strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Tea-time

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Il tè?
Cosa c’è di complicato, o concettualmente disorientanrte, in una tazza di té?
Si fa bollire l’acqua, ci si caccia dentro un filtro, si aspetta qualche minuto, si aggiungono zucchero, latte o limone a piacere, ed è fatta.

I veri uomini, ovviamente, bevono caffé.
Se bevete del té, vi guarderanno come degli originali, faranno battutine sulla funzionalità del vostro impianto riproduttivo, o – se siete in america – penseranno che siate canadesi.
Insomma, è davvero il caso di dire che non è sempre caviale.

Ma… possiamo ricavarne qualcosa di interessante?
Diavolo, sì!

Cominciamo col dire che vi serve una teiera.
Niente di complicato – fatta di ceramica, capace di contenere almeno un litro.
Se ne trovano in commercio di ottime che hanno già l’infusore (quel cestello di griglia metallica) incluso.
Poi vi serve l’infusore – se non è incluso.
Guardatevi in giro – ci sono marche di té che includono nella confezione un infusore in omaggio.
Poi vi serve un cucchiaino di cui vi possiate fidare.
Un cucchiaino che diventi la vostra misura standard.
E un bollitore elettrico – date un’occhiata in giro, ci sono hard discount in cui se ne trovano di eccellenti, a prezzi più che ragionevoli. L’ideale dovrebbe avere una capacità di circa un litro e mezzo.

Perché è vero, i filtri sono eccellenti e comodi, quasi comodi come il té in granuli liofilizzato.
Ma noi usiamo il té sfuso.
Perché costa meno, dura di più.

Ci serviranno un po’ di té in dispensa per fare le cose seriamente.
Ora, si potrebbe discutere per secoli di varietà, aree di provenienza e quant’altro.
Ma noi non siamo ancora pronti per la teieria e le preoccupazioni esoteriche del rivenditore di té, noi abbiamo a disposizione solo il bancone del supermercato.
Cosa ci offre la grande distribuzione?

  • English Breakfast – è una miscela di té neri (= ossidati), originaria della scozia ma gradita a tal punto alla Regina Vittoria da diventare… beh, lo standard della colazione britannica. Si consuma con latte (poco) e zucchero. A colazione.
  • Prince of Wales – miscela di té neri cinesi, data in licenza a Twinings dal Principe Edward nel 1921. Si dovrebbe bere nel pomeriggio.
  • Earl Grey – té nero addizionato di bergamotto, si consuma senza aggiunta di latte o limone. Piace molto al Capitano Picard di Star Trek. È il secondo té più popolare al mondo.
  • Orange Pekoe – té nero, di solito indiano o di Ceylon. La varietà di maggior pregio. Amarissimo, di solito impervio agli effetti dello zucchero. Può causare insonnia se consumato dopo cena. Guai ad acquistarlo pensando che sia té all’arancio.
  • Darjeeling – té nero indiano, “lo campagne dei té”, richiede una infusione più breve (3 minuti anziché 5), lo offriamo solo agli ospiti importanti *.
  • Gunpowder – té verde cinese, le foglie sono appallottolate e ricordano la polvere da sparo. Essendo un té non ossidato, fa bene alla salute e si può consumare anche alle ore più improbabili, senza (eccessivi) effetti sui nostri ritmi circadiani.
I té in filtro che non hanno una più specifica designazione sono di solito dei mix di té neri, dei falsi English Breakfast.
Il deteinato è per i deboli.

Al momento sul mio scaffale ho una scatola di Darjeeling, una di Prince of Wales e una di Gunpowder, più sacchetti da 100 grammi di

  • Earl Grey addizionato di fiori di provenza
  • Lapsang Souchong, un té nero affumicato su braci di pino
  • Pu-Er (o Puhr-Ehr) – un té Oolong (parzialmente fermentato, né nero né verde), adatto ad accompagnare pranzi a base di carni arrostite, essendo anche un buon digestivo.
  • Té Marocchino alla menta – té verde addizionato di menta, ottimo sia caldo che freddo.

