strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Coniglio alla disperata

20 commenti


Conigli, si diceva.
E perché no?
Dopotutto, non è sempre caviale, giusto?

L’idea del post me la suggerisce pochi minuti or sono l’amico Mcnab, che spero apprezzerà.
Ed il post che stavo finendo va in frigo per domani, che è meglio.

Ma… conigli, si diceva.

Non sentitevi in colpa, anch'io ho pensato "Che tenero!" quando l'ho visto...

Per citare una fonte affidabile….

La carne di coniglio ha un elevato pregio nutrizionale superiore anche ad altre carni maggiormente consumate. Ha infatti un contenuto di proteine che varia secondo i tagli fino al 24% con scarso collagene . I grassi sono contenuti (meno dell’1%) perché concentrati in alcuni punti della carcassa;contengono elevati acidi grassi polinsaturi e basso colesterolo.
Rispetto alle altre carni il contenuto in sali minerali è superiore in fosforo, potassio e magnesio, mentre inferiore in calcio, sodio e ferro. Presenti le vitamine del gruppo B. Negli allevamenti rurali i contenuti in proteine sono inferiori e di molto superiori quelli dei grassi.

Ora apro subito dicendo che la prossima puntata di questa occasionale serie sul riempirsi la pancia senza passare dal reparto scatolame sarà dedicata ad una ricetta vegetariana.
Magari due.
Così, per bilanciare.
E perché là fuori c’è certamente chi piange i conigli… forse più delle vacche o dei maiali.
Chi li piange, i maiali?
Ma i coniglini batuffolosi…

Però sono saporiti.

Perciò, metodo breve e brutale…

Fate friggere in padella della pancetta dolce tagliata in strisce piccole.

Meno batuffoloso... più appetitoso.

Aggiungete cipolla a piacere (i sostenitori dello scalogno sono liberi di usare quello).
Quando la cipolla (…) è dorata e la pancetta ristretta, aggiungete il coniglio a pezzi, e fate rosolare fino a doratura completa.
Aggiungete delle pattate tagliate a tocchetti, e schiaffate il tutto in forno.
Quando le patate son cotte, il coniglio è pronto.
Bello liscio.

Di solito il soffritto da solo basta a sistemare il sapore.
Nel caso, aggiungete sale e pepe a piacere.
Se volete complicarvi la vita, aggiungete alloro durante la cottura in forno.

Un fine esteta servirebbe con un rosé – ma mi dicono che anche una rossa robusta ci sta senza litigare.

Poi, ok, alla provenzale con la mostarda, alla mediterranea con le olive… ma questo è il punto zero del coniglio in padella.
Perché ahimé, non è sempre caviale.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, freelance researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous.

20 thoughts on “Coniglio alla disperata

  1. :D
    Davide, Davide… Lo sapevo che l’influenza avrebbe tirato fuori una vena di follia, eh eh eh
    Bene, ripongo il fucile da conigli e ti dico che a me il coniglio piace ben cotto. È un po’ macabro dirlo, ma la carne di coniglio s’indurisce parecchio con la vecchiaia, quindi occorre mangiarli quando sono nel pieno della maturità.
    Sai che mio nonno era macellaio?
    Da ragazzino l’ho visto, ehm, “terminare” diversi conigli. Ovviamente mancava tutto quel benpensare tanto di moda. La carne era carne. Non c’era compiacimento o crudeltà in quel che faceva il nonno. Solo un gesto tramandato dalle tradizioni contadine. Certo, si può vivere di soli tuberi, ma vallo tu a spiegare a un anziano che aveva passato tre anni a combattere i guerriglieri etiopi in Africa, a mangiare pane secco e razioni risicatissime…

  2. mio nonno invece (anche lui sopravvissuto alla guerra in Africa) li allevava ma poi non aveva il coraggio di ucciderli. Smisi di mangiare conigli quando lo vidi tentare di ucciderne uno in modo maldestro (pretendeva di dargli una botta in testa senza guardare!) e qualche anno dopo diventai lactovo vegetariano (e lo sono ancora 23 anni dopo).

    Oggi l’unico componente della mia famiglia (a parte due gatti “esterni” che vengono accuditi da una vicina) è appunto il mio coniglio. Sono animali da compagnia fantastici. Un mix di curiosità compulsiva e fifa tremenda.

  3. Deve essere una ricetta molto gustosa:-)
    A me piace il coniglio, per ora non piango ancora sulla carne che mangio ma non ne mangio molta

  4. Io sono cresciuto in campagna e ho visto mio padre uccidere conigli da quando avevo 4 anni.
    Nel corso della mia vita ne ho “operati” anche io un certo numero, come anche polli e galline.
    Non mi fa particolarmente effetto. Sai che li allevi per quello, e se sei veloce e pietoso non stai facendo nulla di male. Avrei molti piu` problemi con un cane o un cavallo (un gatto no, me lo mangerei tranquillo :)).

    Peccato che mia moglie non la pensi cosi`. A casa nostra non si mangia coniglio o agnello, perche` le fanno pena :)!

