strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Non solo chips

8 commenti


I migliori libri di cucina sono stropicciati, macchiati, e tenuti insieme con l’elastico.
Io ne ho uno solo, conciato così male.
Si intitola French Country Cooking, ed è stato pubblicato nel 1951.
La mia edizione è la penguin del 1971, la copertina la vedete qui di fianco.
È usatissimo.
La costola è spaccata, le pagine sono color tabacco, la rilegatura è andata e tocca tenerlo insieme con un elastico.
Ed è qui dentro che vado alla ricerca di qualcosaa di meno che banale da farsi con l’alimento più banale della dispensa media.
Perché, ormai lo sappiamo, non è sempre caviale.
A volte sono solo patate.

Che poi… solo

Ora, per quanto possa sembrare strano, le patate non sono solo quella cosa che si trova nel banco frigo del supermercato, variamente sminuzzata.
E se è vero che – essendo dei kitchen survivors – noi ci adatteremo anche a quelle, acquistare una reticella di patate, pelarle e tagliarle come pare a noi è un grande gesto di libertà.

Serve solo un pelapatate.

Ma la domanda rimane?
Cosa ce ne facciamo?
Perché ok, tagliate a fiammifero, gettate nella friggitrice, sommariamente salate…

Proviamo qualcosa di francese, e di campagnolo.
Una manciata di eccellenti contorni che possiamo anche cucinare come strambo ma saporto piatto vegetariano.

Patate en Papillotes
(che vorrebbe poi dire al cartoccio)
Questo è ideale per una dimostrazione di machismo culinario.
L’ideale sarebbe usare patate novelle, ma potete usare anche patate comuni, sbucciate e tagliate in metà o in quattro.
La procedura è semplice: le si caccia in un cartoccio fatto di carta da forno (in caso disperato, di carta stagnola), insieme con un pizzico di menta (o due foglie di menta fresca), sale, e una abbondante noce di burro.
35 minuti in forno preriscaldato a temperatura medio-alta dovrebbero bastare.

(e questa potete anche giocarvela al campeggio – usare stagnola e sistemare il cartoccio nella brace per una mezz’ora)

Pommes Fondantes
In questa c’è il trucco.
L’idea è quella di ottenere patate dorate all’esterno, ma morbide all’interno, e il trucco è scegliere una padella tale che le patate ci stiano quanto più di misura possibile.
Servono patate non troppo grandi (facile trovarle al supermercato), sbucciate, lavate e asciugate.
Ora, padella – sul fondo, 200 grammi di burro per ogni mezzo chilo di patate.
Fondere il burro, sistemare nella padella le patate in modo da occupare tutto lo spazio disponibie.
Coperchiare e cuocere a fuoco lentissimo.
Girare le patate ogni dieci minuti.
Mezz’ora dovrebbe bastare.

Pommes de Terre a l’Èchirlète
Ancora una volta, patate di dimensioni modeste, o patate grandi tagliate in due o in quattro.
Sbucciate e lavate, le mettiamo in un tegame e le copriamo con del brodo.
Le facciamo cuocere, con due spicchi d’aglio, fino a che il brodo non è completamente consumato.
A cottura completata, le passiamo in padella facendole dorare – l’ideale sarebbe usando strutto (o grasso d’oca, se riuscite a immaginare…), ma visto che l’infarto per il momento preferiamo tenerlo alla larga, possiamo anche usare burro, in modica quantità.

E per chiudere, un ultimo piatto, doubleface.

Galette de Pommes de Terre
Patate, sbucciate, e tagliate a fette sottilissime.
Lavare in acqua abbondante.
Scolare.
In padella, mix di olio e burro.
Patate in padella, ben distribuite.
Aggiungere sale, pepe e noce moscata.
Coperchiare e cuocere a fuoco basso per 15 minuti.
Girare con attenzione – l’idea è di far coagulare le patate per ottenere una specie di frittella – e cuocere per altri 4/5 minuti.

Se non vogliamo fermarci qui (o se ce ne avanzano dal pasto precedente)…
Aggiungere uova e cucinare come tortilla – Omelette aux Pommes de Terre!
I più dissoluti possono aggiungere panna da cucina alle uova per accrescere la bomba calorica.
O Gruyere a cubetti.
O entrambe le cose.

Perché alla fine, si tratta di improvvisare.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Non solo chips

  1. Per rendere giustizia, l’immagine è qui: http://pinterest.com/pin/9499849183498207/

    Preheat the oven to 220˚C (425˚F). Put the potato on a chopping board, flat side down. Start from one end of the potato, cut almost all the way through, at about 3 to 4 mm intervals. Arrange the potatoes in a baking tray and insert the garlic in between the slits. Scatter some butter on top of each potato. Then drizzle the olive oil and sprinkle some sea salt and freshly ground black pepper. Bake the potatoes for about 40 minutes or until the potatoes turn crispy and the flesh is soft.

    Bisogna prendere i tempi di cottura con beneficio d’inventario – secondo il temperamento del forno e la dimensione delle patate. Ci si può aggiungere panna acida, ragù di carne, una fettina di pancetta da adagiare sulla patata per gli ultimi minuti di cottura, formaggio…

    (Oh, e… arance in arrivo)

  2. Ricetta interessante – anche se in fondo più basata sulla presentazione che su altro…
    Semplice e d’effetto – è così che mi piacciono.
    Grazie per la segnalazione… gran bell ‘aggiunta alla serie.

  3. yummm
    Mi piace molto anche la ricetta segnalata dalla Clarina, anche se credo serva comunque un minimo di manualità per non distruggere la patata nell’affettamento.

  4. Ottimi spunti. Adoro le patate (…)
    No, davvero, mi piacciono un sacco. Le mangerei ogni giorno, praticamente in ogni loro variante.
    Ora devo assolutamente provare a fare le Galette de Pommes de Terre.
    Bel post.

  5. In realtà, lo sappiamo tutti, è un subdolo sistema per attirare lettori, invece di fare dei seri ed esaustivi articoli sulla scrittura, sui quali quelli a cui non piacciono i post di cucina ci possano dire che non abbiamo capito nulla.

    È un po’ complicato, ma pare che sia così ;-)

  6. Sì, certo, vuoi mettere quei begli articoloni sulla scrittura, lunghi millemila paragrafi e pieni di citazioni e di “suggerimenti”. Ogni mattina sogno di trovarne almeno due o tre, giusto per buttare quel paio d’ore che potrei impiegare altrimenti.

    Meglio le patate!

  7. Per non parlare del rosti.
    Ad esempio: http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/wordofmouth/2011/oct/13/how-to-cook-perfect-rosti Anche qui si suggerisce il grasso d’oca.

  8. Solo i francesi possono inventarsi espressioni come “en Papillotes”…solo a dirlo di si riempie la bocca, ti viene fame. adoro il francese e queste ricette, adoro le patate.
    E mi piace il tocco un po’ letterato un po’ scienziato che dai ai tuoi piatti, alle ricerche gastronomiche.
    CULINARIE EVOLUTIVE sarà un best seller!

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