Alla corte dell’Allegro Ruggero


Bene, ultima serata a tema al piano-bar del fantastico per quest’anno… toglietemi dai piedi ‘sto violoncello e portatemi una concertina.
E un paio di cucchiai.

The Wicked Lady... Indubbiamente parte del divertimento doveva consistere nello smontare tutta quell'impalcatura...

Abbiamo parlato di Elisabetta, abbiamo parlato di Vittoria.
Fra Elisabetta e Vittoria cosa c’è?
Beh, ci sono la guerra civile (potremmo dare un’occhiata a Cromwell, Our Leader of Men, di Antonia Fraser), la Restaurazione (periodo affascinante, zeppo di banditi, cialtroni e  donne dalla moralità inesistente e sfatte per gli stravizi, certamente il prossimo periodo storico sulla mia lista di letture… cominciando con Restoration London di, ovviamente, Liza Picard), e poi un po’ di sovrani noiosi, Clive in India, Re Giorgio che impazzisce, il tappo francese che perturba la quiete…
E in tutto questo frattempo, proprio a partire dal regno di Elisabetta, fino a ridosso del corso, c’è la pirateria sul mare oceano.

Arrrr!

E a me piacciono, i pirati.
Il mare, la libertà, isole inesplorate da visitare, tesori precolombiani da saccheggiare, scontri all’arma bianca, e la possibilità di colare a picco le navi spagnole e francesi!
E poco mi importa che vi sia una disparità sostanziale fra il dato storico e la letteratura – riesco ad apprezzare tanto la realtà quanto la fantasia, e riesco ancora a distinguerle, e quindi a seguire, uomini ai posti, armate le colubrine, e vediamo un po’ di testi utili per approfondire l’argomento pirati.

Canaglie di tutto il mondo, unitevi!

Full fathom five
Your father lies

Perché proprio cinque fathom, e non nove?
E quant’è un fathom?
Se vogliamo solcare i mari sotto la bandiera della filibusta, il mare ci conviene conoscerlo… e quindi partiamo con Seven Tenths, di James Hamilton-Paterson, sottotitolo “Il Mare e le sue Soglie”, bello, solido e profondo (…) testo sul rapporto fra l’uomo e il mare nella storia, nella leggenda, nella scienza.
Una introduzione impressionista ed a tratti stranamente poetica all’oceanografia (sapete da che gamba zoppico…)

A seguire, ed assolutamente indispensabile Breverton’s Nautical Curiosities… un hardback compatto e solido come una Bibbia, e che contiene tutto ciò che ci serve non solo per conoscere il mare e la sua storia, ma per millantarne una intimità impensabile – dai termini tecnici di bordo alle espressioni dell’inglese quotidiano derivate dal linguaggio marinaresco, alla lista dei naufragi più famosi, dati sull’ambiente marino e le profondità, la lista dei pirati celebri, le grandi battaglie navali, gli oceanografi che hanno fatto la storia, i mostri marini, le tempeste e i fortunali… qui c’è tutto, relativamente tascabile, o da tenere sul comodino.

Ed ora che possediamo le basi, The Complete Idiot’s Guide to Pirates ci offer in un solo volume un compendio conciso ma esaustivo della pirateria – realtà e leggenda, pirati storici, pirati letterari, pirati contemporanei, libri, film, fatti e fattoidi… Semplice, scorrevole, un buon riferimento di base.

Di più?
Di meglio?
Certo, si potrebbe partire con A General history of the pyrates, del misterioso capitano Johnson (forse uno pseudonimo di Daniel Dafoe), zeppo di aneddoti spurii e saggezza discutibile e, poiché pubblicato nel 1724, è oggi fuori copyright e disponibile in decine di edizioni – anche elettroniche, come questa qui.
Ma forse sarebbe meglio qualcosa di più vicino alle nostre sensibilità… e il caso vuole che la storia della pirateria sia il lavoro di David Cordingly, ed il suo Under the Black Flag (pubblicato in italia da Mondadori Oscar come Storia della Pirateria… perché complicarsi la vita?) è la base minima per qualsiasi approccio storico alla filibusta.
Ben scritto, documentato, ed attento a demistificare molte delle leggende coltivate dal cinema e dalla narrativa.
Cordingly ha un catalogo colossale di saggi sulla pirateria – arrivando fino ad episodi oscuri della storia napoleonica.
Da spulciare con cura, ma comunque Black Flag è il punto di partenza.

Sarebbe bello affiancare al libro di Cordingly il volumone Pirates della Osprey, che riunisce sotto un’unica copertina nera i quattro volumetti illustrati dedicati ai fratelli della costa dalla nota casa editrice specializzata in storia militare – e che quindi è ricco di dettagli tecnici su strategie, tattiche, armi e armamenti.
Con il bonus straordinario delle immagini di Angus McBride.
Peccato che sia difficile da reperire.

