Riprendo qui il post di elgraeco, visto che su Book & Negaive non riesco ancora a postare.
Ad ascoltare certi profeti, sembra proprio che si debba dimenticare il piacere, dello scrivere. E si debba farsi venire i calli al culo, oltre che alle dita, e diventare nuovi monaci amanuensi.
Ora, io non solo non l’ho dimenticato, quel piacere, ma lo provo di nuovo, con sommo gusto.
Sentimenti condivisibili.
Se non ci si diverte, a scrivere, più che a fare altro, allora si finisce a fare altro.
Poi è vero, io quando ho una storia in macchina divento una specie di orco, un relitto umano, una specie di cosa trascinata a casa dal gatto dopo una serata di bagordi.
Ma è parte del divertimento, per perverso che possa parere.
Ed è così ce se elgraeco offre la sua personale lista di materiale essenziale per la scrittura, beh, perché non fare lo stesso?
In fondo, sotto Natale, le liste sono una cosa normale.
Perciò…
ecco la mia lista di cose fondamentali per la scrittura
fase 1 – Ispirazione
ovvero, “Ma dove le trovi tu delle idee così strane?”
libri – di qualsiasi genere, in effetti – ma di solito il meglio io lo cavo dai saggi, di solito scientifici o storici.
persone – le idee veramente strane ti vengono parlando con persone intelligenti di argomenti insoliti, in situazioni in cui prevalere gli uni sugli altri non sia un’opzione. Chiacchiere per il gusto delle chiacchiere.
la strada – il che significa andare in girto con occhi ed orecchie aperti ed il cervello acceso.
fase 2 – Traspirazione
ovvero, “Zitto e scrivi!”
computer – svolge tre funzioni
word processor – io la prima stesura la faccio con Gedit (ma un qualunque notepad va bene) e poi, se la storia sembra carburare, arrivato a tre quarti la sposto su OpenOffice-Write. Ho provato a morte a farmeli piacere, ma i software per scrittori dopo un mese mi annoiano, e torno a Gedit. Gli appunti li prendo con Xpad, se devo fare un lavoro grosso metto giù una outline con Tomboy o con Freemind.
media center – io quando ascrivo ascolto musica, mi serve per darmi un ritmo e per eliminare i suoni dall’esterno e le distrazioni; ho perciò una pila di Cd e una grossa cartella di mp3 sempre a portata di mano. Uso VLC come media player base.
connessione web – per verificare i fatti attraverso la rete, e per spedirmi copie di backup dei miei testi una volta finiti. I siti che uso di più sono Wikipedia e il CIA World Factbook per le informazioni, DeviantArt e Morguefile (per cercare immagini che possano rappresentare ciò che sto descrivendo), e il solito maledetto Google.
té – una marea bruna di infuso gelato (d’estate) o bollente (d’inverno)
snack – saranno la mia rovina. Un sacchetto di patatine e una bibita (Chinotto) vanno benissimo. Sotto al case del PC ho un minifrigo per tenere in fresco le bibite. se poi riuscissi mai a trovare una fornitura stabile di Afri Cola, sarei meglio di Gene Wolfe, Walter Jon Williams e David Brin arrotolati assieme. Ma non la si trova..
E questo è quanto.
Non ho più rituali o angolini preferiti ormai da qualche anno.
Unico fattore indispensabile – il computer deve avere una tastiera meccanica (quelle con la molla, non con le membrane).
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Be’, l’idea del minifrigo sotto il case è geniale…
Noto che la musica, poi, è presente più o meno in tutti i “metodi”. Per me è fondamentale per alterare il normale corso della composizione, ovvero per dare anima e carattere al testo. Altrimenti comincio a scrivere come un burocrate.
P.S.: è quel dannato plugin OpenID! Dopo l’ultimo aggiornamento non va. Bug noto e che sta affliggendo parecchi altri siti…
Mi sa che dobbiamo attendere la nuova versione. Oppure puoi farti un profilo…
Quale è lo scopo dell’uso di due programmi di scrittura diversi per prima stesura e prosecuzione del lavoro?
Figo questo post di risposta a El
E’ curioso leggere i rituali e le abitudini di voi colleghi blogger e/o scribacchini!
PS: gli snack saranno la nostra rovina, ahimé
Ho letto anche il post di elgraeco, e posso dire di condividere il messaggio fondamentale che viene da entrambi: scrivere é, comunque sia, un piacere. Se dovessi scrivere con lo stesso spirito con cui registro una fattura o sistemo l’estratto conto della banca, sarebbe la fine. Non é un lavoro, non é neppure un hobby, é, semplicemente, un piacere. Come sorseggiare un cappuccino (magari di soia, ma gusto cappuccino) mentre mi godo il silenzio della mattina e i raggi del sole sulle nuvolette sopra le case; come fare due passi nel centro storico di un paese medievale toscano o umbro; come stare seduto in una chiesa con un cannocchiale piccolo, di quelli da loggione dell’opera, per mettersi a esaminare nel dettaglio i frontoni istoriati o gli affreschi nell’interno della cupola.
Un piacere. Io non ho tecniche specifiche, so solo che quando mi viene la fase giusta mi piazzo davanti al pc e inizio a digitare. E’ come se le dita fossero collegate direttamente alla parte destra del cervello e e tutto il resto del corpo non servisse più a nulla (a parte gli occhi, vabbè).