La procedura è – si mettono tre/quattro cucchiaini di té nell’infusore per un litro di té, si lascia in infusione dai 3 ai 5 minuti, si versa in tazza, si dolcifica o addiziona di extra apiacere, si beve.

E adesso? Tutto qui?

Beh, no.

Cominciamo col falsificare l’Earl Grey ai fiori di Provenza.
Poiché non sempre possiamo andare fino in provenza a procurarci il té tagliato con la flora locale, un effetto affine si può ottenere addolcendo un buon Earl Grey con del miele millefiori.

Poi, visto che si avvicina il periodo estivo… té freddo.

Mettete i filtri o l’infusore in abbondante acqua fredda, e lasciate al sole per tre ore.
Non c’è bisogno di far bollire l’acqua.

Poi, per la gioia di grandi e piccini… un punch analcoolico.
Due parti di té non zuccherato, due di gazzosa, una parte di succo d’arancia e una di limonata.
(o, se preferite, due parti di tè, tre di Lemonsoda e una di Skipper all’arancia)
Servire freddo.

Esistono abbondanti cosine buone da sgranocchiare quando si beve il té.
Scones, muffins, shortbread… esiste una tassonomia vastissima.
Vi risparmio le ricette, che comportano – come sempre quando c’è da panificare – procedure lunghe.
Piuttosto, ricordo la ricetta dei muffins di Lady Simmons – non trovo il link, ma spero che lei, passando di qui, ci illumini.

Ma intanto… esiste la vita oltre l’ora del té.
Quindi…

Pollo, meglio se in quarti, pulito, piazzare in una teglia, salare, pepare e marinare con…

… una miscela a caldo di olio di oliva, aglio e cipolla, zucchero di canna caramellato (un cucchiaio di zucchero ogni tre di olio) e pomodoro (passata cruda).

Prima di infornare, aggiungere un buon bicchiere abbondante di té nero, molto carico (infusione lunga).

Cuocere in forno per un’ora e mezza (trattabile).

Servire con un riso basmati di contorno.
———————————————————-

* Ma chi vogliamo prendere in giro.
I nostri ospiti non distinguerebbero un Darjeeling Vintage da un liofilizzato in granuli no-label deteinato dell’hard discount.
Inutile avere pietà – agli ospiti rifiliamo il té qualunque, tanto per loro va bene così.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, freelance researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous.

15 thoughts on “Tea-time

  1. Earl grey, Earl Grey…in realtà pare che al buon Patrick Stewart l’earl grey facesse schifo e dogni volta che il suo personaggio era costretto a berlo per lui fosse una vera e propria tortura.
    Scusa la deviazione quasi O.T, bek post comunque. ;)

  2. Lo sapevo che in realtà sei canadese. Vatti a fidare di certa gente… Piuttosto, un consiglio per i tanti che non possono consumare latte, ricordatevi che i preparati alla soia e al riso spesso sono già dolci e regolatevi di conseguenza.

  3. @Nick
    non sapevo… povero Stewart, e dire che aveva anche fatto Shakespeare al teatro (cfr. Galaxyquest)

    @Angelo
    Vero, io di solito all’intolleranza per il latte non ci penso.
    Grazie della puntualizzazione.
    E non sono canadese, mica vivo in Australia (cft. il Trota)

  4. io un periodo della mia vita l’ho passato a bere chai all’indiana (molto zucchero, molte spezie e latte, a volte sostituito con latte di riso, bacche di cardamomo etc scaldato in padella e filtrato a mano) però da quando il signore mi ha benedetto con il reflusso gastrico non posso berlo più :-(

  5. Il chai all’indiana era fra le ricette che volevo includere, poi la ragione ha prevalso ;-)

  6. “Una buona tazza di tè non cura nulla, ma giova a tutto – dal raffreddore alla peste nera, passando per l’unghia incarnita e le pene d’amore.” (English bit of wisdom)