Vogliamo buttarla in politica?
Marcus Rediker, altro autore con un ricco catalogo piratesco, ci offre Villains of all Nations (in italiano, Canaglie di Tutto il Mondo), sulla storia politica e sociale della pirateria in Atlantico.
Provocatorio e intelligente, un esile volumetto che vale il tempo speso per leggerlo.

E poi naturalmente il classico dei classici, Rum, Sodomy and the Lash, di Hans Turley, su pirateria e identità sessuale – per sapere se davvero tutto quel che si dice sulla nota… ehm, versatilità sessuale dei pirati sia mito o realtà.
Vale la pena averlo solo per il titolo, ma è davvero molto, molto documentato.

Per una volta la copertina italiana è migliore.

Preferite parlare di donne?
Mary Read e Anne Bonney ci hanno ormai stancati, come unico esempio più volte reiterato di piratesse… Torniamo allora da David Cordingly, che col suo Seafaring Women (Donne Corsare, in italiano) si occupa di donne e di mare – piratesse, passeggere clandestine, gardiane di faro, mogli di pescatori.
Molto bello e molto istruttivo – altamente consigliato, specie a chi pensa che pirateria e oceano siano cose da uomini.

Ma qualcuno potrebbe preferire una variante peplum – triremi, anfore, arrembaggi mediterranei… nel qual caso, il testo di base è il vecchio ma inaffondabile (…)  Piracy in the ancient world, di H.A. Ormerod, del quale esistono deicne di edizioni diverse, e quindi qualcosa di usato apochi centesimi lo si dovrebbe poter scucire.

Il che è molto bello e molto interessante ma io non voglio semplicemente leggere dei pirati, io voglio fare il pirata.
O per lo meno parlare come un pirata.
Ed il caso vule che un criminologo americano, George Choundas, abbia pubblicato il divertente ed istruttivo A Pirate Primer, corposo compendio del parlar piratesco, con espressioni tipiche, imprecazioni, comandi ed esclamazioni, ma anche un frasario per tutte le occasioni ed una grammatica. A tutti gli effetti, un corso in una variante molto sporca dell’inglese sei-settecentesco… con in appendice alcuni modelli di Codice dei Pirati, qualora volessimo mettere in piedi la nostra ciurma.

E cos’è un pirata senza un tesoro?
Barry Clifford è un moderno avventuriero che si è specializzato nel recupero di tesori sommersi appartenuti a pirati storici – il suo Return to Treasure Island and the Search for Captain Kidd è un classico, ed il primo di una serie sulle sue imprese sui fondali del mondo. Un po’ archeologo sottomarino, un po’ Indiana Jones e un po’ cialtrone, Clifford si legge con estremo divertimento…peccato che i suoi libri siano per lo più fuori catalogo, e quindi ci obblighino ad una caccia al tesoro per recuperarli (ma pare si trovino su Kindle… peccato per le foto…)

E poi tutti abbiamo nel cuore un piccolo spazio dedicato al nostro pirata preferito.
Walter Raleigh o Barbanera, Calico Jack Rackham o il capitano Kidd?
L’Olonese?
Esistono biografie per tutti costoro, e molti altri.
Il mio preferito è certamente Sir Kenelm Digby, uomo di Oxford, fine classicista, che intrattenne l’accademia italiana con la sua fine retorica, e che ottenuta una lettera d marca penetrò nel Mediterraneo con una flotta racogliticcia e mise a ferro e fuoco i porti veneziani, turchi, francesi e spagnoli, facendo gran bottino, finché il Papa non inviò un’ambasciata alla corte inglese, per chedere che richiamassero il dotto latinista.
La sua biografia, in italiano, Viaggio Piratesco nel Mediterraneo, venne pubblicata nel 1972 da Longanesi in una collana di marinerie – battete i remainders e le bancarelle (è lì che io ho trovato la mia copia).
In sostituzione potrebbe andare A Pirate of Exquisite Mind, di Michael e Diana Preston, che è la storia di William Dampier – pirata, esploratore e naturalista, nonché il primo occidentale a metter piede in Australia (alla faccia del Capitano Cook) ed il primo naturalista a descrivere la fauna delle Galapagos (con buonapace di darwin). Una storia tragica di grande fame e grande infamia, per citare un classico.