  5. Per sopravvivere in Irlanda mi sono fatto una cultura nel cacciare e cucinare i conigli. E poi, sul serio, in Inghilterra, insieme ai miei amici compravamo i conigli interi, da pulire e cucinare.
    Niente male, davvero niente male. Dopo un po’ è solo questione di sopravvivenza. Vivere o morire. :D

  6. Mio nonno (altro reduce dell’Africa) allevava conigli proprio qui in paese, nella casa in cui vivo – in quello che ora è diventato il laboratorio/sala musica/magazzino/poi-vediamo.
    Mia madre era fissata col coniglio in umido, ragion per cui io di coniglio non ne ho mai mangiato granchè (le cose in umido mi lasciano un po’ così).

    Fondamentalmente credo non sia il caso di mangiare animali che si credono esseri umani – cani, gatti, bertucce.
    E sono fermamente convinto che di carne se ne dovrebbe mangiare meno, e mangiarla (e allevarla) meglio.

  7. In pratica abbiamo messo insieme un battaglione di nonni reduci dall’Africa ;-)
    Il che mi fa pensare che a mio nonno un post dovrei proprio dedicarlo, prima o poi…

  8. Mio nonno invece era nel genio , uno dei pochi sopravvissuti del suo battaglione.
    Ecco io adorerei il coniglio, ma dopo che per un Estate intera ne ho sfamati una decina di un mio amico, e dopo averli visti piangere come bambini, da dieci anni non ho più il coraggio di mangiarli.
    Ecco l’ho detto.

  9. magari si sono pure conosciuti. Dell’avventura africana di mio nonno mi è rimasto il congedo firmato da Mussolini e una sua foto con scimmietta. Non ne parlava mai, della guerra (in seguito aiutò anche i partigiani coi frutti del suo orto).

    il problema di mangiare gli animali è una storia lunga. Qundo si inizi a fare questo sì questo no si finisce col mal di testa o vegetariani :-) Quale dovrebbe essere il criterio di esclusione? L’intelligenza? Allora il maiale dovrebbe salvarsi perché ha di media un QI più alto di gatti e cani (ne ho conosciuti di simpaticissimi). Il fatto di essere bipedi? Allora risparmiamo il pollo. Il fatto che possa condividere atteggiamenti affettuosi con noi? Allora dovremmo mangiare solo pesci, serpenti e insetti (e scommetto che qualche possessore di pitone è pronto a giurare sulla comunanza di affetti col suo amichetto a scaglie).

    Per me è facile, perché sono indù. Però la risposta religiosa per molti è semplicistica o culturalmente inaccetabile, e lo capisco.

  10. L’unico svantaggio del coniglio, è che me ne servirebbero almeno due per sentirmi sazio :-)

  11. @Bangorn
    In effetti ho trovato una ricetta in rete, su un sito di roba country americana, che comincia con “prendete quattro conigli…”
    Però, dai, è solo una suggestione – considerando quanto è nutriente, anche una “modica quantità” fa il suo dovere ;-)

    @Andrea
    Tutte le risposte religiose sono più facili.
    E d’altra parte, riguardo ai vegetali?
    Esiste l’obbligo di ripiantare i semi dell’insalata che hai consumato?
    Restituisci i semi d’anguria?
    Se si vuol essere ultrapignoli, tocca fare come certi personaggi – indù, in effetti, ma anche legati al buddhismo tibetano – che a forza di meditare, vivono d’aria.
    Io ci sto provando, ma confesso che una bistecca ogni tanto ancora mi scappa…

    Da questo all’allevare le bestie da macello in condizioni orribili, tanto che le tossine da stress nel sistema dell’animale finiscono nella carne macellata e da lì nel mio piatto e nel mio organismo, il passo è lungo.
    Ci sono un sacco di stazioni intermedie, ci sono un sacco di punti da cui possiamo cominciare.
    Per me, lo ripeto, la regola per ora è mangiarne meno, e mangiarne meglio – e con meglio intendo meglio allevata, meglio macellata, meglio conservata.
    Vivendo in campagna, in effetti, è più semplice.

  12. Mio padre ha allevato conigli fin da quando aveva 12 anni, per comprarsi una bici e qualche vestito. Poi ha continuato fino a 7/8 anni fa. In casa mia non sono mai mancati, ma la mia pancia gridava vendetta ogni volta perché mi rimaneva una fame bestiale! :-)

  13. ummmmm boni i conigli in salmì ne ho anche macellati alcuni……io procedevo con la classica martellata in testa…. mio padre un colpo secco con la mano e gli spezzava il collo.
    Inoltre la prima gallina che ho macellato è stato a 10 anni con mio cugino con supervisione della nonna….. mio cugino teneva il collo e io ho dato un colpo di accetta

  14. Finchè è vissuta mia madre a casa nostra di conigli non ne sono mai entrati. Mia madre aveva la fobia che il macellaio le spacciasse del gatto per coniglio. Ora mio padre ha cominciato timidamente a includerlo negli arrosti domenicali però per me non c’è niente da fare, non riesco a mangiarlo, mia madre mi ha inculcato il condizionamento coniglio=gatto

  15. “benpensare” un paio di coglioni.
    Non mangiare animali è una scelta ponderata e meditata e meritosa di rispetto.
    Ne ho francamente due coglioni così di questo sbuffare su scelte di vita che sono certamente più rispettose – anceh se, certo, molto meno “mache” – che non “terminare” animali quando sono ancora teneri.
    Manco fossero cose da “radical chic”.
    Invece ammazzare bestie grandi un decimo di voi è proprio da fighi eh?
    A quando il vantarsi di trascinare le femmine per i capelli nella propria grotta? Eh, che palle tutto questo benpensare!!!
    Andate francamente a cagare.