    Ah, il tè – in quantità industriali, talvolta col latte, rigorosamente senza zucchero, con una predilezione per l’Earl Grey e l’Orange Pekoe. Da qualche tempo, a causa di certe letture, accarezzo l’idea di sperimentare il tè salato alla tibetana…

    ***

    Ho tentato di trattenermi, ma non posso fare a meno di chiedermelo: che cosa avrebbe impedito a Stewart di avere qualcosa di diverso nella tazza? Vero che i Trekkies possono essere canon sticklers, ma… Essì, lo so: è una di quelle storie che fanno tanto Sir Alexander Come-Mi-Sono-Ridotto-Così Dane, ma è sommamente illogica. :-)

  7. Té salato alla tibetana, addizionato di burro rancido?
    No, grazie, io mi fermo all’Oolong noori addizionato di alghe.

    Riguardo a Stewart, non possiamo fare a meno di ricordare che esistono superalcoolici che hanno lo stesso colore e la stessa consistenza (ma non lo stesso aroma) del té.
    Però sì, è probabilmente colpa dei Trekkies.
    È sempre colpa dei Trekkies.

  8. Ecco, proprio rancido no, magari… e nemmeno di yak, se è per questo. Però…

  9. Credo spesso il burro sia rancido per i nostri standard… anche se effettivamente la ricetta, opportunamente consultata, non menziona l’irrancidimento come passo fondamentale della ricetta.
    Comunque no, grazie.
    Meglio le alghe (ma io l’ho sempre detto di preferire il mare alla montagna, giusto?) ;-)

  10. Té tutta la vita, più volte al giorno.
    Sono un consumatore compulsivo, lo confesso. Quest’anno mi sono affezionato al bizzarro Lapsang Souchong, che a molti urta per l’odore molto penetrante.
    Té per accompagnare i saporti dolci, ma anche té per accompagnare il salto.

  11. Il Lapsang Souchong è eccellente coi cibi piccanti – se hai a tiro di quelle patatine addizionate di pepe o di paprika, l’effetto è spettacolare…

    E ti aromatizza la stanza per qualche ora.

  12. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  13. Bel post!
    Mi rilassa enormemente anche il solo parlare di tè..
    E’ l’unico piacere e “vizio” che mi concedo.
    Nella mia riserva credo di avere tutti i tè esistenti + 1!
    Quando ne trovo uno nuovo non resisto e lo compro.
    Insomma avrò ancora tè per quando i miei figli andranno all’università!

    In particolare il Darjeeling viene tenuto come una prelibatezza e mio marito mi ha vietato di offriflo agli amici perchè non capiscono niente di tè.
    E ineffetti i più audaci si accostano all’Earl Gray altrimenti usualmente mi chiedono un simil Lipton…ma dimmi te!
    Il Darjeeling lo beviamo in pomeriggi speciali e per festeggiare eventi particolari.
    Davvero lo usiamo come fosse champagne! :D

    Segue la fissazione per i tè, la fissazione per il miele.
    Sono una vera fanatica del miele…ma questa è un’altra storia! :)

  14. il te arabo in moschea me lo fanno così: ci si deve procurare una teiera di metallo, con il filtro e il beccuccio. Poi si dispongono sul fondo molte foglie di menta, sopra di esse poco gunpowder. Si versa un mezzo bicchiere di acqua a 95°, si “sciacqua” il te, e si butta via. Poi si riempie la teiera con acqua ad 80° e la si mette sul fuoco per alcuni secondi, finchè non riprende bollore. Si lascia infondere per 45 minuti, tenendolo al caldo, e lo sirve nei bicchierini.

  15. @ La Clarina.
    Spesso e volentieri i membri del cast facevano degli scherzi a Stewart: gli riempivano la tazza in cui sarebbe dovuto esserci solo dell’acqua colorata, con vero e proprio Earl Grey.
    Stewart, da buon professionista, per non far perdere tempo alle riprese, ingurgitava…ma poi si vendicava con gli altri.

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