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Archivio per la categoria ‘21° secolo’

Strane vibrazioni

16 Ottobre 2009 Davide 9 commenti

Mi dicono che tutto va bene.
Che la crisi non c’era, è passata, che ne usciremo benissimo.
Meglio dei francesi, meglio degli spagnoli.
Mi dicono che – nonostante il martellante richiamo alla Patria ed al Popolo Sovrano – non siamo sul ciglio di una drastica sterzata populista e autoritaria.
Mi dicono che va tutto benissimo.
C’è persino il Digitale Terrestre.

Due giorni or sono un mio buon amico – freelancer di successo – si è visto cancellare il corrente incarico da un committente storico, dopo oltre dieci anni di collaborazioni.
Nessuna possibilità di futuri contratti in quella direzione.
La rescissione dei rapporti è avvenuta con una telefonata.
Il motivo – il modo in cui il mio amico si veste al di fuori dell’ambito lavorativo.

E ache se non ce ne dovrebbe essere ragione vorrei far notare che il mio amico – rispettatissimo professionista – non è né un nudista radicale, né un cross-dresser, né una drag queen, né un cosplayer nel tempo libero.
Non si veste insomma né da donna, né da Pokemon, non indossa sacchi neri come poncho né un barile sorretto da un’unica bretella.
Semplicemente non porta giacca e cravatta nel weekend o dopo l’orario di lavoro.

Stamani, intanto, per la prima volta, il mio postino mi ha chiesto di firmare per un plico ricevuto da oltr’alpe.
Era perplesso quanto me.
Il plico conteneva mappe del Medio Oriente e dei paesi arabi.
Devo preoccuparmi?

E pochi minuti fa, dopo una lunga assenza, ho provato a riconnettermi a Pandora, per sentire un po’ di musica e testare un nuovo frontend programmato da un amico.

Dear Pandora Visitor,

We are deeply, deeply sorry to say that due to licensing constraints, we can no longer allow access to Pandora for listeners located outside of the U.S. We will continue to work diligently to realize the vision of a truly global Pandora, but for the time being we are required to restrict its use. We are very sad to have to do this, but there is no other alternative.

We believe that you are in Italy (your IP address appears to be xx.xx.xxx.xxx). If you believe we have made a mistake, we apologize and ask that you please contact us at [...]

If you are a paid subscriber, please contact us at [...] and we will issue a pro-rated refund to the credit card you used to sign up.
[...]
We share your disappointment and greatly appreciate your understanding.

Sono tre eventi non connessi, ma che mi lasciano addosso un’impressione pessima.
Ma mi dicono che va tutto benissimo.
Continuate a sorridere.
Non sono i fulmini della tempesta in arrivo.
Sono i lampi dei flash.

[fotografia www.uwec.edu]

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Distruggete Twitter

13 Ottobre 2009 Davide 7 commenti

OK, lo ammetto – io a cosa serva Twitter non l’ho ancora capito.
Io appartengo alla vecchia guardia – posta elettronica, mailing list gestite attraverso majordomo, siti web in HTML al limite connessi tramite un paio di webring.
Già i forum on-line mi rendono nervoso – retaggio di quando l’accesso alla rete si pagava a scatti, un tanto al minuto, e si surfava il web con un occhio al cronometro.
Web 2.0?
Mah.
Nessun problema con i blog.
MySpace mi è assolutamente inutile non avendo io nulla da pubblicizzare.
Facebook mi ha permesso di riprendere i contatti con un paio di vecchi amici – e troncare i contatti con un paio di vecchi amici che mi avevano trovato mio malgrado. Il resto è sostanzialmente una perdita di tempo.
Ma Twitter?
A che pro?

Comunque, be there or be square, come dicevano una volta, e nel (vano?) tentativo di capire cosa diavolo si possa fare dicostruttivo con Twitter, ho creato un account e installato un client.
Se non altro, le news di Splattergrama ora mi arrivano in tempo reale.

Alla voce client, le opzioni offerte da Ubuntu sono graziose ma non fanno per me – Twitux e Gwibber mi rendono ancora più insopportabile lo strumento del quale non capisco l’utilità.
Ci sono dei plugin per Firefox – Twitbin, Power Twitter
Ma Firefox è sempre più pesante, e non mi va di sovraccaricarlo in eccesso.

