Incubo in Noir


OK, un post per il piano bar del fantastico.

Un paio di notti or sono, sul blog Book & Negative, il padrone di casa ha proposto una eccellente rilettura di The Big Heat, un classico del noir con Glenn Ford, Lee Marvin ed una meravigliosa Gloria Grahame.
Si tratta di un film fondamentale, uno dei pilastri del genere noir, e Hell ne tratta con competenza ed evidente passione.
Andate a darci un’occhiata.

Ora, ne approfitto per un commento en passant, che un giorno dovremo approfondire – io detesto quelli che usano il termine noir per definire qualsivoglia poliziesco, semplicemente perché è molto più cool chiamarlo noir, che “giallo” sa di edicola e di letture in spiaggia.
Il noir, tanto su carta quanto su pellicola, ha delle regole precise, una estetica ed una provincia tematica tutta sua.
Ray Chandler non scriveva noir – al limite scriveva proto-noir.
David Goodis scriveva noir.
Giorgio Faletti scrive polizieschi.
Per l’inferno, leggetevi Silver & Ward!*

Ma non è di questo che voglio parlare.

I personaggi di The Big Heat, e in particolare i ruoli interpretati da Grahame e Marvin, ricompaiono in un piccolo romanzo fantastico (in tutti i sensi).
Hell non lo conosceva.
Da cui… piano bar.

Scoprii Kim Newman per vie estremamente traverse – attraverso un articolo, comparso in una antologia di critica cinematografica, intitolato Tales of the Overeducated and Underemployed.
In quell’articolo Newman raccontava come fosse finito a fare il critico cinematografico, grazie ad un mix di thatcherismo, disoccupazione, troppe ore passatea guardare vecchi film e la necessità di mangiare.
Ironico, tagliente, documentatissimo e geniale.
Chiaramente innamorato del cinema in bianco e nero.
Del cinema di genere.
Era facile riconoscere nel giovane critico inglese uno spirito affine.
Quando, pochi mesi dopo, trovai una copia di Anno Dracula su uno scaffale della libreria Delitto & Castigo di Torino, lo arpionai.
Leggendolo in tram sulla strada di casa, mancai la mia fermata.

Divorato Anno Dracula, mi misi alla caccia di qualsiasi cosa avesse scritto Newman.
E così scoprii The Night Mayor, del 1989.

L’opera prima di Newman ha un vago sentore cyberpunk.
In un futuro prossimo, esiste una forma di intrattenimento che consiste nel sognare i sogni degli altri.
Esistono sognatori professionisti, che distribuiscono i propri scenari onirici attraverso la rete.
Poi, l’inghippo – un supercriminale riesce a scaricare la propria coscienza in rete, e lì si installa come super-sognatore, lentamente trasformando la rete dei sogni nel proprio dominio e intrappolandovi i sognatori da diporto.
Il paesaggio onirico del malvagio è un concentrato di tutti i film noir dei quali è appassionato… una vasta, opprimente città in cui è sempre notte e piove in continuazione, e nella quale valgono le regole del noir. Regnano l’alienazione e la disillusione, il confine fra il bene e il male è labilissimo, la polizia corrotta, i politici anche, e su tutti regna, come leader assoluto, il sognatore-criminale.
La città è popolata di personaggi dei film, che hanno le facce degli attori che li interpretarono – la Grahame e Marvin da The Big Heat, Bogart da infinite pellicole, George Raft, James Cagney, Ida Lupino…
Due sognatori professionisti – uno specializzato in noir, ed una ex giallista riciclatasi come specialista nel criticare i sogni altrui, vengono mandati in rete per neutralizzare il cattivo.

Se Anno Dracula è un compendio di tutta la mitologia vampirica di folklore, cinema e letteratura, The Night Mayor è un compendio di tutto il noir.
I due agenti della legge utilizzeranno metodi diversi per affrontare il nemico – l’autore di letteratura pulp, mescolandosi con l’ambiete fino quasi a venirne assorbito, il critico tentando di decostruire le invenzioni dell’avversario… al punto di evocare sulla città dell’eterna notte nientemeno che Godzilla, a calpestarne i palazzi del potere corrotto.

