Un post così, mentre butto all’aria la casa in cerca della mia copia di Orizzonte Perduto, del 1937…
“Era una notte buia e tempestosa…”
(Edward Bolwer-Lytton, 1830)
Fu Edward Bolwer-Lytton, mediocre pennivendolo britannico con un paio di quarti di nobiltà e velleità politiche e poetiche, a soffiare alla Blavatski l’idea della grande e pura razza atlanteana che aveva governato il mondo, o fu Madame Blavatski, profuga russa riciclatasi come vestale di un culto religioso-filosofico a sfondo medianico, a leggersi i ponderosi polpettoni mistico-fantastici di Bolwer-Lytton ed a soffiare qualche idea valida?
Fa un po’ di chiarezza sull’intera faccenda Lyon Sprague de Camp, nel suo fondamentale Il Mito di Atlantide, che Fanucci pubblicò nel 1980 e si trova ancora, forse, miracolosamente, sulle bancarelle dell’usato, e vale tanto oro quanto pesa.
In realtà, è vera la seconda.
“Che ne sarà di Bulwer? Il primo scrittore del secolo? Io non lo dubito. E’ uno scrittore magnifico”
(Mary Shelley, 1831)
Rampollo della famiglia Bulwer di Knebworth (il posto fuori Londra dove oggi fanno i concerti rock e dove Tim Burton girò parte di Batman), Edward George Earle Lytton Bulwer (1803-1873), alias Edward Bulwer-Lytton oggi viene ricordato soprattutto per aver scritto Gli Ultimi Giorni di Pompei (1834), più volte adattato per il grande ed il piccolo schermo.
“Nonostante l’ampia dose di retorica turgida e vuoto romanticismo delle sue opere, il suo successo nell’intessere una sorta di bizzarro fascino è innegabile”
(H.P. Lovecraft, 1926)
Certo, essere accusati di perpetrare “prosa turgida” da H.P. Lovecraft depone molto poco a favore di Edward Bulwer Lytton quale artigiano della pagina scritta.
Considerato dai più un mediocre narratore storico, e oggetto di scherno per aver fornito l’incipit più scontato e trito dell’universo alle fatiche letterarie di Snoopy (ci fanno persino un concorso letterario), Bulwer-Lytton scrisse pure un romanzo di fantascienza, intitolato The Coming Race (1871), nel quale gettava le basi per una utopia razzista e autoritaria che avrebbe probabilmente influenzato tanto Orwell quanto Huxley e, molto meno innocentemente, Hitler.
I più coraggiosi possono trovarne una copia qui.
La “razza ventura”, discendente dei fondatori di Atlantide, attende nascosta sotto la superficie del pianeta il momento per tornare a dominare il mondo, attualmente popolato da creature inferiori (voi e me); i nuovi atlanteani possono contare sul vril, fonte di energia inesauribile, ma sono ancora troppo sensibili all’attrazione carnale verso forme di vita inferiori (sempre noi), un peccato che già in passato ne causò la caduta.
Il romanzo divenne moderatamente popolare in un’epoca in cui non c’erano la televisione ed i videogiochi, e alcuni concetti, come il vril, vennero ben presto fagocitati dalla cultura dominante. L’invenzione di Bulwer-Lytton venne perciò adottata/adattata da un astuto commerciante per dare il nome al Bovril, sorta di energetico brodo granulare di manzo (bove + vril = bovril) piuttosto in auge presso la lower middle class (e gli operai di fabbrica del turno di notte in particolare) fra l’epoca vittoriana ed il secondo conflitto mondiale.
Il romanzo influenzò pure, suo malgrado, Elena Petrovna Blavatskaya, alias Madame Blavatski (sull’autenticità dei poteri della quale Conan Doyle giurava e spergiurava – e questo dovrebbe già metterci sull’avviso), ex sarta da rammendo e musa ispiratrice di un culto alimentato da spiriti guida atlanteani molto simili alla “razza ventura” di Bulwer-Lytton,.
Come gli atlanteani di Bulwer-Lytton, anche gli atlanteani della Blavatski – in realtà discendenti dei Signori della Fiamma Imperitura calati da Venere che fondarono Agarthi su un’isola del Mare di Gobi – usano il vril, fonte inesauribile di energia.
La teosofia avrebbe popolarizzato l’idea di un paradiso terrestre asiatico, posto nelle regioni himalayane, costruito attorno alla città di Agarthi, e retto dal Re del Mondo, sorta di benevolo erede del Prete Gianni di un certo folklore cristiano tardo medievale. Una spolverata darwiniana di massima non ci stava male (l’incipit de Le Stanze di Dzian, 1888, della Blavatski si intitola Evoluzione Cosmica), per cui le tribolazioni del mondo risultavano essere in effetti il frutto dell’empio accoppiamento fra razze superiori e razze inferiori, un altro tema preso di peso da The Coming Race.