Punto così i miei mirini su un pezzo di software che mi garba fin dal nome: DestroyTwitter.
Icon

DestroyTwitter is a compact though robust Twitter application built to run on Mac, Windows, and Linux using Adobe AIR. It consists of a series of canvases that constantly update to keep tweets up-to-date using notifications that appear when a new tweet arrives. DestroyTwitter uses a minimal amount of memory compared to its AIR-based alternatives without sacrificing functionality and performance. As a result, it can easily run in the background as an automated process.

Se non altro è leggero.
Ed ha un’interfaccia sufficientemente personalizzabile per i miei gusti.

Resta da capire a cosa serva Twitter…

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In galera!

9 Ottobre 2009 Davide 7 commenti

Il governo delle Filippine e l’amministrazione carceraria di quella nazione hanno trovato un sistema piuttosto insolito per riabilitare gli ospiti delle patrie galere.

C’è da pensarci…

Il delitto non paga.

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Senza parole, senza vapore

1 Ottobre 2009 Davide 10 commenti

Questa non è inventata.
Solo i nomi sono stati cambiati, per proteggere gli innocenti.

Ciao, mi chiamo XXXXXX e studio in un liceo di XXXXXX.
Credo che lo steampunk sia davvero una figata, e sto cercando di mettere insieme un guardaroba appropriato da poter indossare tutti i giorni, per sottolineare la mia appartenenza a questa cultura.
Qualche consiglio su dove procurarmi gli abiti, e come modificarli?
Inoltre, non ho mai letto nulla di genere steampunk.
Sapreste consigliarmi da quali libri cominciare?
Film? Musica?

Io prego che sia una bufala.
Un falso, spedito da uno dei redattori di qualche rivista modaiola per adolescenti, per raccattare informazioni “dall’interno” e fare poi un pezzo sulla nuova tendenza che impazza in USA e in Inghilterra.
Lo spero davvero.
Perché l’alternativa è ancora più agghiacciante.

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Darwin, banane, serpenti, nazisti…

25 Settembre 2009 Davide 2 commenti

Scopro attraverso il sempre dilettevole blog di David Brin una di quelle notizie che da sole riescono a rovinarmi la giornata…
Pork chop express?
Potete scommetterci.

Il 19 novembre 2009, Kirk Cameron e Ray Comfort distribuiranno 50.000 copie de L’Origine della Specie di Charles Darwin nelle università degli Stati Uniti. Con un piccolo extra – ciascun volume conterrà infatti una prefazione di una cinquantina di pagine nella quale viene spiegato in dettaglio come la teoria di Darwin non sia mai stata provata, e come il lavoro di Darwin abbia ispirato il Nazismo e l’Olocausto.

Kirk Cameron, per chi se lo fosse perso, era uno dei protagonisti della sit-com Genitori in Blue Jeans, oltre ad aver recitato in una quantità di film anni ‘80 nella parte dell’adolescente furbetto di turno; messa da parte la carriera artistica, Cameron si è convertito alla fede battista, diventando ministro di culto e fervente propugnatore delle teorie creazioniste.

Ray Comfort, l’originario sostenitore della teoria che basti la banana a dimostrare che Dio ha creato il mondo in sette giorni e che l’Evoluzione è una panzana, è un avengelizzatore d’assalto neozelandese ed autore di bestseller (ammettetelo… questa da solo non sarei mai riuscito ad inventarmela) che da alcuni anni è calato sugli Stati Uniti come uno sparviero, catechizzando le folle attraverso una trasmissione televisiva, The Way of the Master (che non è, nonostante il titolo, una serie sulle arti marziali) – della quale Kirk Cameron è protagonista e regista.
Hanno anche un canale dedicato su YouTube…

Eh?
Convinti?

The Way of the Master (perché continua a venirmi inmente David Carradine?) è anche il nome della particolare varietà di cristianesimo fondamentalista che Comfort offre ai suoi seguaci.
Comfort, le cui conferenze viaggiano sui 10.000 dollari a botta (ma lui dice di dare i quattrini in beneficienza) è anche l’uomo che ha accusato Amazon.com di essere parte di una vasta cospirazione atea, dopo che alcuni suoi testi (tutti bestseller) sono risultati molto popolari presso i lettori atei di Amazon, che tuttavia li schedano come “umorismo”.