E qui siamo arrivati al capolinea… o per meglio dire in porto.
Resta la narrativa, e qui per il mio denaro – e con tutto il rispetto per Long John Silver – la precedenza ce l’ha The Pyrates, di George MacDonald Fraser, sorta di romanzo storico revisionista, zeppo di dettagli assolutamente implausibili (tutti assolutamente veri) e di azione farsesca (ma storicamente inoppugnabile). Non il lavoro migliore di Fraser, ma una valanga di risate.
Secondo sulla lista, On Stranger Tides, di Tim Powers (Sui Mari del Fato, Mari Stregati qui da noi) romanzo eccellente, violentato e smembrato da Disney nel tentativo di dare una trama al terzo film della serie di Jack Sparrow. Mai come in questo caso possiamo dire che il romanzo è un milione di volte meglio del film.
E poi naturalmente Rafael Sabatini – i cui testi fondamentali si ritrovano sulle pagine del Progetto Gutenberg.
Il cigno nero, Lo Sparviero del Mare, Capitan Blood… roba tosta.

E visto ce ho dovuto correggere il titolo qui sopra, per espiare ci metto un addendum – segnalando la bella tetralogia di Michael Scott Rohan che si apre con Chase the Morning… pirati, voodoo, navi volanti, castelli fra le nuvole e, nell’ultimo volume, il mago elisabettiano John Dee (ma non avevamo appena lasciato questa festa?)
In Italia lo pubblicò Nord (ma solo i primi tre, credo), e vale la pena di dargli la caccia.

Musica?
Col successo dei film Disney, la musica piratesca è tornata prepotentemente a infestare il nostro panorama musicale – dalle varianti pseudoceltiche, alle cover d’autore, al pirate metal…
Io resto fedele alle vecchie incisioni del Baltimore Consort – il cui Best of è probabilmente un buon punto di partenza, ma la vetta ultima e inarrivabile, e molto in tema, è quasi certamente The Art of the Bawdy Song.
Canzonacce da taverna, cori di rutti, ed altre meraviglie dal lato meno civile del nostro passato.
Roba di classe.

Categories: libri, libri usati | Tags: , , , , , | 13 commenti

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13 risposte a “Alla corte dell’Allegro Ruggero

  1. Cily

    GRANDIOSO!!!
    Questo è un post assolutamente grandioso!
    E tu me lo spiattelli così nel pomeriggio di uno dei giorni più pieni dell’anno (e fai gli auguri a tizio, e manda il regalo a caio, e manda un biglietto a sempronio!) di robe assolutamente “burocratiche”.
    GRAZIE!!!
    Devo dire che dei tuoi 3 post non so mica quale preferisco…
    Forse quest’ultimo, ma perchè io sto in fissa con i pirati! :D
    Davvero grazie mille!

    Ti segnalo un refuso : il libro di cui parli di Tim Powers è “mari stregati” non “sui mari del fato”.
    “sui mari del fato” è il libro di Michael Moorcock.
    Dico giusto?

    Cily

  2. Vero!
    Ho scambiato Powers e Moorcock… non un grave errore, essendo entrambi grandi autori.
    ma un chiaro segno che la demenza senile avanza inesorabile… ora correggo…

  3. Fatto – e ci ho anche aggiunto un paragrafo, un autore e quattro volumi, così, perché io valgo… :-D

  4. Da affezionato lettore di Cordingly, grazie!

    Se l’argomento ti stuzzica anche in area mediterranea, ti segnalo il curioso “Le Repubbliche dei Pirati” (http://www.ibs.it/code/9788888865492/bey-hakim/repubbliche-dei-pirati.html)

  5. Ottima segnalazione, grazie!

  6. Cily

    Che bella aggiunta!!!
    Fossero tutte così le correzioni!! :)
    Anche a me i due romanzi “mari stregati” e “sui mari del fato” sono piaciuti parecchio tutti e due!!

    Cily

  7. Comincerò certamente da Donne Corsare, perchè sono sempre alla ricerca di donne che ahnno in qualche modo contribuito a cambiare la storia ribaltando i ruoli, soprattutto in epoche in cui era uno scandalo.
    *** OT***
    E vi saluto per un po’, fino al 31 sono nel profondo sud a trovare la genitrice per le cavanze natalizie. Senza internet, senza macchina, senza lettore dvd. Leggerò tantissimo!
    ***FINE OT****

  8. Buone vacanze, Lady.
    Anche noi qui rallenteremo i ritmi.

  9. Un po’ di questi titoli finiranno nella bibliografia del supplemento sui pirati chescriverò il mese prossimo… ottime segnalazioni.
    Andrea

  10. Felice di contribuire a portare avanti la causa della civiltà ludica!

  11. Cily

    @Lady
    Buone vacanze e buona immersione nella lettura! :)
    Ti invidio la lontananza da tutti gli elementi di distrazione che invece assedieranno me stancandomi mortalmente!(io mica mi rassegno, faccio baldoria eppoi pretendo di leggere e pretendo di scrivere!)
    Come direbbe Davide : Chi ha bisogno di dormire dopotutto?

    Cily

  12. Mi mancherete gaglioffi!

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