strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Verso l’ebookfest

25 commenti


Settembre è sempre un mese di fuoco.

Mentre si approssima la Notte dell’Iguana (quando, dove? guardate la pagina appositamente approntata qui sopra), si torna sulla strada.
A fine mese, Urbino – con i suoi nebbioni assassini ed il suo vento maledetto – per spingere avanti la tesi, e magari discutere di futuri lavori e pubblicazioni.
ebookfestE questo weekend, Fosdinovo, comune della Lunigiana dove si terrà l’ebookfest, fiera nazionale del libro elettronico.
Tre giorni di seminari, barcamp, tavole rotonde.
Alle 9.30 di sabato, dovrò intrattenere i campeggiatori appena svegli sul tema delle di narrative non lineari legate alle strategie di apprendimento.

Ed ora qualche anima candida potrebbe domandarsi cosa vada a fare io al festival del libro elettronico quando ho la fama di essere un vecchio rimbambito ancora legato al cartaceo, un’idiota che si compra su carta libri che si potrebbe scaricare gratis illegalmente in formato elettronico, uno che vuole che gli autori vengano pagati (follia!) e più in generale uno che gufa a morte sul libro elettronico.
Beh, molto semplicemente, si tratta di una fama fondata su una interpretazione molto superficiale delle mie posizioni.
Io non ho nulla contro l’ebook – ho casomai parecchio contro il modo in cui le major sembrano intenzionate ad utilizzarlo, avvantaggiandosi del fatto che i maggiori sostenitori “pop” dell’ebook si stanno concentrando sui problemi sbagliati.
E sono seriamente preoccupato che a farsi portavoce dell’ebook ci siano sostanzialmente lettori eccitati all’idea di non pagare ed editori eccitati all’idea di guadagnare a carrettate, ma maledettamente pochi autori.
E poi io vado a parlare di ebook didattici.

Ammesso che funzioni, naturalmente.
Mancano tre giorni, e non ho ancora una presentazione pronta.

Ce l’avevo, eh. Davvero.
Una bella presentazione fatta in Impress, con tutte le sue cosimne al posto giusto.
Garr Reynolds sarebbe stato fiero.
L’ho cestinata ieri pomeriggio.
Completamente – inutile portarsi dietro strascichi.

Il fatto è che è molto difficile, da un punto di vista ideologico, oltre che dal punto di vista grafico, parlare di narrative non lineari utilizzando uno strumento che è graniticamente lineare come la presentazione con le slide.
Vero, avrei potuto usare VUE, e costruire una presentazione-mappa mentale.
Ma poi sarebbe stato difficile condividerla.
L’alternativa, che mi tenta fin da quando questa faccenda delle narrative non lineari è venuta fori, è naturalmente fare una presentazione senza slide, usando solo un paio di prop.
Parlare di editoria elettronica senza strumenti elettronici.

Eppure è importante che il messaggio arrivi.
L’ebook non può limitarsi ad essere un libro cartaceo scandito e trasformato in pdf.
L’ebook, specie nella didattica, deve avvalersi di tutte le potenzialità che il formato elettronico mette a disposizione.
E deve adattarsi il più possibile al modo in cui il nostro cervello raccoglie, incasella e organizza le informazioni.
Il principale problema del libro elettronico è che è ancora troppo maledettamente legato al tentativo di emulare il cartaceo – una partita persa fin dall’inizio, visto che nulla riesce ad essere un libro meglio di un libro.

Riuscirò a penetrare le foschie mattutine e a contribuire qualcosa di costruttivo?
O finirò cacciato da Fosdinovo, braccato da una marmaglia di docenti, editori e specialisti in didattica armati di fiaccole e forconi?

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, freelance researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous.

25 thoughts on “Verso l’ebookfest

  1. Ci sono già numerosi titoli che non emulano il cartaceo disponibili su ipad. Vedere gli ebook come pdf (anche se sono quelli che produco io perché a me interessa che il contenuto sia “statico”) è riduttivo e già non è più così. Hai mai usato un ipad o un kindle? Guarda, vederli usati da altri NON è la stessa cosa che svegliarsi alle due di notte con l’insonnia e dire, hmm, adesso mi compro quel libro di cui ho sentito parlare e me lo leggo. Senza spostarmi dal letto. O dalla fila alle poste. Insomma, la completa user experience non si ferma a come si gira pagina sull’ipad o quanti secondi ci vogliono per comprare un libro sul kindle. Poi non parliamo di libri illustrati e fumetti che secondo me (almeno quelli di formato piccolo) sono MIGLIORI sull’ipad della loro versione cartacea. Oltre, ovviamente, a NON essere piratabili (almeno non facilmente), a garantire che ogni autore possa essere editore di se stesso senza troppi gatekeepers, a costare di meno, a non prendere spazio nelle nostre case, e ad essere fondamentalmente più duraturi (a meno che la nostra cultura venga spazzata dal risveglio degli Antichi o da una guerra nucleare, ma in quel caso i libri di carta saranno usati per scaldarsi).

