Un paio di serate allo zoo


Il piano è semplice.
Si svaligia una collezione di inestimabili opere d’arte.
Si pretende un riscatto dalle autorità.
Si devolve il ricavato ai poveri.
È il 1962, e se la Costa Azzurra è il paradiso dei nuovi ricchi, i poveri si sentono abbandonati.
È per questo che quattro ex partigiani – il Lupo, la Tigre, l’Elefante e il Leopardo – tornano in attività come novelli Robin Hood.
Ma il loro piano è troppo semplice
Il sistema è ormai troppo corrotto per poter accomodare Robin Hood – la Polizia vorrà una fetta dei soldi del riscatto, il direttore del museo avrà i suoi intrallazzi, i giornali ci marceranno…
Il rischio, è che ne venga fuori un disastro, che finirà per danneggiare proprio chi si intendeva aiutare.
Un bel pasticcio, insomma.
Ma per fortuna c’è il colonnello Roquebrun.
In pensione.
La Volpe.
Lui ha un’idea decisamente migliore.
Un’idea che permetterà di aiutare i buoni, e colpire a fondo i cattivi.
E soprattutto, permetterà di dare un esempio positivo.

L’americano Paul Gallico è un autore che ha al suo attivo per lo meno tre romanzi, a modo loro, fondamentali.
The Snow Goose, storia “ecologica” antelitteram, che nonostante il contenuto sentimentale resta una lettura molto popolare, e che venne adattato in un LP dai Camel.
Thomasina, su una gatta che si crede dio, e che venne adattato da Disney.
E The Poseidon Adventure, sulle vicissitudini di alcuni passeggeri intrappolati in un transatlantico capottato, più volte trasformato in film.

Anche The Zoo Gang, del quale la vertiginosa cifra di un centesimo mi ha procurato una prima edizione quasi perfetta (dettagli a seguire) ebbe una trasposizione mediatica – in una miniserie britannica di metà anni ’70 che col romanzo c’entra un po’ poco, ma che io ricordo molto bene dalla mia infanzia.

La serie, con un cast all’epoca assolutamente stellare, riduceva i protagonisti da cinque a quattro, e variava altri elementi (primo fra tutti quello di inserire una figura femminile – la sempre splendida Lilli Palmer). La colonna sonora era di Paul McCartney con i Wings.
Ma l’idea di base, su un gruppo di ex partigiani che ritornano in attività dopo una ventina d’anni per raddrizzare i torti era e rimane interessante, ed ha molto potenziale.
Così come ha molto potenziale l’ambientazione, la costa francese fra Ventimiglia e Marsiglia, ed il periodo storico considerato – gli anni ’60 prima dei Beatles, prima del boom, prima di Bond…

I puristi diranno che i personaggi sono stereotipati e bidimensionali.
La Volpe è la mente organizzativa del gruppo, l’ex comandante dell’unità partigiana, un uomo che ha resistito alle attenzioni della Gestapo, come testimoniato da ampie cicatrici e dall’assenza di unghie, riciclatosi come antiquario.
L’Elefante, minuto e asciutto, che ai vecchi tempi si occupava di sabotaggi e oggi fa il grossista di cipolle.
Il Leopardo, pigro e corpulento, ma un genio quando si tratta di apparecchiature radio e intercettazioni, che ha un negozio da elettricista.
La Tigre, cortese e malinconico, l’assassino del gruppo, con una predilezione per le armi da taglio.
Il Lupo, che gestisce un bar fuorimano, ma che prima della guerra faceva lo scassinatore, e durante la guerra continuò a farlo.
Una struttura tipica, una serie di cliché classici.(*)
Ma la bidimensionalità è parte del pacchetto, è parte del genere, che va indietro fino a Bulldog Drummond e a Raffles, che passa per Caccia al Ladro di David Dodge e Alfred Hitchcock, ed ha delle controparti più recenti in Travis McGee e nelle commedie avventurose in salsa provenzale di Peter Mayle.

