Pirati dei cieli


È il futuro, o forse il passato.
Il fatto è, vedete, che qualcuno, lungo la linea, ha scoperto un meccanismo che permette la navigazione temporale.
E quando esiste la possibilità di viaggiare nel tempo, è solo una questione di… tempo – qualcuno torna indietro, e combina qualche sciocchezza.
Risultato – il tempo è fratturato, la civiltà umana è collassata, esiste uno stato totalitario pseudo-vittoriano, attorniato da una manciata di culture raccogliticce e ibridate.
La fantasia non è al potere – è in gabbia.
Ma è ancora possibile allestire un’aeronave, rubare un sistema di cronodislocazione, raccogliere una ciurma di disperati, e darsi all’avventura.
Vivere liberi, o morire provandoci.

E a questo punto la domanda è…
È possibile che Airship Pirates sia la miglior ambientazione steampunk dai tempi di Castle Falkenstein?
Beh, probabilmente sì.

Airship Pirates è un gioco di ruolo steampunk prodotto dalla premiata ditta Cakebread & Walton.
È perciò un bel volume di 300 pagine, con una rilegatura indistruttibile, stampato su carta patinata e graficamente molto soddisfacente.

Dal punto di vista del sistema, il gioco viaggia col motore di Victoriana, vetusto e non esageratamente popolare gioco steampunk, oggi alla sua seconda edizione.
Questo è un vantaggio – perché possiamo utilizzare i supplementi, spesso molto belli, di Victoriana, per rimpolpare l’ambientazione di Airship Pirates.
Il volume sull’India appare particolarmente appetibile.
Ma il motore di Vic 2.0 non brilla per flessibilità.

È quando andiamo a guardare il mondo, l’universo nel quale si muovono i personaggi, che un certo entusiasmo è giustificato.
E qui è necessario fare una deviazione.
Perché l’universo di Airship Pirates non è basato su un’opera letteraria, o su un film o una serie a fumetti.
Airship Pirates si muove in un mondo immaginato da un autore di canzoni – il Capitano Robert, leader degli Abney Park.

Se i KISS potevano avere delle action figures, gli Abney Park possono avere un goco di ruolo.

Originariamente una band di goth-rock, gli Abney Park si sono ridefiniti come band steampunk una mezza dozzina di anni or sono, mettendo insieme un suono etno-industriale, un look da manuale, una presenza scenica altamente spettacolare e soprattutto una “storia” fittizia.
Gli Abney Park sono una band ma anche la ciurma di una aeronave pirata – e molte delle loro canzoni sono ambientate nel mondo immaginario da cui la ciurma proviene.

La natura non-canonica dello steampunk di Robert e compagni incide pesantemente sul mondo di Airship Pirates.
Dalla società orwelliana dei vittoriani ai bivacchi delle tribù neo-beduine, il mondo di Airship Pirates è una sorta di mondo post-apocalittico alla Mad Max, con aerostati e macchine a vapore, popolato di creature artificiali e ibride, attraversato da strane cospirazioni e complotti.
Un mondo in cui è possibile sfidare l’autorità, arrembare il passato e il futuro in cerca di tesori favolosi, esplorare lande perdute e devastate, antichi ruderi, luoghi misteriosi.
Un bel cambiamento, dopo le innumerevoli variazioni sulle brume londinesi.
E tuttavia si tratta di un universo che ha una sua coerenza, che ha un buon motivo per andare a vapore, un buon motivo per possedere tecnologie retrofuturistiche.
Funziona.

Se le canzoni degli Abney Park costituiscono una eccellente colonna sonora per il gioco, la natura fratturata dell’ambientazione è un gradito ritorno ai mondi ben delineati ma moderatamente approfonditi dei giochi del passato mitico.
Pur fornendo al master ampio materiale di supporto, il mondo di Airship Pirates lascia amplissimo spazio all’invenzione personale del moderatore e dell’intera squadra.

Fra gli altri elementi idiosincratici, meravigliosa l’idea della creazione della squadra come troupe di personaggi con un filo conduttore che li deve accomunare…
Sono pirati dei cieli, certo, ma sono anche…
… una band musicale!
… una compagnia di teatranti girovaghi!
… una libera accademia!
Mai stampella per il gioco è stata più flessibile e promettente.

Un bello spunto, con una forte necessità di trapianto di sistema, forse, ma con un universo meraviglioso da esplorare.

Categories: fantascienza, giochi di ruolo | Tags: , , , | 14 commenti

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14 risposte a “Pirati dei cieli

  1. Non sono molto pratico di gdr, ma di sicuro ora andrò a cercare la loro musica, e poi chissà xD

  2. Corsaronero

    sembra proprio divertente :D mi sa che darò un’ascoltata anch’io per farmi un’idea

  3. Neanche io sono un’ esperta di GDR. Anzi, non ho mai giocato in vita mia. Ma mi sono appena innamorata degli Abney Park. :D

  4. Una curiosità. Sul loro market per circa 2000€ è possibile acquistare una crociera di una settimana sulla loro nave, con tanto di soste in diverse epoche. Il capitano però si riserva di annullare la prenotazione in qualsiasi momento, senza rimborsi! ^^

  5. ora, visto che il genere musicale non è proprio il mio preferito (preferisco i clockwork quartet, anche se hanno concluso solo due pezzi) e che un master e un gruppo di gioco non li trovo neanche pagati, non è che in un mondo così ci hanno ambientato anche delle storie? racconti, romanzi, frasi dei baciperugina, quarte di copertina…
    no eh? (ultimamente questo blog sta diventando il mio spacciatore ufficiale di narrativa)

  6. È stato annunciato un romanzo, scritto dal solito Capitan Robert.
    Dovrebbe uscire in primavera.
    Se accadrà e se riuscirò aprocurarmene una copia, non mancherò di segnalarlo.

  7. Pare delizioso…

  8. Non sono molto brava con i giochi di ruolo, ma adoro lo steampunk

  9. Interessante. Riesci a riassumermi in due parole il sistema di Victoriana?

  10. fatta ricerca, esiste già:

    http://www.goodreads.com/book/show/12477387-the-wrath-of-fate

    ora vedo se è il caso di farselo spedire

  11. @Bigspar
    I check sono fatti lanciando tanti d6 quanto la somma Attributo+Skill – gli 1 e i 6 contano come successi, e i 6 si rilanciano.
    Niente di troppo diverso dal sistema White Wolf o dal vecchio Shadowrun.
    Attributi e Skill hanno un tetto massimo legato al livello sociale del personaggio.
    Poi ci sono opzioni ed extra (si lanciano dadi bianchi e dadi neri, quelli neri hanno i 6 aperti gli altri no…), che complicano il tutto, ma la base è questa.
    Grandi manciate di dadi lanciate e poi conteggiate.

    @melo
    Buono a sapersi.
    Lo metto in lista (ha delle buone recensioni, oltretutto).

  12. Steampunk e jolly roger che accoppiata

  13. Grazie! Nel mio gruppo è nata ultimamente la voglia di una giocata steamfantasy e questo post è capitato a fagiolo.

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