Quando ho finito mi sento più rilassato. Più completo.
la Afri Cola non l’avevo mai sentita, credo che nella brumosa Umbria non arrivi…
strano come a me invece la musica disturbi durante il processo di scrittura.
i miei strumenti sono, nell’ordine:
prime note, diagrammi, struttura su cartaceo (non te l’aspettavi eh Mana?) su quadernoni comprati al Lidl;
prima stesura su iPad che così il tunnel carpale non mi tormenta, usando il minimalista My Writing Spot, un paio di App per scrittori (Storyteller e The Brainstormer HD) e My Perfect Browser per le ricerche; il tutto via morbida tastiera bluetooth;
ripulita finale con OpenOffice sul PC, tenendo al minimo il lavoro di battitura per il tunnel di cui sopra;
illustrazioni prevalentemente in Manga Studio o SAI o Inkscape;
impaginazione finale in Adobe Indesign.
Bevande: solo tisane, succhi di frutta e acqua, raramente un po’ di tè, che il resto è vietato dai miei vari acciacchi.
Snack: fiocchi d’avena o fiocchi di mela disidratata, quando si trovano.
Bevande: zuppa di miso scaldata al microonde.
Sottofondo musicale: niente se devo capire cosa scrivere, glin glo e la musichetta di monkey island se devo battere al computer qualcosa che ho composto e imparato a emmoria o scritto su carta.
Appunti sul blocco note, che va ovunque, e sui pacchetti di sigarette aperti.
Non faccio molta differenza fra stesura finale e rifinitura, perchè se una cosa non mi va, preferisco riscrivere del tutto che correggere.
Ho scoperto che riuscire a tenere a mente ad esempio un paragrafo di testo è molto utile: spesso mentre appunto la struttura di un ragioanmento ne perdo i pezzi. Per esercitarmi, sono stati utili gli anni di psicanalisi: ora riesco a svegliamri nel cuore della notte, mandare a memoria un sogno e magari qualche nota su di esso, riaddormentarmi, e al risveglio poter ripetere ogni parola che avevo deciso di ricordare.
Cominciamo con le cose importanti:
@andrea
la Africola non arriva a sud delle Alpi – anzi, è limitata alle terre del Reich, essendo un prodotto esclusivo del mercato teutonco, la ricetta (certamente a base di Vril, e probabilmente sviluppata dalla Tulegeselschaft) custodita da suore accaldate (vedi foto) in uno schloss ammantato di nubi sulla cima di una rupe nel cuore della Foresta Nera.
Si favoleggia di importatori e contrabbandieri nelle nostre terre, ma finora è solo leggenda.
Poi…
@Giacomo
I due software – il notepad mi permette di mettere giù il testo senza distrazioni, in formato ascii brutale che non occupa spazio inutile.
Con un software più sofisticato posso revisionare il testo, impaginarlo secondo le richieste dell’eventuale editore (le famigerate cartelle 30×60 o quel che è), posso inserire grasetti o corsivi ove necessario…
Insomma – in formato txt, il contenuto, In formato odt o doc, la forma.
@mcnab
Dannati snack.
Dovrebbero proibirli per legge…
Appunti a mano – pochi, scrivo malissimo e in generale tanto vale che cominci subito alla tastiera.
Tuttavia ho un quaderneto (no Moleskine, un semplice quaderno tascabile da due euro) sul quale annoto le idee quando mi vengono.
é indispensabile.
Così come è indispensabile divertirsi mentre si scrive.
Altrimenti diventa un lavoro, nel senso peggiore del termine.
Mi piacciono i vostri post con le vostre abitudini di scrittura.
Mi ci metto anch’io, che scrittore non sono, innanzitutto ho ricominciato da poco a scrivere le mie bagatelle,quindi sistemi ed abitudini non ne ho.
Di solito quelle due o tre cavolatelle di idee che ho avuto,mi sono venute dopo passeggiate o giri in bici,cose che mi piace molto fare nel tempo libero.
A differenza di molti di voi quando scrivo non mi piace avere il sottofondo della televisione,musica invece si,gli snack,ahimè,confesso di far parte della congregazione di coloro che non ne possono fare a meno.Le bevande variano,dal bicchierino di Birra al vino rigorosamente rosso,dalla cedrata alla classica “tazzulella di caffè”.Sono poi un antiquatone della miseria,dato che scrivo principalmente ancora su carta.
Non diventerò mai,uno scrittore:non m’interessa.Inoltre tutti voi siete infinitamente più bravi di me.
Quello che scrivo ,bello o brutto che sia(di solito brutto)lo faccio solo per divertirmi.
Ciao.
ma una buona guida per usare free mind?
Ci stiamo lavorando.
l’ho scaricato ieri per darci un’occhiata ma, sarà stata l’ora tarda, non ci ho capito molto sul funzionamento..
Ti permette di creare delle mappe mentali.
L’idea principale al centro, e poi una ragnatela di idee collegate a questa.
Ci ho fatto un paio di post in passato – se clicchi su “mappe mentali” nella nube delle categorie qui a destra, qualcosa trovi…
gracias, ormai guardo più questo blog della mia casella di posta
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