Detto ciò sui perpetretori dell’Operazione Darwin del 19/11 prossimo, solo due rapide notarelle – qualora fossero necessarie – sulle ipotesi presentate nella loro prefazione a L’Origine della Specie…

Che l’evoluzione attraverso la selezione naturale non sia ancora stata provata è una balla.
Abbiamo i fossili.
Abbiamo le osservazioni naturalistiche.
Abbiamo le sequenze genetiche.
Al momento, non esiste un modello che spieghi tutte queste osservazioni e che sia migliore della teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale.
Si tratta dell’unico modello, in altre parole, che renda conto razionalmente di tutte le osservazioni, e che permetta di fare delle previsioni che poi siano verificate nei fatti.

Sul fatto che i Nazisti abbiano tratto ispirazione dal libro di Darwin, a parte l’osservazione lapidaria e definitiva di David Brin…

The Nazis burned Darwin’s Origin of Species!

… resta da osservare che le teorie di Darwin negano sostanzialmente le basi della teoria nazista.
E a ben guardare, il nazismo ha più i tratti di una fede, che non di una filosofia basata sul materialismo.

L’ipotesi generalmente avanzata dai fondamentalisti, che una cultura atea e fondata sul pensiero scientifico o illuminista induca un progressivo ed inesorabile decadimento morale (ponendo quindi Dio – o la sua Chiesa… una delle sue chiese… – nella posizione di garante della morale), è disattesa dai dati statistici relativi agli ultimi 4000 anni.
O per essere brevi e scortesi, finora nessun “illuminista” si è scagliato con aerei contro grattacieli, o ha convertito a fil di spada un intero continente.

Resta il fatto che l’ex idolo dele adolescenti anni ‘80 ed il suo compare kiwi metteranno in circolazione 50.000 volumi sostanzialmente “drogati”.
Resta da capire dove trovino i quattrini per certe cose.
Ma se esistono gruppi disposti a pagare 10.000 dollari Ray Comfort per assistere ad una delle sue conferenze sulla banana creazionista, evidentemente tutto è possibile.

Quanto al promo qui sopra, alla storia dell’aereo che precipita, e della bestia velenosa che vuole azzannarvi la mano…

Amen.

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Questa è la realtà

24 Settembre 2009 Davide Lascia un commento

Fra poco tutti i canali scompariranno dal mio video come se fosse stata buttata un’atomica nel mio giardino.
Non mi importa.
Non sopporto più i media nazionali.
La realtà è un’altra cosa.
Come questo…

Instant blogging update: sono le 18:30 e RAI3 sta passando un servizio live (Alberto Angela e Fabrizio Frizzi presentano) su progetti affini a quello discusso nel filmato, e sviluppati da liceali italiani; bello vedere che i nostri liceali sono allo stesso livello di un quattordicenne autodidatta del Malawi, e con solo sette anni di ritardo.

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All’arrembaggio.

19 Settembre 2009 Davide 4 commenti

È la Giornata internazionale Parla come un Pirtata, per tutti i diavoli.200px-Talk Like a Pirate Day
E in questa fausta occasione leviamo ancora una volta i boccali alla figura iconica, al vessillo di tutti coloro che campano di corsa, offrendo la propria arte e la propria maestria ai principi del mondo, ai re ed ai cardinali, con la bombarda per compagna, un ricco bottino come promessa e il freddo abbraccio degli abissi come destino.
Noi siamo i moderni pirati.
Chi scrive, chi disegna, chi traduice o programma, chi insegna o ricerca, facendo vela del proprio ingegno, e servendo mai due volte di seguito lo stesso padrone.
pirates3.jpgE irridiamo dunque impiegati e bancari, tertri dipendenti statali e sordidi elementi strutturati dell’accademia, quelli col posto fisso e gli ammogliati speciali, che rinunziarono all’avventura per una congrua ed un appartamento arredato dai vichinghi dell’IKEA.
E cantiamo piuttosto una canzone in onore di sir Kenelm Digby, filologo latinista, filosofo naturale, sostenitore della magia simpatica, ottimo Cristiano e fondatore della Royal Academy, autore del trattato On the Immortality of reasonable Souls, noto ai contemporanei come “ricetto di tutte le arti” e abilissimo corsaro, che mise a ferro e fuoco i porti del Mediterraneo, depredando gli Olandesi a Majorca e poi colando a picco le flotte congiunte Francesi e Veneziane nel porto di Iskanderun l’undici giugno 1628.

A lui ci ispiriamo ogni mattina.

E ora tutti a farsi una partita a Monkey Island…

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Ghostbusters, 1954

18 Settembre 2009 Davide 1 commento

Non credo funzionerà mai come horror.

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