e la colossale scena dell’orgasmo simulato – nella quale Rachel Weisz scalza dopo quasi un ventennio il primato della Meg Ryan di Harry ti presento Sally.

Il film è disponibile in originale su DVD, e merita la visione.
Dovrebbero farlo vedere nelle scuole.

Powered by ScribeFire.

  1. Non c’è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.