  2. Grazie per l’input.
    A parte colare a picco il lavoro svolto nelle ultime due ore, hai aggiunto un termine al mio arsenale di argomenti – la user experience.

    Il fatto è che io mi troverò a parlare di ebook in didattica – e in questo ambito io resto dell’idea che la possibilità di personalizzare il testo sulla base dello stile di apprendimento dell’utente sia il punto fondamentale.
    Non è quindi tanto questione di come si gira pagina o quanto tempo impiego a scaricarlo, ma neanche una questione di impulse buying o comodità in genere.
    Mettiamoci nei panni dello studente che per non essere segato deve usare l’etext che gli hanno imposto.
    Cosa vuole?

  3. Spiacente ma non posso darti suggerimenti dato che il mio intervento viene esattamente dopo il tuo :-P
    Per aiutarti però ;-) ho chiesto al mio pargolo grande (universitario) cosa gli piace dei testi digitali: a prima botta mi ha risposto la velocità di consultazione e la sua navigabilità. Se può servire…
    Ci si vede a Fosdinovo :-)

  4. Errata corrige: la loro navigabilità

  5. Navigabilità significa non linearità.
    Posso scegliere il mio percorso, costruire la mia sequenza di eventi, ordinare i fatti nellamaniera che mi aiuta maggiormente a ricavarne un senso.
    Mi aiuta a soddisfare la mia curiosità.
    Q.E.D.

  6. Beh condivido la maggior parte di quello che scrivi sugli editori e sugli e-book.
    Poi,almeno per me,conta molto la sensazione tattile,il piacere di avere un libro fisicamente tra le mie mani.
    Mi piace andare in libreria ,fumetteria e scegliermelo il volume,che poi non sempre riesca a trovare quello che voglio questo è un altro discorso.
    Però è il rito che mi mancherebbe troppo,ma si sa io sono un vecchio neanderthal.
    I

  7. Che tu ci creda o meno, la mia nuova, eccellente presentazione (che probabilmente non userò) parte proprio dai Neanderthal.
    Perché come diceva quel tale, non sono più profondo di una teglia da forno, ma mi espando per anni luce in ogni direzione.

  8. Un’occasione che mi sarebbe piaciuto non perdere, se solo qualcuno si fosse ricordato che a volte i favori vanno anche restituiti, e che se chiedo compagnia per un weekend, pagando di tasca mia, può darsi che sia per una cosa a cui tengo, visto che di favori non ne chiedo dal 1933. (Don’t worry, mi riferisco a miei amici, ehm “reali”, non a blogger e affini).

    Sulla tua posizione in merito agli ebook ci sarebbe moltissimo da dire, ma forse non è il post adeguato. Diciamo che in parte potrei dissentire con un’affermazione che fai nel medesimo post, ma il mio dissenso non è concettuale, bensì pratico. Mi riferisco al tuo riferimento all’inopportunità degli ebook gratuiti.
    Ma, come ho già detto, forse ne parleremo in un post più a tema, non voglio rovinarti questo ;)

  9. eBook…
    non può essere solo un pdf scaricabile, ma è anche quello. Magari molti lettori non avrebbero neanche toccato un libro senza l’eBook. Ed è uno straordinario strumento educativo e ludico, e permette di salvare carta (sicuramente green in un mondo che cerca prepotentemente l’ecosostenibilità), è un ottimo mezzo in mano ad un autore per aggirare le case editrici sempre più irragiungibile e tentare una pubbloicazione mondiale sul web.

    Ma il fascino della carta, l’odore, lo strofinio dei polpastrelli sul foglio, il frusciare delle pagine, i caratteri che si rincorrono, il titolo, la copertina.

    Il futuro però è l’eBook. Non sarà oggi, non sarà ad Urbino, ma sarà.
    Non per emulare il cartaceo, ma per migliorarlo, per preservare le opere letterarie, per diffondere ANCHE gratuitamente.