Le idee non proprio liberal di razza espresse da Bulwer-Lytton, insieme con il darwinismo mal digerito e gli incubi relativi, e la teoria che la terra sia cava e lì si trovi l’Agarthi, vennero abbracciate con entusiasmo dal mondo mistico-esoterico a cavallo del secolo, una sorta di rigurgito medievale in faccia all’avanzare prepotente della tecnologia e della scienza, indotto probabilmente dalla paura e dall’incertezza.
E se Wagner avrebbe poi musicato il Rienzi, polpettone storico di Edward Bulwer-Lytton, i suoi fan Hitler, Hesse e Himmler avrebbero fatto della razza ariana venuta dal Tibet e alimentata a vril qualcosa di più che un brutto scherzo giocato a creduli scrittori di romanzi polizieschi.
Perché naturalmente Conan Doyle ci credeva.
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ti manca un post su conan doyle e avrai quasi completato il mio pantheon di autori..
Eh, magari… su Conan Doyle ok, ma non su Holmes.
Potrei parlare di Challenger.
O sfottere Conan Doyle come quel credulone acritico che fu nella vita reale…
Lo metto in coda per il weekend – ma una volta esauriti i tuoi autori di riferimento, spero continuerai a leggere e commentare strategie evolutive
Oh, sì! Parla di Challenger!!!! Ti ringrazio in anticipo! mf
M’interesserebbe anche a me un bel post su Challenger, ma sarebbe molto più godibile un bel post su quanto fosse credulone Conan Doyle…lì, sulla base di numerose testimonianze il “nostro” raggiunse apici d’ umorismo involontario.
Riguardo Bulwer- Lytton invece ricordo un racconto, tutto sommato piacevole ( o almeno lo è stato per la mia imberbe adolescenza), cioè LA CASA E IL CERVELLO.
Nick ” strane frequentazioni giovanili”.
Ce l’ho! ce l’ho! parlo de Il mito di Atlandide edizioni Fanucci, proprio quello che dici tu e comprato proprio in una bancarella dell’usato. Sono proprio una miniera questi tuoi post!
Temistocle
Sprague De Camp scrisse quel volume (e gli altri lavori di archeologia misteriosa mai tradotti qui da noi), perché John Campbell non gli comprava più racconti – De Camp era colpevole di aver sfottuto la dianetica di Hubbard, di cui Campbell era fervente sostenitore.
Per poter campare, Sprague De camp si riciclò come esperto in civiltà scomparse.
Il libro su Atlantide viene considerato un riferimento essenziale sull’argomento ancora oggi.
ma ti sembra che possa smettere? ormai controllo il tuo blog + della posta
cmq mi piacerebbe sapere cosa pensi di holmes
Ok, altro fantastico articolo. Ma se continuo a farti complimenti poi so che ti irriti…
Comunque tutta ‘sta gente qua che citi, ecco, a me ha sempre stuzzicato la fantasia – in senso positivo – come farebbe un film di Indiana Jones meno caciarone e un po’ più dark.
Su Conan Doyle dovresti essere più clemente. La sua credulità facilona non era certo dettata da cattiveria. Pensa che a me questo suo lato caratteriale ha sempre suscitato una certa tenerezza (ok: puoi ridere).
Comunque la Blavatski fa parte di quei personaggi, tipo Hedin e Trebisch-Lincon, che valgono i protagonisti inventati di tanti romanzi d’avventura.
Ma se ti dico che, tuttosommato, rimpiango la visionarietà di quei tempi, cosa fai, mi dai del nazista (o affini)?
Di fatto la visionarietà è rimasta, casomai sono cambiati gli strumenti di divulgazione – David Icke vale a mio parere una Blavatski.
E come lui ce ne sono altri.
Ciò di cui io potrei sentire la mancanza è lo spirito d’avventura che accompagnava quella demen… ehm, diciamo quel romanticismo.
Ma anche quello, a ben guardare, è rimasto.
È solo diventato impopolare.
Per il pubblico, affrontare la tundra dell’Alaska in scarpe da tennis e morie di dissenteria è meravigliosamente romantico; ristrutturarsi un peschereccio per andare in cerca di tesori sommersi è una buffonata.
Io però non ho dubbi, su cosa preferirei fare da domani mattina…
Infatti a me Icke (bel paragone, in effetti) a me sta simpatico
Ed è forse meno cialtrone – o quantomeno alla pari – di tanti altri che si danno un tono aulico e poi invece sono solo membri della cricca “A” o “B”.
Sulla seconda parte del tuo commento, vedo una differenza nemmeno troppo sottile.
Una volta si esploravano terre ostili e sperdute perché effettivamente si sapeva poco di esse, e quindi esercitavano un certo fascino.
Ora, anno 2011, i ragazzotti vanno fin là a fare surf o scalate a mani nude, o parapendio. E sono quasi tutti ricchi, modaioli e annoiati.
Inutile dirti quanto mi stanno “simpatici”.