Questo non è uno studio sulla psicologia del partigiano in pensione negli anni ’60 – questa è avventura.
Il volume riunisce in un fix-up le uniche quattro storie esistenti della Zoo Gang
. I ladri di quadri
. Come rapinare un galà in Riviera per cinquanta milioni
. Neve sulla Cote d’Azur
. Le Snatch Double (intraducibile senza tirare in ballo troppi doppi sensi)

Buon ritmo, buona narrazione, ottimo occhio per il dettaglio geografico e turistico.
Un sacco di personaggi gestiti rapidamente in poche decine di pagine.
La foto dell’autore sulla quarta di copertina della mia copia ritrae Gallico che osserva le colline dal porto di Cannes – la geografia del libro è basata su sopralluoghi personali.
Il libro è in condizioni eccellenti, ma qualcuno ha strappato l’angolo della pagina del titolo ed ha cancellato con cura minuziosa una dedica all’interno della controcopertina, usando un pennarello nero. Curioso.

Certo, a distanza di cinquant’anni (le storie sono del ’62 ma vennero riunite in volume solo nel ’71), alcuni elementi saltano agli occhi, e paiono ingenui.
Tanta sana indignazione dei nostri eroi per lo scempio prodotto dall’orda di arricchiti che ha invaso la Costa Azzurra scompare oggi davanti alla bieca colata di cemento che ha tramutato ogni valletta vista mare in un esteso, infinito accrocchio di villette unifamiliari con piscina e terrazzo/solarium.
E la corruzione non pare essere andata via – anzi.
Ma d’altra parte altri elementi della storia sembrano incredibilmente attuali – primo fra tutti l’idea di operare per il bene della società non usando i metodi dei corrotti (rubare quadri, chiedere riscatti), quanto dando un buon esempio (facendo catturare i corrotti, dimostrando che la corruzione non paga).
Gli uomini della Gang hanno la moralità semplice e diretta degli eroi della narrativa avventurosa, sono – nel nostro linguaggio politicamente corretto – dei giustizialisti, e dei giustizialist empirici.
Però i loro metodi funzionano.
Per lo meno nella finzione narrativa.

————————————————————–

(*) Sì, ok, ora ditemi che se andate su TVTropes trovate spiegato che questa è la classica “Five Man Band” su cui si basa tanta letteratura e tanto cinema bla bla bla…
È facile scovare una spiegazione del meccanismo e ripeterla – facendo credere ai gonzi che conoscere la struttura del meccanismo equivalga a saperlo costruire, a capire perché (e non solo come) funziona, ed a cosa serve.
Ma lasciate TVTropes a quelli che la vogliono sapere lunga, e cercate l’articolo genuino… è infinitamente meglio.

Categories: libri, libri usati | Tags: , , , | 8 commenti

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8 risposte a “Un paio di serate allo zoo

  1. Da da fan all’ ultimo stadio del Camel, questa volta posso affermare con fierezza di conoscere un autore di cui parli! Ovviamente ho recuperato solo (e con fatica) the snow goose. Però questa zoo gang mi ha sempre incuriosito moltissimo.

  2. Io The Snow Goose l’ho letto credo in prima media – era nella biblioteca della scuola – ma mi sono reso conto di cos’era solo dieci anni dopo ascoltando i Camel.
    “Ah, ma questo è…!”
    In realtà, Gallico è un po’ troppo conservatore su certe cose, e quando deraglia sulla politica diventa abbastanza odioso – per questo credo che i suoi libri “seri” siano alla fine scomparsi, mentre thriller e fantasy continuano ad essere letti.

    Sulla Zoo gang, si trova a pochissimo il DVD della serie, che è graziosissima.

  3. Jonnie

    Ci vorrebbe un crossover tipo Zoo Gang a Rennes le chateau. Quale sarebbe l’articolo originale al quale ti riferisci nella nota su tvtropes?

  4. @Johnnie
    La definizione di Five Man Band
    http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/FiveManBand

    TVTropes è un ottimo sito, ma ha armato la mano di infiniti saccenti rompitasche che ti ammorbano spiegandoti le dinamiche di qualsiasi cosa tu possa decidere di menzionare, come se avessero capito davvero.

  5. Jonnie

    Conosco bene tvtropes, solo non capivo cosa fosse l’articolo genuino che nomini in nota. Ci sono analisi migliori, in giro?

  6. Jonnie, l’articolo genuino è l’esperienza personale.

  7. Jonnie

    tnx

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