“She put a hand in her pocket and felt the grip of the weapon. Juliet had given her a few pointers, but indream Susan found her experience as Vanessa Vail somehow more confidence-building. Vanessa could shoot the eye out of a gnat at fifty paces. Susan hoped the skill would come back to her if it came to guns.”

The Night Mayor è un’opera prima ed ha tutti i limiti del caso.
Ma Newman, scrittore e critico cinematografico, gioca in casa, sfruttando strutture e personaggi per i quali ha una chiara simpatia, e che conosce a fondo.
Per un appassionato di cinema aggiunge il piacere del gioco – riconoscere tutti i personaggi, tutte le citazioni, tutti i riferimenti.
Imperdibile la frecciata velenosissima all’abitudine – nuova, nel 1989 – di colorizzare i film in bianco e nero.
Si ratta di una buona lettura, e della testimonianza dell’esordio di uno degli autori più interessanti della sua generazione.

Nota * – sì, ok, farò una top five dei testi essenziali per capire il noir.

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Categories: fantascienza, libri, piano-bar del fantastico | Tags: , , , | 11 commenti

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11 risposte a “Incubo in Noir

  1. Cily

    Bell’articolo!
    Ho notato anche io che c’è un tantino di confusione tra poliziesco, noir e thriller…
    Aspetterò la tua lista di testi essenziali per capire il noir! :)

    Cily

  2. È facile: il noir sta al poliziesco come il fantasy sta alla fantascienza (ma solo dopo un doppio salto mortale carpiato rovesciato!)

    Ok, mi infilo l’elmetto e preparo la fuga… :-)

  3. Guarda tu quando mi fai questi post su Newman mi migliori la giornata. Se esiste per me l’appassionato tipo del Cinema in tutte le sue forme quello è proprio lui. I suoi romanzi e racconti …a proposito consiglio un bellissimo racconto IL PARADISO DEL COLLEZIONISTA, sono la summa di tutte le sue passioni.

  4. @Iguana
    No, tranquillo – io sono sempre stato un sostenitore del fatto che il noir sia essenzialmente una istanza del fantastico, quindi nessun problema.
    Al limite prima di sparare a te sparano a me.
    In realtà, tuttavia, in termini di “vibe”, il rapporto è capovolto – il giallo è consolatorio come il fantasy, il noir solleva problemi come la fantascienza.

  5. In realtà, tuttavia, in termini di “vibe”, il rapporto è capovolto

    Verissimo, per questo ho costretto il confronto al tuffo spericolato! ;-)

  6. Grazie per l’articolo, Davide! ;)

  7. Proprio l’altro giorno parlavo con una scrittrice Noir, e davanti a un pizza lei ha chiarito le differenze tra noir, giallo e thriller:

    Giallo: Romanzo poliziesco classico, con delitto, personaggi buoni e cattivi.
    Noir: Romanzo poliziesco dove non esiste la distinzione buono/cattivo… ogni personaggio ha i suoi elementi positivi e quelli negativi).
    Thriller: Romanzo poliziesco dove al centro dell’attenzione c’è l’emozione, e non il caso da risolvere, o i personaggi.

    Ovvio che è una distinzione molto semplicistica… ma funziona, specie davanti a una pizza!

  8. Kim Newman è veramente, ma veramento bravo.
    Anche come recensore.
    Qualcuno che si crede figo dovrebbe leggerlo di più e imparare ;-)

  9. “Ma non è di questo che voglio parlare.”

    Lucarelli docet.
    :D Buonasera, Davide!

  10. Dal momento che stavo rileggendo Chandler mi sono messa a scartabellare un po’ nel tuo blog e…
    Ci avevi promesso un post sui testi essenziali per capire il noir… me lo sono perso, ci hai ripensato o è ancora nella lista dei post che scriverai? :)

  11. È passato nel dimenticatoio.
    Lo metto su per… venerdì?

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