    Il libro cartaceo diventerà oggetto di collezionisti e avrà un altro mercato.
    Non ci potevi invitare a questa conferenza???? Venivamo a farti fare bella figura come illustri scrittori ed emeriti opinionisti dicendo parolacce e tirando caccole alle prime file…

  10. Concordo sul parlarne in sede più consona, ma lasciami spiegare.
    Io non ho nulla contro chi decide di regalare i propri ebook.
    E perché dovrei?
    Ciascun autore decide della propria opera – è uno dei lati positivi dell’editoria elettronica, giusto?
    OK, Harlan Ellison dice che rovinano il mercato – ma considerato che qui un mercato non c’è, il problema di Ellison lo lasciamo agli yankee ;-)

    Il mio grosso dubbio riguarda l’affermazione – molto sbandierata – che chi scrive deve regalare la propria opera perché tanto di fatto non gli appartiene.
    Questo lo trovo ingenuo, forse sciocco, e probabilmente disonesto.
    La riproducibilità del testo elettronico non priva l’autore dei suoi diritti – esattamente come non elimina il suo duro lavoro di scrittura.
    Posso rubartelo, quindi tanto vale che me lo regali non mi pare proprio un ragionamento a tenuta stagna, e mi ricorda tanto gente in abito gessato e mazza da baseball che si facevano chiamare “Sindacato” ai tempi di Al Capone.
    È ragionare da gangster.

    Cosa c’entra questo con la diffusione dell’ebook?
    Io credo che, complice un pubblico che sostanzialmente non vuole pagare per leggere ed una editoria che è ben felice di usare la pirateria come babau per tenere al guinzaglio gli autori di grosso calibro, si sia dato troppo spazio alla questione prezzi (che riguarda gli editori) e troppo poco spazio a ciò che si può fare con l’e-testo (che è la cosa che riguarda gli autori).

    Come scrittore, divulgatore e insegnante, non mi interessa se qualche ragazzina si scarica gratis i miei testi e pensa che io sia idiota a chiedere cinque euro a copia.
    Mi interessa quello che posso fare col testo per far arrivare nel cervello dei lettori (anche della ragazzina che scarica il libro da avax) i contenuti del mio lavoro nel modo più efficiente, soddisfacente e divertente per i lelttore.
    Mi interessano gli strumenti, le strategie.
    La tecnica di scrittura.

    Ed il prossimo che mi dice “l’informazione vuole essere libera” parlando di narrativa, lo gambizzo.

  11. @Lady
    Il banner è stato esposto per un paio di mesi.
    E come dicevano i vogon, “Diamine, terrestri, se non vi occupate neanche delle vostre faccende locali, non vedo proprio cosa ci possa fare.”

  12. @Lady
    sono sicura che l’organizzazione dell’eBookFest sarebbe ben lieta di avervi tra i suoi… avventori :-)
    Non c’è bisogno di invito. Tra venerdì e domenica ci trovate a Fosdinovo (MS).

  13. E se venite, fatevi riconoscere!
    No, non nel senso… ok, ci siamo capiti… ;-)

  14. Vieni (quasi) dalle mie parti. Naturalmente non posso venire – Ti fermi solo il sabato mattina?
    Il banner ci sarà stato ma era praticamente invisibile. Io lo sapevo che facevano questa cosa a Fosdinovo a settembre – ed in effetti eccoci qua a settembre – ma non ci avevo fatto molto caso.

  15. A meno di non fare una cosa stile Hammer House of Horror e dover fuggire inseguito dai villici inferociti appena finita la mia presentazione, conto di schiodare domenica.
    Tanto vale sfruttarlo, ‘sto ebookfest, no?

  16. Il castello – ma tutta Fosdinovo – è molto bello. Putroppo (beh si fa per dire) domenica è il compleanno di mio padre e si festeggia per cui mi sa anche quel giorno niente da fare.

  17. Io sono lontsnissimo e bloccato da tendinite, altrimenti sarei venuto… Attendo un sunto della giornata, o magari un post su youtube.

  18. Su alcuni libri scolastici (cartacei) sono presenti a fondo pagina (cioè al termine della… chiamiamola “unità di apprendimento minima”) esercizi di verifica della comprensione. Leggo, fisso i concetti, controllo subito se li padroneggio. Mi pare che un testo elettronico questo possa farlo molto bene.

    Altro punto interessante, la componibilità: un libro scolastico cartaceo è quello, esistono edizioni minori per corsi di studio diversi ma le differenze di programma da una classe all’altra non possono essere seguite e quindi ognuno deve comprarsi (e portarsi dietro a scuola e maneggiare) un testo sicuramente grande più del necessario (più pesante e più costoso del necessario). Un testo elettronico può contenere solo ciò che serve a quella classe con quel docente (che potrebbe selezionare in prima persona i “capitoli” di cui il libro deve essere composto fra quelli offerti dall’editore).

  19. (Mi scuso per il post in due parti…)
    Per non parlare del fatto che un ebook scolastico “arricchibile” usato da una classe potrebbe accrescersi dei materiali preparati dal docente negli anni precedenti, messi alla prova con altre classi e rivelatisi utili: particolari tipi di verifiche, approfondimenti su certi argomenti, schemi e diagrammi preparati dagli stessi studenti per lo studio personale e dimostratisi validi per tutta la classe ecc.

  20. Davide, altra espressione da aggiungere al tuo arsenale è “form factor”. I contenuti di un ebook possono essere fruiti anche su un laptop, ma il fatto di averli in qualcosa che posso tenere in mano, e passare di mano, come un ipad, rende l’esperienza più comoda.