  16. @orlando
    Fatto.
    Ora possiamo parlare?
    Concordo in pieno sul fatto che quella del vegetarianesimo sia una scelta che merita rispetto – né mi pare di aver mai sostenuto il contrario.
    Resto tuttavia dell’idea – ma è frutto della mia innata malvagità, ovviamente – che molti (molti, non tutti) molti praticanti del vegetarianesimo siano tali per motivazioni un tantinello nebulose e meno che ponderate, che hanno una dignità pari al machismo dell’atteggiarsi a signori della jungla per aver accoppato un coniglio o spennato un pollo.
    Esiste, ed è innegabile, per certe persone (dai!… li ho conosciuti io e li hai conosciuti anche tu, non negarlo ;-) ) una componente “di immagine”, nel dichiararsi vegetariani.
    Le mode intellettuali esistono, purtroppo.
    Questo, in sostanza, per mettere in prospettiva quel “benpensare” che ti ha urtato.

    Detto ciò, non credo che uccidere un coniglio, o un pollo, un manzo o una pantegana, sia un atto particolarmente esaltante o significativo per la mia identità – o per l’identità di chiunque altro, in effetti – né credo di averlo mai sostenuto.

    Sul trascinare le femmine nella caverna per i capelli, ahimé, marca invece veramente male, perché dai dati statistici risulta una mia annosa e reiterata preferenza per le donne coi capelli corti…
    Va bene lo stesso se le invito a cena?

  17. posso sdrammatizzare segnalando una minchiata? (a proposito dele mode intellettuali)

    http://uncaffecongorgia.blogspot.com/2011/03/il-mondo-appartiene-ai-vegetali-una.html

    resto dell’idea che basti darsi una regolata
    e che se esco a far fuori il coniglio (o più plausibilmente a comprarlo alla coop) posso sempre rubare due foglie di salvia da un qualche giardino/cespuglio/orto per insaporire il tutto.

  18. i vegetariani che lo fanno per moda di solito non durano. Ne ho conosciuti e li ho evitati. L’anno dopo non lo erano più. Io lo sono da 23 anni e tutti quelli che conosco al momento lo sono da almeno dieci, tranne un nuovo acquisto.

    Nella gran parte dei casi, i vegetariani che ho conosciuto sono semplicemente persone che hanno un rapporto il meno conflittuale possibile con la natura. Ci sono modi diversi anche di cogliere l’insalata, e se posso restituisco sempre più di quello che prendo (vivo in periferia con grande orto, la mia famiglia ha sempre fatto il proprio compost anche proma che fosse una moda etc).

    La posizione religiosa è spesso necessaria perché la vita è breve e si trovano tanti “scienziati” in giro, tutti “più informati” che devono sempre contestare la “logica” o la “scientificità” della tua scelta. Allora io la butto sul politicamente corretto, spiego che sono indù, cito i Veda (“jiva jivasya jivanam”) e risparmio ciance.

  19. Non solo non durano, ma di solito sono vegetariani più a chiacchiere che di fatto.
    Conobbi a suo tempo una giovane donna mortalmente vegetariana che non esitò a darmi dell’assassino per il fatto che avevo acquistato u disco con un bracconiere in copertina (fagiani inclusi – 10 punti a chi indovina titolo e band); quando le feci notare che indossava una pelliccia di visone, lei rispose “Eh, se ti regalano un visone cosa fai, lo rifiuti?”
    Poi però un pollo arrosto no, eh, è una crudeltà…

    Io resto convinto che ciascuno debba seguire la propria strada, senza deragliare nei deliri ipocriti come quello della fanciulla appena descritta, o le farneticazioni come quella linkata da melo.
    Bisogna essere consapevoli di ciò che si fa.
    Se si mangia una frittata per motivi di immagine e non per riempirsi la pancia, è ora di fare un controllo delle priorità.

    Mi piace il discorso sui modi diversi di cogliere l’insalata.
    Perché ha delle implicazioni che mi piacciono, ma che non espando perché questa non è la sede, e per regola non scritta, non mi faccio mandare a cagare più di una volta per post, ed in questo è già successo.

  20. Alla fine c’è un solo modo, a mio avviso, per migliorare il mondo: cercare di migliorare se stessi e lasciare che gli altri facciano altrettanto a modo loro. Quindi rispetto per le idee di tutti, ma che nessuno cerchi di impormi le sue.
    Ma si stava parlando di conigli: io li preferisco con i capperi e pomodorini freschi

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