    Giacomo,
    la quantità di contenuti di un ebook è solo questione di organizzazione del sapere, non dimensioni. l’ebook reader è come minimo la tua biblioteca, non la tua cartella di libri. Resta da decidere se un’organizzazione non lineare è migliore di una “ordinata”. Il livello di approfondimento di un libro potrebbe essere scelto cliccando un “livello difficoltà” sulla copertina, un po’ come scegliere la difficoltà di un gioco quando inizio la partita.

    i testi universitari potrebbero essere semplicemente degli enormi, e ricchissimi, siti web con tutti i necessari contenuti multimediali. il fatto di fruirli in classe con un ebook reader, tramite un’app specifica, renderebbe l’esperienza più logica e faciliterebbe l’apprendimento. Resterebbe il problema di come far pagare i contenuti, ma le case editrici potrebbero semplicemente criptare l’accesso. in fondo, il lavoro principale dell’editore sarebbe solo quello di RACCOGLIERE l’informazione (che è già là fuori, come direbbero su X-files) VAGLIARNE L’ATTENDIBILITA’ e ORGANIZZARLA secondo principi didatticamente validi.
    Mi sembra dannatamente la stessa cosa di scrivere un libro, no? ;-)

  21. La mia idea di ebook didattico è abbastanza vicina a quella espressa da Giacomo.
    Una collezione minima di elementi, che insegnante e studenti possonoorganizzare come preferiscono, ed arricchire con contenuti extra estratti dala rete o creati ex-novo.
    Ed in effetti, come nota Andrea, non si tratterebbe di fare un lavoro diverso da quello della creazione di unlibro normale, ma solo di usare strumenti diversi e rendere disponibile all’utente finale una serie di opzioni che il cartaceo, per sua natura, non ha.
    (anche se, le note a margine, i foglietti, le fotocopie, le sottolineature, sono tutti esempi di customizzazione del testo che esistono da sempre).

    Ottima l’idea del form factor.

  22. Ops… Evidentemente mi ci volevano tre parti. :-)
    La questione delle dimensioni ha a che fare – ma non l’ho scritto – con la coesistenza dell’ebook col libro cartaceo: immaginavo che a partire dai contenuti offerti dall’editore (testo diviso in parti, con elementi di approfondimento, didattica, oggetti multimediali ecc.; ogni pezzetto liberamente componibile con gli altri, con evidenziate, ovviamente, eventuali “propedeuticità” e suggerimenti di percorsi didattici) il docente (sto parlando di scuole medie inf. e superiori, eh) possa scegliere la composizione dell’ebook usato in quella classe quell’anno e anche la composizione del libro di testo cartaceo che a partire da quella scelta può essere stampato e acquistato dagli alunni (print on demand): e si tratterà di un libro tagliato su misura di quella classe, e “tagliato” nel senso letterale del termine, visto che solo una parte del libro viene oggi usata in classe.
    Solo, non so se la cosa sia economicamente sensata: il libro sarebbe più piccolo, ma forse il print on demand cozza un po’ con le economie di scala, non ho idea…

  23. @Giacomo
    Il libro che descrivi è più o meno ciò che ho in mente, e che da un punto di vista tecnologico è già perfettamente fattibile e utilizzabile – basta adottare un software come Sophie, e la cosa è fatta.
    Considerando che esistono già scuole che si fanno illoro libro di testo, si tratterebbe di costruire a partire da quello.
    L’editore potrebbe trasformarsi in un fornitore non del testo assemblato, ma di contenuti compilabili.

    E ripeto, non è una questione di tecnologia.
    È una questione di cambiare l’idea di libro di testo, e poi mettersi in gioco.

  24. concordo con Davide, l’idea che una volta “uscita” dallo scrittore l’opera sia indipendente e quindi si possa divulgare NO! L’eBook deve essere un mezzo, non una punizione per l’autore!

    E che il padrone di casa non mi lapidi (se no organizzo io la sassaiola al E-fest) se non ho visto il banner, vengo a prendere il caffè da Lei da pochi giorni!

  25. Nessun problema e nessuna lapidazione, Milady.
    Il banner andava e veniva – è un problema di WordPress, temo.
    Comunque conto di mettere le slide online, e magari linkarle sul blog.
    E provvederò anche un paio di post di impressioni (cercando di trattenermi dallo sbrodolarmi su quanto meravigliosa sarà la mia presentazione).

    Sulla divulgabilità dell’opera una volta compiuta, io credo che la decisione resti all’autore.
    Se decido di regalare, evviva.
    Se decido che no, un minimo di rispetto sarebbe auspicabile.
    ma notoriamente, io sono antico.
    E poi mi piacciono i libri di carta :-P

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